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Set 2, 2007 - poesie    7 Comments

quanti tipi di amore esistono…….

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Un amore bastardo       10.03.71

Un amore bastardo,
nato dal caso
nascosto, occultato,
non voluto.
Maledetto.
Abortito in silenzio
disumano,
che vive di dolore
che si nutre di lacrime,
che nell’ansia,
nell’attesa
brucia
ogni desiderio di vita.
Un amore bastardo
che nelle notti insonni
fa imprecare di rabbia
e come droga crea
incubi e visioni.
Un amore bastardo,
partorito dall’odio
vomitato
in stomachevoli conati.
Un amore bastardo
che non vuole morire
scacciato ritorna,
ucciso rinasce,
come fantasma perseguita
inseguendo ricordi,
creando lacrime
che mai
avranno arcobaleno.
Amore, bastardo amore,
quando?
Tornerò a sorridere

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Ago 20, 2007 - poesie    3 Comments

Tributo a Prevert

scritta in un lontano 19.. in una piccola soffitta di rue Reaumur sopra i tetti di Parigi, , in una giornata troppo fredda per passeggiare….

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Histoire d’un jour

Jour, un jour
un histoire.
Le soleil se leve
comme d’habitude,
l’eclaircir du ciel
premiere pale lumiere,
un homme qui se leve
en se reveilland,
comme toujours,
que regarde la fenetre
de sa chambre
ouverte sur le mond,
le mond ouvert sur la vie,
la vie ouverte.
Et il regard
fermé dans sa chambre
il regard l’ouverture,
et il chante
il chante l’ouverture
qu’il regard.
Heureux il s’abille,
comme toujours,
il dessend sur la rue
qui dessend vers la ville
et il s’en va
ses pieds qui tombent
en suivent le ritm
de la chanson qu’il chante,
la chanson chantand
le cafè ou toujour
il bois son café,
et appré il retour
et il marche sur la rue
la rue que marche dans dans la ville
la ville que marche dans le mond
le monde que marche dans la vie,
la vie ou il marche.
Il va, il revien,
il regard la rue
que a dejà regardé hier,
appres hier
et tous les autres jours arrièr.
La rue n’est pas changée,
les murs sont gris
les fenetres ouvertes
ou fermées,
toujours le memes  ouvertes,
toujours les memes fermèes.
Les memes visagers aussi,
des hommes, des femmes
qui vont
ou va la rue,
la rue que va dans la ville,
la ville que va dans le mond,
le mond que va dans la vie,
la vie que va
et va,
sans retourner jamais.
Toujours  pareille,
malheureusement heureuse
ou heureusement malheureuse,
il n’y a pas difference.
Jusqu’au un jour,
le derniere jour d’un homme.
Un homme qui se leve
et qui chante
qui dessend dans la rue,
un homme que tombe
sur le pavé de la rue,
(s’etait pareil
si le pavé tombait sur lui)
et il tegard
la derniere fois
et cett fois
le soleil
derniermant couchant,
n’est plus pareill,
la rue des tous les jours,
meme de la dimanche,
samble etre changée,
c’est plus trist,
plus loin
presqu’inconnue.
Un jour
un histoire,
histoire d’un jour.
Un jour pareill
aux autres
pour tout le mond,

sauf exceprions.
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Storia di un giorno

Giorno, un giorno
una storia.
Il sole sorge
come sempre,
lo schiarire del cielo
prima pallida luce,
un uomo che si alza,
risvegliandosi
come sempre,
guarda la finestra
della sua camera
aperta sul mondo,
il mondo aperto sulla vita,
la vita aperta.
Ed egli guarda,
chiuso nella stanza
guarda l’apertura
e canta,
canta l’ouverture
che sta guardando.
Felice si veste,
come sempre,
e scende sulla strada
che scende verso la città
e se ne va,
i suoi piedi si muovono
seguendo il ritmo
della canzone che canta,
la canzone cantante
il caffè dove da sempre
beve il suo caffè
e poi egli torna
sulla strada e cammina,
la strada che cammina nella città
la città che cammina nel mondo,
il mondo che cammina nella vita,
la vita, dove egli cammina:
E va, e ritorna
guarda la strada
che ha già guardato ieri
l’altro ieri
e tutti i giorni passati.
La strada non è cambiata,
i muri sono grigi
le finestre aperte
o chiuse,
sempre le stesse aperte,
sempre le stesse chiuse,
Il medesimi visi
di uomini, di donne,
che vanno
dove va la strada,
la strada che va nella città
la città che va nel mondo,
Il mondo che va nella vita,
la vita che va
e va,
senza tornare mai,
sempre uguale,
infelicemente felice
o felicemente infelice,
non fa differenza.
Sino ad un giorno,
l’ultimo giorno di un uomo.
Un uomo che si alza
e che canta,
che scende sulla strada;
un uomo che cade
sul selciato della strada,
(sarebbe stato eguale
se il selciato fosse caduto su lui)
ed egli guarda
l’ultima volta,
e questa volta
il sole,
all’ultimo tramonto,
non è più eguale,
la strada di tutti i giorni,
anche della domenica
sembra cambiata,
è più triste,
più lontana,
quasi sconosciuta.
Un giorno,
una storia,
la storia di un giorno.
Un giorno simile
agli altri
per tutto il mondo,
salvo eccezioni.
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Ago 16, 2007 - poesie    3 Comments

Incontro

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Io e te,
due gatti randagi,
ognuno per la sua strada.
Improvviso
l’incontro.
In un vicolo buio
nascosto alle morali
celato al perbenismo
io e te
due gatti randagi,
per un piccolo
attimo,
parentesi aperta
su un istante di vita,
parlammo d’amore.
Ie e te,
due gatti randagi,
per un infinito attimo.
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Ago 7, 2007 - pensieri, poesie    1 Comment

Indietro……

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torniamo indietro

torniamo

a strigerci la mano

ad ascoltare

a parlare piano

prendiamoci di nuovo

il tempo per sognare

per chiudere gli occhi e

per pensare

indietro

torniamo indietro a……………

quel tempo

che non è mai stato

a quel sogno

che non è il passato

indietro

torniamo indietro
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Ago 3, 2007 - poesie    13 Comments

Se

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se il mio cuore
avesse porte

le aprirei per farti entrare

se avessse finestre

calerei scale per farti salire

se avesse passaggi segreti

scardinerei le grate

per farti passare

ma il mio cuore

non ha porte

non ha finestre

non ha passaggi segreti

e se tu ora ci sei dentro

è perchè ci stavi da sempre

 

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Ago 2, 2007 - poesie    1 Comment

Io, dentro me

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Io, dentro me
parlo,
parlo di me
e parlo di altre cose
parlo di te,
di petali di rose,
di fiori
che appassirono lontano.
Parlo di spine
che ferirono la mano,
parlo di voi,
che un di feci soffrire
e parlo di occhi
che seppero ferire
quello che dentro me
c’era di buono.
Parlo di cose ormai
rubate o vecchie
che però ancora
stringo nella mano
e la malinconia,
che si compone adesso
dentro di me
mi fa sentire vivo.
Malinconia,
solo con te sincero
sono stato in vita mia
mai ti ho mentito

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Lug 31, 2007 - poesie    8 Comments

Seguaci

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Folate di vento
nel Luogo deserto,
silenzio,
s’intende lontano
una voce
che chiede di uscire
di adire alla luce
vedere la gente,
le cose capire
ma invano
Silenzio
La dietro la fronte
un cervello scordato
che vaga disperso

nel proprio passato
dentro un labirinto

di vuote parole
che gli hanno negato
la luce del sole.

Un ego negato
di un uomo infelice
che cerca una fede
che cerca la pace,
si muove a tentoni
incespica, cade,
e resta giù prono

aspettando che un vate
dall’alto di un trono
di un pò d’attenzione
gli voglia far dono.
Folate di vento
nel luogo deserto
silenzio.
Un cervello scordato
si nega subendo
il proprio passato
d’avanti ad un muro
cancella le tracce
del proprio futuro

                                                                    refusi

 

                                                             

Lug 25, 2007 - poesie    7 Comments

Poeti

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Nel nostro tempo

nauffraghi

non troviamo dimora

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Lug 23, 2007 - poesie    8 Comments

Stagioni

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Inverno

La prima brina
avvisaglie di nebbia,
e strade
troppo presto deserte
accentuano il disagio
del mio
solitario andare.

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 Primavera

Guardo il cielo
stanco ed accaldato
di un rosso stinto
che volge verso sera,
sento quell’aria dolce
e la brughiera
danza, nel suono
di un alito di vento.
Cinguetta felice
il passero al suo ramo,
stanca la rondine
dopo il lungo volo
riassetta il nido
che già gli è stato casa.
Così io assorto,
più non mo sento uomo.

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Estate

Aria
che ti si appiccica addosso,
umida e calda, tanto
da farti sudare l’anima,
e le avventure d’amore,
nelle piccole ore della notte
non danno certo sollievo
alla calura.
In mezzo al frastuono
di gente straniera
più solo,
rimpiangi
la vita tranquilla di sempre.

 

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Autunno

Cascate di suoni
in canne d’organo
osannanti di luce.
Fronde d’alberi
danzanti a venti freddi.
Foglie
che in ritornelli
di anonimo spartiti
vanno a cadere
su spruzzi d’acque
rotolanti a valle.
Autunno
nei tuoi colori,
di malinconia intrisi,
io mi sublimo.
                 
                                               refusi

                                             

Lug 17, 2007 - poesie    7 Comments

spirale

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Io,
sono morto
mille volte
in migliaia di anni
e mille volte rinato
ed ogni volta l’oblio.
Ho percorsoil mondo
intero,
ma ho ricordi solo
dell’ultimo luogo.
Ho combattuto guerre,
innalzato croci
dissacrato altari,
tutto per il mio calvario,
e di ciò mi rimane
solo
l’oppressivo dolore
dell’eterna domanda:
“Quale lo scopo?”
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