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Del pane e del vino

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Datemi del pane
che fui io
ad arare i campi un fondi solchi
io sparsi
con callose mani i semi
io mietei i campi
falciando steli,
trebbiai dorate spighe
e macinai farina.
Datemi,
quel pane che è mio.
Versate il vino,
che io posai le viti
in diritte file lungo la collina,
io, ne potai i rami
colsi i grappoli,
e i piedi miei
pigiarono nei tini
il rosso nettare.
Versate,
quel vino che è mio.
Datemi del pane
versate del vino
per la mia comunione.
La comunione del corpo
giacché sin troppo
nutriste il mio spirito,
che il mio stomaco
rattrappito dall’aria
inacidito dall’acqua
ora
chiede altro cibo.

 

Non è più il mio tempo

miserie-del-tempo

Confusione,

confusione.

Alcool, fumo, donne,

non è più il mio tempo.

Realtà stravolte

da ideali, da dogmi,

inutili

idioti e dannosi.

Fuga,

fuga,

fuga.

Nella mia fantasia

cavalco

unicorni alati

lungo le strade

di una piacevole follia.

Non sapere più niente,

non volere sapere,

non combattere più niente,

non contestare più niente.

Come spiegare

a illustri idioti

l’inutilità di ogni gesto?

… per caso

Vitruvian Man Wallpaper 1

Capita così,

per caso,

che un giorno

senza mai ragione alcuna

il pensiero tuo

volga per altri lidi

e si ritrovi a correre

lungo sentieri nuovi.

Capita così,

per caso,

che quanto hai fatto

sino allora, paia vano

senza più senso alcuno.

Capita così

per caso,

che un giorno possa tu,

…per caso

essere uomo.

Ci sarebbero

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Ci sarebbero

tante cose da dire,

ma in un mondo che parla

dove nessuno ascolta

a che serve parlare?

Ci sarebbero

tante cose da fare

ma in un mondo che critica

ogni nuova proposta

a che serve provare?

In un mondo di stolti

che si atteggiano a saggi,

di cretini indefessi

che troneggiano sui seggi

si può solo restare

in disparte

a guardare.

 

 

 

Nullità

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Luci ed ombre,

giochi strani,

contemplo e non penso.

In un vuoto totale

io

vedo me stesso.

Presenze irreali.

I bizzarri

rumori del silenzio.

La nullità di un uomo

nella sua solitudine.

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