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Feb 5, 2018 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

…annovero

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Dov’è il mio posto?

Dove,

la mia ultima spiaggia.

Scopo perso

in lontani millenni

Quale il fine?

Arrovellandomi confondo

la realtà e il sogno

l’uomo e Dio

la vita e la morte.

Sempre più solo

annovero

innumerevoli

inutili gesti.

 

Gen 29, 2018 - poesie    4 Comments

Il cancello

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Un cuore
sta dietro un cancello
e guarda passare
la gente, le cose
la vita, un amore.
Dietro quelle sbarre,
dal tempo corrose,
un cuore, può solo soffrire.
Sul vecchio cancello
d’avanti all’ingresso
qualcuno crudele
ha posto un cartello,
il bianco è pacchiano,
è lugubre il nero
e sopra cìè scritto:
“Vietato l’accesso”.
Un cuore, un cartello, un cancello,
che mai ha cigolato.
Un cuore, un cancello, un cartello,
che da sempre c’è stato.
Un cartello, un cancello, un cuore
da dietro le sbarre
ha visto passare
la gente, le cose, la vita, un amore.
C’è gente che passa e che dice:
“Lo vedi?
Là dietro il cancello
di sbarre corrose,
c’è un cuore
che soffre da sempre
le pene d’amore.”

                                                        refusi

 
Gen 25, 2018 - poesie    No Comments

Ho Scritto (lezione di auto modestia)

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Ho scritto

con foga e con rabbia

ho scritto

con malinconia e tristezza

ho scritto

di me, di te e di altri

ho scritto

di miserie e guerre

ho scritto

di morti e di pianti,

Ho scritto

sempre e ovunque

Ho scritto

su foglietti volanti,

su pagine di libri,

su note della spesa,

su tovaglioli nei ristoranti,

su strappi di carta igienica.

Poi

ho perso i foglietti

regalato i libri

gettato le note della spesa

dimenticato i tovaglioli

e destinato

gli strappi di carta igienica

al proprio uso.

Dubbio

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Dietro la porta chiusa

che non s’apre

ai vani tentativi della mente,

la risposta

silenziosa tace.

Giorno o notte,

lussureggiante valle

od arida deserta plaga,

verità o menzogna?

Davanti alla porta chiusa

che non s’apre

l’impenetrabile

grigiore nebbioso

di un tormentato dubbio. (tormentoso)

Gen 3, 2018 - poesie    No Comments

Dubbi

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Io ho…
ma forse no.
Io sono…
ma forse non sono.
Io so
ma forse non so.
Io credo…
ma
in cosa credo?
In un dio?
Nell’uomo?
O solo in me stesso?
No, io non sono
un eroe, ne un santo
non ho conoscenze
ne studi
di cui farmi vanto.
Nell’uomo?
Guardandomi attorno
io vedo soltanto brutture
e un mondo malsano
gestito da mezze figure.
In un dio?
Ma quale??
Un dio assente,
combattuto e succube
del bene e del male?
Io so…
o forse non so
se credere in un dio
nell’uomo
oppure in me stesso
ma forse
non credo e
il dubbio che insorge
adesso
è che io,
non sono…
nemmeno io.

 

Dic 26, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Persi

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Perché?
L’eterna domanda
a cui nessuno risponde.
Lo scopo ultimo
rimane celato.
Confusi pensieri
inseguono
ideali, dogmi e teorie
che sempre più lontano
portano dal vero.
Persi
nelle realtà virtuali
non scorgiamo più
orizzonti.
Inseguendo il mito
dimentichiamo il bisogno,
riducendoci
a mendicare il tempo.
Silenzi
coperti da frastuoni
osannano
l’idiozia di una specie
ridotta
a singolo individuo.

Dic 21, 2017 - poesie    No Comments

Le cose che avevo

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Avevo

un sogno nel cassetto

un buco nel calzino

un dente caduto

posto sotto al cuscino.

Il cassetto ormai è vuoto

il calzino cambiato,

il dente ora è nuovo,

ma lì sotto al cuscino

c’è soltanto il passato.

 

                                    refusi

Dic 5, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Prima o poi

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Prima o poi
verrà qualcuno
a dirmi chi sono.
Prima o poi verrà
e mi leggerà la mano.
Mi guarderà negli occhi
e poi mi sussurrerà piano,
non darti pena non sei nessuno.

Nov 28, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Parabola

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C’era una strada,

e c’era un uomo

sopra la strada.

C’era anche un dio

ma altrove

e non guardava.

La strada era quella

che portava alla fine

e l’uomo avanzando

ormai giunto al confine

pensava,

mah, ci sarà qualcosa

oltre questa strada?

Una meta,

uno scopo, una casa?

Si fermò, con il dubbio

dipinto sul volto,

si voltò, a osservare

il percorso trascorso,

dubitò del suo dire,

dubitò del suo fare.

Si chinò, con la mano

spolverò i pantaloni

con gesto anormale,

stava prendendo tempo

non volendo avanzare.

Cosa c’era o chi c’era

oltre quel confine?

C’era il premio?

Il castigo?

O soltanto… soltanto

una semplice fine?

Senza gogne ne allori,

senza canti ne pianti,

senza voci dannate

senza aureole di santi.

Ma soltanto il riposo,

la soluzione finale,

dove non han più ragione

né il bene né il male.

Soppesò ancora a lungo

tutta quella questione

poi, il suo volto si distese

in un caldo sorriso,

e riprese ad andare

con un passo deciso,

si avviò e senza dubbi

superò quel confine

certo che

c’era solo il riposo

raggiungendo la fine.

Ma e quel dio dove stava?

Era sempre altrove e,

non guardava.

Nov 19, 2017 - poesie    No Comments

La menagram (dialettale scherzosa)

civetta
L’è lì, e
se la sa no se fa,
la parla de quei
ch’in già crepà
e se vun puaret
l’è mouribound,
senza nanca pensac
la manda a l’alter mund.
Mama, che mena gram
che porta rougna,
quant ca la dorma
de funerai la sougna,
par ca la sia
la tousa del bechin,
e mi
che se stremisi un cicinin
ghe fu corni bicorni
e touchi fer,
ma riesi no
a desmentega un penser
che in verità
a me fa un pou pagura,
che quela lì
me faga un quei fatura.
Ma mo sun stuff,
vu via, torni pu indree,
la mena gram,
la staga de par lee.
La menagramo

Lei è lì, e /e non sa che fare/parla di quelli/che sono appena morti/e se uno poveretto/è moribondo/ senza nemmeno pensarci/lo manda all’altro mondo./Mamma, che menagramo/ che porta rogna/ quando dorme/di funerali sogna/sembra che sia/la figlia del becchino/ e io,/che mi spavento un pochettino/faccio corni bicorni/e tocco ferro,/ma non riesco/a dimenticare quel pensiero/ che in verità/mi fa un po’ paura/che quella lì/mi faccia qualche fattura./Ma adesso no stanco/ vado via, e non torno più indietro/ la menagramo/se ne stia da sola.

 

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