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Invito ai partiti

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Voi magri, Voi grassi,
obesi o patiti.
Voi, degne bandiere
di tutti partiti.
Sì! Voi così certi
di passare alla storia
boriosi e protesi
a cercare la gloria.
Voi, uomini pieni
(di gas da letame)
intenti e occupati
a tessere trame,
a scambiarvi di fronte
alla gente normale
insulti grotteschi
con gusto triviale.
Sì, Voi che ogni giorno,
da tutti i canali
ci fate due palle…
mai viste di uguali.
Andate a cagare,
calate gli orpelli,
col culo per l’aire
mostrate gli uccelli,
che visto da dietro
lo stronzo che scende,
non sembrano cazzi
non sembrano niente.
Somigliano tanto
ai vostri profili
di vecchi marpioni
ottusi e incivili.
Andate a cagare,
capitemi bene,
andate a cagare
però tutti assieme
in un posto chiuso
che niente si perda,
così da annegare……
in un mare di merda.
E noi, grati a Voi tutti
per l’epico atto,
per il gesto glorioso
del vostro riscatto,
noi Vi innalzeremo
al ruolo di santi
in perenne ricordo
ma senza rimpianti.
Faremo a Voi tutti
un busto di gesso
sul gran piedistallo
di un lubrico cesso,
e noi, liberati
da un giogo si duro
potremo finalmente
pensare al futuro.
Privati per sempre
dal lordo fardello
faremo finalmente
qualcosa di bello.

Col tempo l’oblio

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Finalmente,

urla di rabbia.

Dentro,

piange

qualcosa di lacerato,

dilaniato e trafitto,

morto e rinato.

Ricostruito nella speranza

e, di nuovo ucciso.

Frettolosamente ricomposto

in un ultimo tentativo,

frammenti incollati

con mano tremante,

nuovamente infranti

in migliaia

di irricomponibili pezzi.

Finalmente muore,

una cosa dimenticata

una volta chiamata

amore,

e nasce

dagli impietosi resti

un nuovo, livido fiore.

Finalmente,

dalla sofferenza l’odio,

poi,

col tempo

l’oblio.

Tu, dimmi, chi sei?

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Tu, dimmi, chi sei?
Un uomo già vecchio.
Però non si vede!
E’ idiota chi crede,
l’età non si vede.
E’ forse che il fuoco
che brucia impetuoso
ha la vita
del lume di un cero
che avaro nel buio
da un filo di luce?
E’ vero ma allora?
Io ho acceso il mio fuoco
in un campo di neve,
che beffa,
la fiamma guizzava
esplodeva riflessa
sul campo di neve.
Si è sciolta la neve?
No, si è spenta la fiamma
che inutile dramma,
ho bruciato per niente,
ho dato calore
ma non c’era gente,
sai, c’era solo
quel campo di neve.
Lo vedi? E’ lì ancora,
lì, sotto al tuo piede.

C’est vrai c’est pas vrai/ E’ vero non è vero

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C’est vrai,

c’est pas vrai,

silance.

Ce qui e tel,

ce qui est tel quell,

ce qui n’est pas tel

che que on a dit,

ce que on n’as pas dit,

ce que a etè fait,

che que n’a pas etè fait,

futur

presente

passè.

Ce que je suis

ce che je ne suis pas

ce que je crois d’étre.

C’est vrai

c’est pas vrai

 

E’ vero,

non è vero,

silenzio.

Ciò che è tale,

ciò che è tale quale,

ciò che non è tale,

ciò che è stato detto,

ciò che non è stato detto,

ciò che è stato fatto,

ciò che non è stato fatto.

Futuro

Presente

Passato

Ciò che sono,

ciò che non sono,

ciò che credo d’essere.

E’ vero,

non è vero …

Dubbio

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Dietro la porta chiusa

che non s’apre

ai vani tentativi della mente,

la risposta

silenziosa tace.

Giorno o notte,

lussureggiante valle

od arida deserta plaga,

verità o menzogna?

Davanti alla porta chiusa

che non s’apre

l’impenetrabile

grigiore nebbioso

di un tormentato dubbio. (tormentoso)

Il gioco degli ideali

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Amici falsi,
nemici veri,
quattro punti cardinali,
l’uno all’altro opposti,
come altrettanti ideali.
La fiera del falso
nel grande circo del vero.
Nascosto
sotto una lapide bianca
l’ultimo uomo sincero
giace
con la verità stanca,
nel putrefacente abbraccio
di un amor mortale,
che l’assurdo gioco
di un folle ideale
con frammenti
di parole e d’ossa,
senza nulla chiedere
gli scavò la fossa.

Mistero

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Gridare,

gridare al mondo

l’amaro sapore di vita.

Piangere,

nascosto alla vergogna.

Fremere,

nell’ansia di un poi

che non viene,

non verrà.

Visceri dilaniati

nell’attesa

di ciò che sarà,

di ciò che è

ma non appare.

Un mistero

insito in noi

da sempre,

reale

ma impalpabile.

Fra le mani

non afferrato,

sfugge.

 

Shoc

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Son piombato in un incubo
e ho incontrato un politico
ho un progetto specifico
mi spiegava  pacifico
mentre mi sfilava l’ombelico
poi mi fregava il tricicolo
infine è salito al Gianicolo.
Io privato di ombelico
sono qui che mi sbriciolo
senza neanche il tricicolo
per colpa di un politico
infingardo e famelico.
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