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Strani momenti

CarpeDiem

Che ci sto a fare? Questa è la domanda che come una palla da biliardo colpita con violenza rimbalza fra le pareti del mio cranio. Già che ci sto a fare, la risposta sembrerebbe ovvia quasi banale, come che ci sto a fare, sto qui a vivere, vivo! Vorrei averne la certezza, cosa significa vivere? Camminare, parlare, mangiare, ridere, piangere, gioire, soffrire, amare, pensare… già, ma dopo avere camminato, parlato, riso, pianto, gioito, sofferto, amato, pensato, ecco appunto, pensato… è sempre quel pensato che non mi torna, è quel pensato, quella palla da biliardo che in continuazione rimbalza fra quelle pareti ormai consunte che mi chiede, ma io, che ci sto a fare? E’ a quel pensiero che non so dare una risposta

Gen 31, 2014 - pensieri    No Comments

La notte

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ovvero breve storia di una notte in bianco.

Ecco la notte. Dopo aver trascorso la giornata fra colpi di tosse indolenzimenti generali, termometro per la febbre,  gocce al naso  e montagne di fazzoletti tanto da far salire alle stelle il budget di vendita dei fabbricanti, arriva la notte, ed è qui che l’influenza da il suo meglio. Si agogna il letto, il corpo stanco ed indolenzito si stende cerca una posizione, e proprio in quell’attimo  ecco….. ricomincia la tosse. E’ vigliacca lo fa apposta, si era assentata per qualche ora, mentre tu al televisore cercavi di prestare attenzione ma senza troppo successo a quanto veniva trasmesso e ora nel momento in cui saresti disposto a dare il saldo del tuo conto corrente, in verità poca cosa di questi tempi, per poter trascorrere una notte in un sonno riposante, ecco lei torna a farti visita e tu ti pieghi in due sotto le lenzuola abbaiando come un cane, sfinito, con le costole che vorrebbero sfondarti la cassa toracica e andare a farsi una rosticciana. E subito a farle compagnia il naso riprende a gocciolare costringendoti a una ricerca affannosa, nel buio, del pacchetto di fazzoletti che avevi approntato sul piano a lato del letto e la febbre bontà sua, raggiunge i massimi storici. Così si trascorre una notte che pare eterna,  fra un colpo di tosse una soffiata di naso, fra veglia e dormiveglia. Quel dormiveglia che è tutto fuorché riposante, si perché è un dormiveglia da incubo considerato che alla tua mente appannata appaiono le cose che non sei riuscito a fare o che hai fatto nell’arco della giornata. E così’ ti ritrovi ad archiviare file di filmati o foto da un inesistente inesauribile cartella in altre ipotetiche cartelline in un via vai di immagini sempre più affannato e confuso per poi renderti conto che le cartelline stanno là nel computer e non lì nel tuo cervello e poni fine anche al dormiveglia considerando che la veglia, la lunga attesa insonne dell’alba, sia comunque miglior cosa

Mar 19, 2013 - pensieri    1 Comment

Cosa c’è……..

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Questa mattina svegliandomi mi sono guardato allo specchio  e mi sono fatto gli auguri. Poi dopo essermi lavato la faccia e controllato con più attenzione l’immagine riflessa, mi sono chiesto

“Ma cosa c’è da festaggiare?

L’avvicinarsi del rincoglionimento?”

Nov 21, 2012 - pensieri    1 Comment

Succede

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a volte succede. Succede che ci si svegli di notte senza nessuna ragione apparente, ancora assonnato, ma senza più riuscire a prendere sonno. Ci si rivolta nel letto incapaci di trovare una posizione, mentre i fumi del sonno lentamente si dileguano e il corpo lascia intravedere poco a poco tutti gli acciacchi dell’eta. Ed è propio a quel punto che il cervello va in crash e purtroppo non è un crash da computer, non si spegne, no anzi parte per la tangente senza controllo e, sordo ad ogni tentativo di richiamo al silenzio inizia  a srotolare rumorosi nastri di ricordi. Ricordi che pensavamo fossero andati persi, che pensavamo di avere definitivamente cancellato o nascosto dietro ad altri più piacevoli, che invece sono sempre lì e che un cervello contorto e  bastardo li riporta lì, tutti quanti, sullo schermo della fronte come sopra ad un video di computer. Improvvisamente tutte le situazioni irrisolte della tua vita sono lì. assieme, aggrovigliate, cercano una spiegazione,una soluzione tardiva, una possibile giustificazione che consenta di poterle archiviare definitivamente.Creando ancora una volta una rete di se, di ma, di forse e di come sarebbe stato. Rotolano dalla testa allo stomaco contraendolo in spasmi nervosi rendendo ancora più insopportabile qualsiasi posizione si cerchi di assumere sotto le coperte, mentre con gli occhi, a quel punto sbarrati,  cerchi fra le fessure delle tapparelle uno spiraglio di luce che filtri nella stanza e che ti segnali che il giorno sta per arrivare e ti permetta di alzarti per preparare un’abbondante colazione che calmi lo stomaco, rimetta in funzione il fisico e ti consenta di tornare al più recente punto di ripristino e resettare il cervello. Sino alla prossima volta.

Gen 26, 2012 - pensieri    2 Comments

Nato in un tempo sbagliato

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E sì, purtroppo è così. Ora non saprei dire se mi sarebbe convenuto nascere prima o nascere dopo, troppo complicato valutare le opportunità. Quello che è certo è che sono nato nel momento sbagliato.

Da piccolo si fa per dire, diciamo da quando ho raggiunto l’età della ragione, se esprimevo un oponione, giusta o sbagliata che fosse la risposta che ottenevo in merito era sempre la stessa, “Zitto tu che sei troppo giovane”. Sono passati tanti anni da allora non sono più giovane e immancabilmente quando esprimo un opinione, giusta o sbagliata che sia,  vengo guardato con quell’espressione che sta a significare “Ma che sta a di’ sto rinco?”.

Beh sono stati tanti i fatti che mi hanno accompagnato nella vita che mi hanno fatto giungere a questa conclusione. La pensione di anzianità a trentacinque anni, vista di sfuggita e persa per pochi mesi anche grazie al contributo di un datore di lavoro che aveva evitato di versarmi un anno di conributi. Lo sky pass senior, passato dai 60 ai 65 anni proprio in occasione del mio sessantesimo compleanno (anche se di questo poco importa, dubito di poterne usufruire in futuro). Ed ora la chicca finale a meno di due mesi del compimento del mio 65 anno di età e con una serie di esami da fare, il beneamato governo Monti decide di procrastinare l’esenzione dal ticket sanitario dai 65 ai 70 anni di età, senza contare che nel frattempo lo stesso è stato raddoppiato.

Ora ditemi voi se non avrei tutte le mie buone ragioni per diventare un pensioterrorista, che mi rimane de perdere? I soldi no, quelli della pensione me li stanno prendendo tutti, “unza a unza”, come si dice dalle mie parti. Della salute non se ne parla, con i ticket  ed i tempi di attesa anche quella sta andando a putt…… , no nemmeno lì, il bilancio non me lo consentirebbe. Quindi che mi rimane da perdere?? La vita…………………. meglio finire in gloria.

 

Un vivo ringraziamento a chi per salvare il capitale altrui riduce in miseria chi del capitale nella propria vita non ne ha mai avuto neppure il sentore.

 

                                                                             Grazie Monti

                           

                                                    ref 🙁

 

                                                                                                                                     

Gen 17, 2012 - pensieri    2 Comments

Una sera…………..

 

 

 

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questa sera, una sera come le altre, ma diversa, sì perchè tutte le sere sono uguali, ma sono diverse. Piccole sfumature le differenziano, per il fatto che il vicino ci ha fatto girare le palle, o perchè un banale accadimento ci ha fatto sorridere, sognare, piangere per un inezia o per un dramma e una sera uguale risulta non essere più uguale. Può risultare monotona sino alla noia, entusiasmante sino allo spasimo, allegra come una risata spontanea, triste come una lacrima ignota. Beh non fateci caso ma questa sera è una sera così, forse perchè ho deciso di mettermi in cucina e di cucinare dei saltimbocca alla romana con patate al forno e insalata. Forse perchè a quei saltimbocca ho deciso di accompagnare una bottiglia di Pignoletto, tutta, e che ora quel Pignoletto, il nome stesso li giustifica, un tipo pignolo, abbia deciso di interferire anche se solo per un breve attimo nella mia vita e nel mio pensare. Beh sono accadimenti alchemici, (da alcool) che per un attimo possono spingere dita smarrite ad infierire su di un’ innocente quanto compiacente testiera per scrivere parole inutili, parole che alcuni, pochi o nessuno avrà mai il piacere, l’onore ma soprattutto la sventura di leggere. Tutto così per caso una sera da un saltimbocca alla romana e da un tipetto pignolo, un Pignoletto appunto………..

 

                                                           refffffffffffffffffffffffffffff

Nov 4, 2011 - pensieri, poesie    5 Comments

Manco da così tanto tempo?

 

 

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Sì, pare proprio di sì. Certo che le funzionalità dell’ospite, la sua velocità, non invogliano certo ad essere presenti, ma non posso certo dare la colpa a lui, sarebbe solo una scusa, è che sono stanco. Da tempo non scrivo più nulla o quasi e anche se avrei alcora un po’ di cosette pronte in archivio da pubblicare, non riesco a trovare una sola ragione per cui debba farlo ne a chi possano interessarre, considerato che nella maggior parte dei casi a noi tutti interessa solo scrivere e non leggere quanto pubblicano gli altri e fatte le debite eccezioni i blog più frequentati lo sono solo a causa di un reciproco scambio di cortesie. Così sono rientrato nel mio guscio ed ho tirato la cerniera sperando di poter tornare all’embrione iniziale, senza lasciare traccia.

 

Delirio

Poi

Dopo

Se

potessi tornare

io

nel grembo di una madre

qualunque.

Potessi

non iniziare una vita.

Prima che

inutili gioie

muoiano

soffocate sul nascere

da ancestrali dolori.

Potessi tornare

io

da feto

a aborto.

 

                                   refusi

 

 

 

Gen 19, 2011 - pensieri    4 Comments

Io……. sono dio

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e a nessuno
è consentito affermare il contrario.
Sono un dio univoco
ed un dio binario.
Io sono il dio delle mie gioie
dei miei dolori,
della mie paure e…
dei miei errori.
Sono il dio benevolo
dei miei difetti,
sono in dio irascibile
dei miei sospetti
sono il dio che accusa
e che che non perdona
sono il dio che soffre
e che da dolore
sono il dio
che nasce mille volte
e mille volte muore
nelle mie sfaccettature,
nei miei cambiamenti
sono il dio che non tollera
gli altrui pentimenti.
Sono il dio del bene
e sono il dio del male
a seconda di ciò
che in quel momento vale
di ciò che più mi conviene.
Sono il dio del riso
sono il dio del pianto,
reiterato nell’errore
e nel pentimento.
Io sono dio,
dio di me stesso
e per quanto vale
sono un dio
anche adesso……………..
                                           refusi