Giu 5, 2007 - dialoghi    No Comments

il tempo…..forse cucino…..

(sempre più difficile quattro mani)

…. appartengo al mio tempo …. se non altro a queste ore …. appartengo alla mia testa …. note di violino che svolazzano senza comporre ordinata melodia, meglio un gatto nero con macchia bianca all’occhio destro che miagola saltellando su tasti neri e bianchi di un vecchio pianoforte …. una padella antiaderente che sta aspettando di essere riempita, noci sgusciate svogliatamente e l’ordine di una stanza minimalista …. appartengo al mio tempo ….

                                                                                                                  Lesartists

pasta saltata in padella, speck, radicchio e noci, il profumo sale nell’aria e si confonde con le note di uno svogliato violino, il gatto nero che si era confuso con i tasti del pianoforte, ora si distrae annusa laria e circospetto si avvia verfso quella nera padella che figlia del suo tempo diffonde poesia nell’aria…..

                                                                                                                   refusi

la finestra è aperta e  mentre l’ultimo raggio di sole attraversa la stanza, una brezza leggera gonfia le tende portando con se l’odore del gelsomino… il gatto ormai sazio pigramente si accoccola sul divano… ed il suono di un vecchio violino via via si allontana nella sera…

                                                                                                                   pallina

…portando con se ricordi lontani

di un tempo che è passato,ma che rimane

presente a farti compagnia….come le

dolci note di quel violino

                                                                                                                  marosa

Giu 5, 2007 - dialoghi    No Comments

Le strade di campagna

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a tre mani

 

strette e piene di buche, costeggiate da canneti, erba alta punteggiata di fiori selvatici e qualche albero secolare. Le terre coltivate si estendono a perdita d’occhio interrotte di tanto intanto dalle macchie di colore dei frutteti e di vecchi casolari. Ed il cielo libero dalla gabbia della città sembra davvero infinito.

                                                                                                                 pallina

le strade di campagna sono uguali ovunque, quante volte le ho percorse da ragazzo, costeggiando campi di grano, di mais, filari di uva, camminando su quelle strade che ti coprono le scarpe di terra quando e secco, o te le inzaccherano con le loro pozzanghere quando ha piovuto, percorrerle e come percorre i ricordi…………………..

                                                                                                           refusi

i ricordi di una vita spesi a guardare

sempre oltre quei filari…

oltre quei campi di grano… nella

convinzione che le risposte siano

sempre oltre….qual cosa….

…infinito nel suo immenso splendore,

dove le nubi si rincorrono a formare

piccole figure che sembrano ballare…

e ci trasportano lontano in infiniti

mondi dove vorremmo essere……

                                                                               marosa

e sembra che il tempo si fermi e ci porti in un’altra dimensione, dove resteremo ragazzi per sempre e niente e nessuno potrà portarci via i nostri sogni…

                                                                                     pallina

i nostri sogni rubati,

i nostri sogni cercati,

i nostri sogni violati…

ma difesi a tutti i costi,perchè

nessuno ne sara’ mai padrone

si…lo saremo,fin tanto che

saranno nascosti

in quella profondita’ oceanica

del nostro cuore,dove nessuno

potra’ mai portarceli via.

                                                             petitcoeur

 

Giu 5, 2007 - poesie    2 Comments

il giardino dei semplici

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fiori di campo di voi nessun si cura,
persi fra l’erba verde della primavera,
senza strafare, senza mai rumore,
occhieggiate timidi, e il vostro azzurro fiore
è come un semplice, umile sorriso,
dimenticato e troppe volte aimè deriso……….
perchè in silenzio portate dentro al cuore,
ogni vostra gioia, ogni dolore……

                                                         refusi

Giu 5, 2007 - pensieri    No Comments

tratto da un messaggio ad un’amica

……………….. ho apprezzato molto l’allegoria del vento, e dell’onda, il vento che soffia e disperde, portandoti a ricostruire con maggior cura quanto avevi gia fatto, l’onda che rimuove e riporta sempre con moto ineguale, provocando comunque differenze e cambiamenti nell’animo delle persone, che ti spinge a crescere o ad abbandonare, io sono il vento e l’onda, sono il distruttore ed il costruttore di me stesso, sono la ricerca e la fuga e forse proprio per questo io non sono nulla

                                                                                   refusi

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