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C’è qualche cosa di sbagliato – Fuori contesto

The ultrastructural morphology exhibited by the 2019 Novel Coronavirus (2019-nCoV), which was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China, is seen in an illustration released by the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) in Atlanta, Georgia, U.S. January 29, 2020. Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM/CDC/Handout via REUTERS. THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. MANDATORY CREDIT - RC2WPE9DIU7K

C’è qualche cosa di sbagliato in questo virus, non nel virus in se stesso, il virus è solo un virus come tanti altri più o meno pericoloso a seconda della virulenza e della sua velocità di espansione, ma c’è tutto di sbagliato. C’è di sbagliato il modo come è apparso, al di là delle illazioni sul fatto che si tratti o meno di un virus di laboratorio sfuggito al controllo degli operatori o alle pesanti supposizioni dei soliti complottisti che sia stato volutamente diffuso, anche se non si capirebbe bene da chi, con quale criterio e a quale scopo visto che in misura maggiore o minore sta infettando tutto il mondo. C’è qualche cosa di sbagliato nel modo come sì e manifestato, qualche cose di sbagliato nel modo come si è diffuso, qualche cosa di sbagliato nel modo come è stato affrontato, sottostimato e preso sottogamba a volte ridicolizzato all’inizio per correre ai ripari dopo in modo a volte decisamente drastico rasentando il terrorismo mediatico. C’è qualche cosa di sbagliato nel fatto che tutti parlino che tutti debbano esprimere la loro opinione e dare il proprio suggerimento senza cognizione di causa e senza avere nulla da dire, sommergendo gli ascoltatore con notizie inutili, improprie se non dannose. C’è qualche cosa di sbagliato nel comportamento di troppe persone indifferenti al pericolo reale e tante troppe che invece approfittano della situazione di pericolo e di disagio per truffare persone deboli e spaventate. C’è qualche cosa di sbagliato nel modo in cui questa situazione viene affrontata nel mondo, ognuno per conto suo, ognuno con le proprie decisioni, tutti a dimostrare singolarmente di essere i più bravi a fronteggiare la situazione, tutti impegnati nella ricerca di una soluzione, tutti allo studio di un vaccino che il più delle volte parte da presupposti diversi da diverse soluzioni senza alcun coordinamento di sorta, tesi ad arrivare primi ed essere i benemeriti salvatori dell’umanità, o a accaparrarsi i diritti esclusivi di produzione? C’è qualche cosa di sbagliato nella diffusione di notizie dei media tutti tesi a infarcirci la testa sulla più aggiornata situazione dell’avanzamento, della stasi o dell’arretramento del virus, sulle discussioni di quando si potrà di nuovo cominciare a fare qualche cosa e soprattutto cosa, di come se quando e in che misura si potrà riprendere il campionato di calcio e le coppe europee, dimenticandoci che il mondo non è cambiato, che al di là del corona virus nel mondo si continua a morire in egual misura o forse di più per altre ragioni, guerre che continuano indisturbate ignorate dai più, denutrizione, altre malattie ora ignorate che continuano a mietere vittime.

Comunque qualche cosa se non di buono questo virus ce lo ha mostrato, ce lo ha messo sotto gli occhi. Ci ha dimostrato che la globalizzazione, l’uguaglianza fra i popoli e al di là dal divenire, ci ha dimostrato che non esiste un Europa ma nemmeno due, ma l’egoismo di tanti stati tutti tesi a salvaguardare il proprio benessere e la propria integrità, ci ha mostrato al di là dei singoli seppur numerosi casi di dovere e di abnegazione siamo ben ,lontani dall’essere diventati un popolo.

C’è qualche cosa di sbagliato, in questo virus? No di certo, c’è qualche cosa di sbagliato, c’è tutto di sbagliato nel genere umano.

Feb 3, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Quale dio?

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Quale, fra i tanti dei,

il giusto?

Quale, delle leggende antiche

narrò il vero?

Quale uomo uccise

l’ultimo dio

e creò poi,

per tacitarne il ricordo,

la falsa immagine

di uno nuovo?

Feb 1, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Suicida

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E noi stupiti, ci chiediamo
perché si è ucciso?
Ad est a ovest a sud a nord
l’eco degli spari scuote l’aria.
L’odore della polvere da sparo
pizzica le narici
frammisto all’odore del sangue.
Al nord al sud all’est e all’ovest,
migliaia di madri
piangono i loro figli
e molti figli non hanno
una madre per cui piangere.
A migliaia
muoiono
ogni giorno
per fame, violenza. Droga.
Gli orizzonti si coprono
dei fumi degli scarichi
mentre su luminosi schermi
appaiono
paesaggi da favola
(irraggiungibili sogni)
le finestre si affacciano
su strade
tappezzate d’immondizia
in cui acre aleggia
l’odore della miseria.
E noi
stupidi
ci chiediamo
perché si è ucciso.

Gen 30, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Parassiti

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Noi,
parassiti di un pianeta
preso a prestito
contempliamo un cielo
costellato
da inutili stelle
sconosciute e lontane.
Sognando
un improbabile futuro,
scordando il passato
distruggiamo il presente.

Gen 18, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Pacha Mama

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Tu c’eri,

grande madre,

da prima che creassero

il tuo nome

prima di ogni dio

e prima di ogni guerra.

Solenne e placida

vegliavi sull’evolversi

delle tue creature.

Misurata e lenta

nelle tua albe

nei tuoi tramonti,

dettavi i tempi

della vita, poi…

poi venne l’uomo.

L’uomo con i suoi dei,

le sua inestinguibile

sete di potere,

le sue guerre,

le sue morti,

le sue distruzioni,

e tu cadesti nell’oblio.

Ma ancora sei

seppur dimenticata,

continui imperterrita

il tuo corso

e ancora sarai

quando l’uomo

sarà solo un ricordo

o forse nulla,

tu, madre terra,

Pacha Mama.

Gen 3, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Uomini e non

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Uomini e non

al centro del nulla

alla ricerca di un perché

sopra un obesa palla

verde e azzurra.

Nello spazio alla deriva

cerchiamo

di ignorare il resto

di un universo aperto

che non ci appartiene

Uomini e non

dimentichi

di un antico retaggio

spenta

è la lanterna

che un dì

cercava l’uomo

l’unica vera scienza

è persa.

Dic 22, 2019 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Il Natale non è per tutti

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E fu Natale,
fu pioggia, fu neve, fu freddo,
furono argini rotti e frane.
Furono lutti, dolore e lacrime,
fu fame che nessuna stella cometa
volle illuminare.
Ma fu Natale,
negli occhi di bimbi smarriti,
nei volti di donne piegate,
nelle mani di uomini impotenti,
che nessun coro di angeli
volle mai cantare.
Così fu Natale,
di pastori rimasti senza pecore.
di contadini rimasti senza case,
che nessuno seppe consolare,
e i re magi si scordarono
di passare.
E fu Natale.

 

Non lascerò

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Io, non lascerò
alcun ricordo del mio passaggio.
Nulla che possa
rendermi immortale.
Niente, non opere ne atti,
che possano ricordarmi al mondo,
o al luogo in cui vissuto,
niente e nessuno porterà il mio nome
non una nota, una targa, una via,
una tomba, neppure un ombra
e come polvere
mi dissolverò nel vento.
Sarò nei ricordi di alcuni,
per qualche anno, qualche mese,
qualche giorno, qualche ora.
Ma non mi importa
la morte non consente di apprezzare.
Ma so che sarò nel suo cuore
sino che avrà vita.
E questo mi rallegra
e mi addolora.

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