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Apr 29, 2009 - pensieri    5 Comments

da.. Cronache di un tempo perso

 

 

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Olivetti Lettera 22

 

quanti ricordi, è ancora là, di colore verde oliva, nella sua custodia polverosa, fra gli ultimi residui di un trasloco da tempo compiuto. Scatoloni non ancora aperti, cassette musicali e video cassette con vecchie e stentoree registrazioni artigianali, libri che non trovano più una collocazione, tappeti che non si adattano all’arredamento, quadri privati di pareti e suppellettili di mobili, articolo vari. Un piccolo bazar dimenticato, oggetti inutili ma dai quali non ci si vuole separare. A ciascuno di essi è legato un attimo di vita, confuso nella memoria, o enfatizzato dal ricordo. Anche lei è là, fra le cianfrusaglie accatastate, dentro la custodia a fargli compagnia ancora una mezza risma di carta rimasta inusata, una confezione quasi intonsa di carta carbone, un nastro di ricambio, nero e rosso con l’inchiostro ormai rinsecchito dal tempo. Ricordi.  Aprendo la custodia malandata sembra quasi di sentire l’odore di altri tempi salire dall’interno per riportarti a spazi lontani, mai dimenticati. Agli occhi della memoria appare vivida l’immagine del tavolo sopra al quale solevo porla prima accostare la sedia, introdurre il foglio dentro al carrello, battere sul primo tasto e poi, rimanere in attesa che la altre parole sgorgassero dalle dita come da una sorgente e fluissero li sulla carta per essere poi lette e comprese, come se quelle frasi appartenessero a un altro, a un altro tempo, a un altro mondo. Tlic tlic tlic tlic tlic tlic tlic, Olivetti Lettera 22

La guerra

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La guerra è nel destino dell’uomo, perché è nella sua testa. Come lo sono il potere, la sopraffazione, l’egoismo, l’antagonismo, il protagonismo, il desiderio, il possesso, la stupidità e la morte

Apr 22, 2009 - pensieri, poesie    4 Comments

A imperitura memoria

della stupidità umana                 

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Lentamente, la natura riprende possesso di ciò che gli appartiene, adagio nel corso degli anni copre con terra smossa e nuovi alberi quelle inutili ferite.
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Trincee, camminamenti, postazioni, feritoie, casematte,li, lungo le coste di monti che mai hanno udito uno sparo. Ferite nella terra che sono risuonate di voci e del sudore di uomini per un inutile opera, trincee di guerra, lungo un confine di pace, scavate da uomini poi…. morti altrove.
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Trincee
Canto
triste e stonato
ti levi
da quelle trincee
che, nel buio,
si snodano
lungo colline e valli.
Canto
racchiudi in te stesso
ricodi lontani,
rimpianti,
dei giorni di pace.
Nelle note
che s’alzano spezzate
i volti, le strade, le case,
di tanti paesi
che aspettano.
Un bagliore, uno sparo
sommesso un lamento.
Silenzio.
Lontano, qualcuno,
aspetta
il ritorno du un canto.
                                                  refusi

Mar 25, 2009 - pensieri    7 Comments

Quando si incontrano

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uno sfigato e un imbranato……………. anche la matematica va a farsi benedire. Già perchè capita che una sera di marzo dopo cena lo sfigato si accomodi al computer e, dopo avere osservato per qualche istante le foto che si alternano nello screen saver  dedica di riprendere l’attività nel punto dove l’aveva interrotta,. Magari…… spazio.. invio…. esci…. mouse… nulla ….le foto seppur moooolto lentamente continuano ad alternarsi sullo schermo sino a fermarsi baluginare e sparire per lasciare posto ad una strana schermate mai vista prima d’ora e poi…… buio il PC viene spento.  Riavvia e qualche istante dopo il riprendere del rassicurante ronzio sullo schermo appare una scritta ” not signal” hai voglia a schiacciare disperatamente ognuno dei possibili tasti del PC, nulla. Si Spegne, si riavvia, si spegne si scollega si staccano tutti i cavi si riattaccano tutti i cavi, stacca, attacca spegni e accendi, il risultato non cambia…. “not signal” troneggia sempre al centro del monitor. Ci si rassegna. Lunedì mattina quasi alla prime luci dell’alba, (ore 8,45) si alza dal letto, impossibile continuare a dormire ( che sia diventato PC dipendente?)  si alza, afferra la cornetta del telefono, ammesso che si possa chiamare ancora così e……….  due frasi un accordo e subito si carica il PC in macchina e si parte, e qui entra in gioco l’imbranato. Giunto a destinazione scarica il PC,  spiega l’accaduto, al “tecnico” lui annuisce , prende il marchingegno e parte per dargli un occhiata. Nel frattempo,l o sfigato, si accomoda alla consolle di un PC di internet point presente sul luogo per lanciare un grido di agonia,  ma dopo poco tempo ecco riapparire l’imbranato, un sorriso soddisfatto sul volto, è cosa da nulla dice, e partito il condensatore con una 30ina di euro si cambia, ci vuole un attimo. Solo che per sostituirlo dovrei levare il sigillo di garanzia, se mi autorizza? Nella testa dello sfigato,  i pensieri cominciano a girare vorticosamente, quasi quanto le rotelline di Virgilio, rinfrancato dalla notizia, considerando la lieve entità del danno, valutando i pro e i contro, il computer è ancora in garanzia e lo sarà ancora per alcuni mesi, quindi le riparazioni dovrebbero essere gratuite, ma…. c’è un ma, occorre riportare il PC al venditore, attendere che venga spedito alla casa madre, riparato, rispedito e dal calcolo approssimativo che ne risulta come minimi dovrebbe privarsi del PC, per oltre un mese se non due. Beh, il costo non è elevato val bene la pena di spendere la cifra di 30 euro e di porre termine alla garanzia per rientrare immediatamente in possesso dell’amato PC funzionante, va bene,  è la risposta, lo faccia. Passa una l’unga mezzora e la faccia dell’imbranato riappare nella sale, difficile descriverne l’espressione, mi spiace annuncia non si tratta del condensatore, dovrei fare delle prove, ma temo si tratti delle scheda madre. Ecco pensa subito lo sfigato, la dimostrazione dell’ineluttabile realtà della vita, trattenendo a stento la rabbia, rassegnato chiede che venga sostituita, naturalmente, vista la situazione al puro e mero prezzo di costo. Non posso, è la risposta che giunge alla sue orecchie , e allibito sente l’imbranatoinformarlo che la ditta in questione non commercializza le schede dei suoi PC, e che pertanto il computer dovrà essere inviato alla casa madre, senza alcuna garanzia 
In matematica 1 +1 fa 2, ma una pera e una mela  non fanno ne due pere ne due mele, rimangono sempre una pera e una mela. Ma in questo caso subentra l’eccezione uno sfigato e un imbranato fanno due, sì due colleoni

                                                                                                          refusi

Gen 7, 2009 - pensieri    10 Comments

VERITA’ ASSOLUTA

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ECCOLA!

LA VERITA’

FACENDOSI LARGO A GOMITATE

FRA LA FOLLA

APPARE!

LACERA E CENCIOSA

POVERA MA VERA

ANNUNCIA AL MONDO

CHE

SINO A IERI ERA RICCA

SI CHIAMAVA MENZOGNA

POI

HA SUBITO UN TRACOLLO.

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