Mar 12, 2010 - racconti brevi    11 Comments

Il sabato del pensionato

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Capita anche a voi vero di svegliarsi al mattino non riuscire più a dormire e decidere così all’improvviso di andare a sciare??? Nooo? beh a me capita. Questa mattina per non so quale ragione mi sono svegliato presto o così mi è parso di capire della luce che filtrava dalla tapparella, non riuscendo a riaddormentarmi decido di alzarmi a fare colazione. Mi alzo guardo oltre i vetri della finestra sul terrazzo il cielo e limpido non vi è traccia di una sola  nuvola ed il vento che il giorno prima aveva imperversato sembra essersi calmato. Sono la 7,45. Faccio colazione e mentre sorbisco il tè penso che si potrebbe anche andare a sciare. Ormai son o le 8. Naaaaaaa mi dico non ne vale la pena, devo prepararmi, fare la strada, arriverei a Madesimo dopo le 9,30 e difficilmente potrei essere sulle poste prima delle 10,30 e in più è sabato folla agli impianti, folla sulle piste. Non ne vale la pena. Torno a letto. Ma ormai l’idea che si potrebbe andare a sciare si è insinuata nel mio cranio. Impossibile riprendere sonno. All’improvviso l’illuminazione, la Sighignola. Sì è vero il luogo e piccolo, non so neppure se è ancora in funzione, ci sono stato una sola volta una 15ina di anni fa, un campetto scuola, uno skilift e due piste parallele lunghe all’incirca un km. Beh un chilometro è pur sempre un chilometro direte voi. Sì se lo fate a piedi con gli sci è quasi un sospiro. Ma che importa mi dico provare non costa nulla tanto di dormire non se ne parla, il luogo dista solo una 30ina di km da casa tutt’al più avrò fatto una passeggiata. Mi vesto in un attimo scendo carico la macchina e parto. Prima delle nove sono già sul posto. Salendo non ho incontrato una sola auto. Mi sorge il dubbio che quei piccoli impianti non siano più in funzione, poi al parcheggio scorgo un bimbo in compagnia del padre che sta calzando gli scarponi. Bene, mi dico si scia. Parcheggio calzo gli scarponi, prendo gli sci e mi avvio.  Il luogo è come lo ricordavo, piccolo vero, ma ben innevato, a lato del campo scuola dove alcuni bimbi stanno già sciando con l’ausilio dei maestri al posto del piccolo skilift è stato posto un tapis roulant per facilitare la risalita ai bimbi. Attraverso la baby e mi porto sulla pista ed inizio a scendere in perfetta solitudine, non c’è nessuno. La pista non è difficile anzi, ma le neve è una crosta dura e si deve sciare con attenzione. Ora capisco perché sono il solo, gli altri aspettano che la giornata si scaldi e che la neve si allenti un po’ per poter sciare con più tranquillità. Risalgo e scendo sull’altra pista, qui la neve è più morbida e gli sci faticano meno a fare presa, sono quasi giunto in fondo quando scorgo all’incrocio delle due piste un fagottino rosso per terra che armeggia con i bastoncini cercando di rialzarsi. E’ una bimba, gli chiedo se abbia bisogno di aiuto, sempre meglio farlo con i bimbi che stanno imparando, mai intervenire se non richiesti, anche loro hanno il loro orgoglio. Mi risponde di sì, così la rimetto in piedi l’aiuto a calzare nuovamente gli sci e l’accompagno sino alla partenza dell’impianto dove il padre suppongo la sta ad aspettare. “Ciao signore grazie, un sorriso e va. Risalgo anch’io e comincio il saliscendi, certo e un po’ monotono. Su, giù- Su, giù. Ma la giornata e bella le neve anche e la pista divertente e poi ci sono gli intermezzi recupero bimbi. Sì perché nel corso delle giornata in più di un occasione dovrò dare una mano ad un bimbo caduto sulla pista o sganciatosi a metà sull’impianto, la cosa ha un che di divertente, vedere i loro sorrisi e ascoltare quel ciao signore grazie. Ad un certo punto m i viene quasi il dubbio che mi abbiano scambiato per l’addetto al soccorso. Sulle piste nel frattempo è arrivata altra gente, sono le 11 e decido di fare una pausa. Salgo, sgancio gli sci e mi reco al rifugio. La costruzione e bella e ben tenuta. Fuori in pietra a viste e all’interno legno massello, simpatica, decido che mi fermerò a mangiare. Al bar una ragazza carina, capelli lisci e neri occhi scuri,  mi guarda, sorride e sembra incantarsi per un attimo prima di chiedermi cosa voglio. Ehi credo di avere fatto colpo. Ordino un bombardino, lo sorseggio con calma, mentre lei, continua ad osservarmi. Pago e saluto lei saluta e sorride, arrivederci. Torno a sciare e già alla prima discesa, o meglio salita, il carro recupero bimbi entra in funzione. A metà salita il bimbo che mi precede scivola e cade sganciandosi del piattello. Lo raggiungo mi sgancio lo sollevo e lo accompagno sul bordo, trovo un sentiero che conduce alla pista e piano piano la raggiungiamo. Il tempo di arrivarci e una donna sulla trentina arriva sciando scivola e mi frana addosso, reggo all’urto e blocco anche lei. Il bimbo ride, “Zia sei caduta anche te” “Sì -dice lei- ero andata a chiamare lo zio per aiutarti adesso arriva” . Dello zio nessuna traccia, che abbia voluto lanciare il messaggio sono la zia ma non sono sola?? Saluto e riprendo a sciare, su e giù, su e giù, con qualche intermezzo sino alle 13, poi decido che è l’ora di andare a mangiare. Ripongo sci e scarponi in macchina ed entro nel ristorante, la sala è affollata, tutta gente in abbigliamento da sci che non ho visto sulle piste e mi rendo conto di quante siano in realtà le persone che vanno a sciare al ristorante. La ragazza che mi aveva servito al bar mi viene incontro, mi sorride nuovamente e li accompagna al tavolo. Confabula con le sue colleghe e poi torna a prendere l’ordinazione, sì, devo avere fatto colpo. Sarà lei a servirmi per tutto il pranzo, passando più volte a chiedere se tutto va bene, se desidero altro. Il pranzo è terminato, bevo il caffè, pago il conto, saluto. Arrivederci, e il sorriso questa volta arriva agli occhi. A volte è difficile essere fedeli.
  • ps. dimenticavo la polente e capriolo era da favola  {#emotions_dlg.smile}

Questo è  accaduto sabato scorso, perchè lo posto ora vi chiederete? Semplice perché io domani e per qualche altro giorno sarò lassu, nei luoghi della foto. Forse non vi saranno bimbi da aiutare da quelle parti ma vi assicuro che io, mi divertirò lo stesso.

Ciusssssssssssssssssss

Il sabato del pensionatoultima modifica: 2010-03-12T20:39:56+00:00da refusi
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