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Ago 3, 2007 - poesie    13 Comments

Se

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se il mio cuore
avesse porte

le aprirei per farti entrare

se avessse finestre

calerei scale per farti salire

se avesse passaggi segreti

scardinerei le grate

per farti passare

ma il mio cuore

non ha porte

non ha finestre

non ha passaggi segreti

e se tu ora ci sei dentro

è perchè ci stavi da sempre

 

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Ago 2, 2007 - poesie    1 Comment

Io, dentro me

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Io, dentro me
parlo,
parlo di me
e parlo di altre cose
parlo di te,
di petali di rose,
di fiori
che appassirono lontano.
Parlo di spine
che ferirono la mano,
parlo di voi,
che un di feci soffrire
e parlo di occhi
che seppero ferire
quello che dentro me
c’era di buono.
Parlo di cose ormai
rubate o vecchie
che però ancora
stringo nella mano
e la malinconia,
che si compone adesso
dentro di me
mi fa sentire vivo.
Malinconia,
solo con te sincero
sono stato in vita mia
mai ti ho mentito

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Lug 31, 2007 - poesie    8 Comments

Seguaci

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Folate di vento
nel Luogo deserto,
silenzio,
s’intende lontano
una voce
che chiede di uscire
di adire alla luce
vedere la gente,
le cose capire
ma invano
Silenzio
La dietro la fronte
un cervello scordato
che vaga disperso

nel proprio passato
dentro un labirinto

di vuote parole
che gli hanno negato
la luce del sole.

Un ego negato
di un uomo infelice
che cerca una fede
che cerca la pace,
si muove a tentoni
incespica, cade,
e resta giù prono

aspettando che un vate
dall’alto di un trono
di un pò d’attenzione
gli voglia far dono.
Folate di vento
nel luogo deserto
silenzio.
Un cervello scordato
si nega subendo
il proprio passato
d’avanti ad un muro
cancella le tracce
del proprio futuro

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Lug 25, 2007 - poesie    7 Comments

Poeti

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Nel nostro tempo

nauffraghi

non troviamo dimora

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Lug 23, 2007 - poesie    8 Comments

Stagioni

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Inverno

La prima brina
avvisaglie di nebbia,
e strade
troppo presto deserte
accentuano il disagio
del mio
solitario andare.

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 Primavera

Guardo il cielo
stanco ed accaldato
di un rosso stinto
che volge verso sera,
sento quell’aria dolce
e la brughiera
danza, nel suono
di un alito di vento.
Cinguetta felice
il passero al suo ramo,
stanca la rondine
dopo il lungo volo
riassetta il nido
che già gli è stato casa.
Così io assorto,
più non mo sento uomo.

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Estate

Aria
che ti si appiccica addosso,
umida e calda, tanto
da farti sudare l’anima,
e le avventure d’amore,
nelle piccole ore della notte
non danno certo sollievo
alla calura.
In mezzo al frastuono
di gente straniera
più solo,
rimpiangi
la vita tranquilla di sempre.

 

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Autunno

Cascate di suoni
in canne d’organo
osannanti di luce.
Fronde d’alberi
danzanti a venti freddi.
Foglie
che in ritornelli
di anonimo spartiti
vanno a cadere
su spruzzi d’acque
rotolanti a valle.
Autunno
nei tuoi colori,
di malinconia intrisi,
io mi sublimo.
                 
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Lug 17, 2007 - poesie    7 Comments

spirale

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Io,
sono morto
mille volte
in migliaia di anni
e mille volte rinato
ed ogni volta l’oblio.
Ho percorsoil mondo
intero,
ma ho ricordi solo
dell’ultimo luogo.
Ho combattuto guerre,
innalzato croci
dissacrato altari,
tutto per il mio calvario,
e di ciò mi rimane
solo
l’oppressivo dolore
dell’eterna domanda:
“Quale lo scopo?”
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Lug 17, 2007 - poesie    4 Comments

Il cartello

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Un cuore
sta dietro un cancello
e guarda passare
la gente, le cose
la vita, un amore.
Dietro quelle sbarre,
dal tempo corrose,
un cuore, può solo soffrire.
Sul vecchio cancello
d’avanti all’ingresso
qualcuno crudele
ha posto un cartello,
il bianco è pacchiano,
è lugubre il nero
e sopra cìè scritto:
“Vietato l’accesso”.
Un cuore, un cartello, un cancello,
che mai ha cigolato.
Un cuore, un camcello, un cartello,
che da sempre c’è stato.
Un cartello, un cancello, un cuore
da dietro le sbarre
ha visto passare
la gente, le cose, la vita, un amore.
C’è gente che passa e che dice:
“Lo vedi?
Là dietro il cancello
di sbarre corrose,
c’è un cuore
che soffre da sempre
le pene d’amore.”

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Lug 11, 2007 - pensieri, poesie    11 Comments

i perché in compagnia della luna

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…. riflette un viso, uno specchio. Spavalda lo guarda, sfida le intemperie che sono passate e scivolate via. Una spazzola d’argento appoggiata distrattamente su di una piccola scrivania, tra lettere mai scritte e pennini d’oro. Parole lasciate a metà, ancora nel piccole calamaio, forse un giorno salterano fuori e tra macchie nere e ghirigori stravaganti formeranno pensieri. Tutto ha un suo perchè, anche il tempo che sfugge, rose lasciate avizzire per non scordare …. intanto un violino lascia le sue note in un alone di profumo …. la sera è il momento dei cento colpi di spazzola …. la luna le terrà compagnia ….

Lesartists ….

 

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prendendo spunto da……..

Il sogno del poeta

Un gatto
sul tetto nel buio
che miagola solo.
La luna
che guarda dall’alto
domanda:
“Sei triste o felice?”
Sul tetto
un filo di fumo,
un camino da sempre
aspetta qualcuno.
Le tegole vecchie
son fredde nel buio,
in un abbaino
un filo di luce,
all’interno
un ceppo che brucia
acendo rumore.
Una penna, una mano,
un poeta
che scrive parole
d’amore, infelice.
Sul tetto, nel buio
un gatto da solo.
Il camino
ha smarrito il suo fumo.
Là, nell’abbaino
s’è spenta la luce,
una penna, che stanca
parlava di pena,
ora tace.
Sul foglio incompiuto
una macchia d’inchiostro
più nera nel buio,
copre una parola.
Un capo posato,
è il poeta che sogna
un amore felice.
La luna, che guarda dall’alto
ora tace.

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Lug 9, 2007 - poesie    1 Comment

Canzone alla vita perduta

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Il sole e la luna
descrivono archi nel cilelo
buio e luce
luce e buio,
brulicanti stelle,
ancorate alla volta del cielo
silenti
come parole mai dette
agitano i nostri pensieri. 

                                    Noi
                                    caduti in terra, 
                                    noi,
                                    calpestati dagli dei
                                    che cosa ne sarà
                                    di noi.

Da serrate labbra
non cadono più parole,
il silenzio incombe
e come duro macigno
opprime
una mente confusa,
dove, desideri e sogni
sovrastando la realtà
la volontà relegano
in remoti affranti.

                                   Noi
                                   piegati dalla vita
                                   plagiati dalla strada
                                   non combattiamo più
                                   per noi.

Occhi fissi
persi su orizzonti finiti,
fra intersecarsi di mura
che limitano lo sguardo
a poche inutili cose
cerchiamo le risposte
a domande
che come palle da biliardo
rimbalzano fra quattro pareti
in assurde
geometrie impossibili.

                                    Noi,
                                    sonnambuli nei giorni, 
                                    noi
                                    vaghiamo nelle notti
                                    scordandoci di vivere,
                                    noi.

C’ è sempre qualcosa
che ci ricorda qualcosa.
C’è sempre qualcuno
che ci ricorda qualcuno.
Un giro di vite
poi, un giro di vite
lo spazio riduce,
il tempo comprime,
ogni giro ripete
il medesimo corso,
vicina,
sempre più vicina
è l’ultima spirale.

                                   Noi,
                                   nati sconfitti,
                                   noi
                                   ci facciamo guidare
                                   da chi deciderà
                                   per noi.

Lunghe, le ombre
degli anni trascorsi
oscurano la strada.
Sparsi, come foglie d’autunno,
mulinellando al vento
aleggiano i ricordi.
Pungenti, i ricci dei rimorsi
feriscono le mani
al raccoglitore di castagne.
Solo dolori,
nelle nostre membra,
cordoglio nella nostra anima,
per una morte inutile
per una più
inutile vita.

                                    Noi,
                                    inutil i, futili eroi
                                    caduti in una guarra
                                    di cui
                                    non importava nulla
                                    a noi.

                                                                refusi

 

 

Lug 7, 2007 - poesie    2 Comments

Ego

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Il mare come sempre,
il vento, le stelle,
uguali.
Milioni di anni
miliardi di vite.
Piccolo io
chetati,
il tuo canto
non è essenziale.
Nei ricordi futuri
granello di sabbia
in miliardi d’altri
di te
ancor meno

                                                          refusi