Ago 18, 2009 - racconti brevi    8 Comments

Storie di ordinaria calura

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Come deciso in precedenza, la giornata di oggi era da dedicata alla spesa, in frigorifero, alcune materie prime fra cui le indispensabili bibite, frutta e verdura più che scarseggiare cominciavano ad essere completamente assenti, ragione per cui occorreva provvedere, così dopo avere sistemato alcune cosette in casa decido di recarmi al supermercato. Non amo troppo muovermi fra ali di folla ed è per quello che solitamente mi reco a fare la spesa più o meno all’ora di pranzo, in quel momento l’affollamento è accettabile. Così, apparecchio fotografico al seguito, ho una mezza idea di scattare qualche foto in alto lago, su oltre il Mera verso il laghetto di Novate Mezzola, mi manca ancora quella zona, prendo l’auto e parto. La temperatura è quasi proibitiva, il termometro segna 35 gradi, ma il condizionatore fa il suo discreto lavoro, arrivo alla fine del lago, prendo una deviazione sulla sinistra che costeggiando il fiume Mera porta su sino a quasi il lago già citato. La mia intenzione è quelle di scattare alcune foto alla chiesetta di San Fedelino. Per la verità si tratta di un piccolo tempietto di epoca romanica e risalente al X secolo ed è molto particolare. Giunto sul luogo mi rendo conto che è impossibile trovare posto nel piccolo parcheggio e che inoltre, come da indicazioni, occorre percorrere a piedi un tratto in salita completamente allo scoperto. Venti minuti di camminata sotto il sole di mezzogiorno, non credo sia il caso e così decido di rimandare ad altra occasione la visita. Proseguo per alcuni minuti lungo la strada e poi trovato un parcheggio mi fermo e scendo a scattare qualche foto. Il panorama lo merita, sullo sfondo le montagne che circondano la val Chiavenna, ai lati del passo Spluga e del Maloia, sul fondo valle il laghetto parzialmente coperto di canne palustri, frequentato da cigni, folaghe e aironi e là sulle sponde il piccolo paese. Terminati gli scatti risalgo in macchina e mi dirigo all’ipermercato ormai poco distante. Dopo avere inghiottito una focaccia e bevuto una birra, munito di carrello mi addentro nel supermercato. Mi sono sbagliato, contrariamente a quanto accade normalmente in questo orario oggi il luogo risulta essere super affollato. Forse l’insolito fatto è dovuto all’avvenuto rientro di molti vacanzieri che necessitano come me di riportare a termini accettabili il contenuto delle propria dispensa, o anche al caldo eccessivo che spinge i vacanzieri a ritardare la discese al lago ad orari più freschi. Fatto sta che la gente è tanta, gli ingorghi frequenti e che io insofferente per natura, proceda fra le corsie smoccolando in silenzio. Ed è così che schivando sorpassando e smoccolando mentalmente mi ritrovo dietro a due teoremi di Pitagora, madre e figlia. Sì, il teorema, quello che dice la somma dei quadrati costruiti sui cateti è pari……… Le due misurano circa un metro e sessanta di altezza e quasi altrettanto di larghezza, va da se che la somma dei quadrati in questo caso dia quello della circonferenza. Le due camminano rapidamente, quasi quanto Virgilio nell’aggiornare la pagine dei forum, soffermandosi di frequente lungo la corsia ed impedendo agli altri di passare, è quindi normale che dietro si sia formata una piccola coda. Sono proprio dietro loro inframezzato ad altra gente quando sento la figlia rivolgersi alla madre chiedendo “Cosa ci serve ora?”. Sì lo so è da maleducati ascoltare le conversazioni altrui, ma sono proprio lì dietro e non posso farne a meno. Poi è proprio da cafoni dare dei suggerimenti non richiesti lo so, lo so, anche perché il più delle volte mi limito solo a pensarli, il più delle volte, non questa. Così senza nemmeno il tempo di realizzare quanto stia facendo sento la mia voce dire :”Suggerirei una liposuzione”. Silenzio, un paio di risatine soffocate nei paraggi. La reazione, forse a causa della velocità virgiliana tarda ad arrivare, così ho tutto il tempo per ricompormi. Quando si girano per cercare di in individuare il fautore del suggerimento ho sul viso un espressione indifferente e la mia attenzione è attratta da una confezione di birra Becks nello scaffale, giusto quello che cercavo. La prendo, la metto nel carrello, chiedo permesso e passo oltre. Sarà stata colpa del caldo. Ma chissà se in futuro non abbiano di che ringraziarmi.

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Storie di ordinaria caluraultima modifica: 2009-08-18T18:06:00+00:00da refusi
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