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Dic 3, 2020 - pensieri    No Comments

C’è un tempo per scrivere – Parafrasando Pessoa

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Come c’è un tempo per tutte le cose, così c’è anche in tempo per scrivere e come per tutte le cose anche il tempo per scrivere ha una fine. Ha una fine perché prima o poi finiscono le cose che abbiamo da dire e continuare vorrebbe solo dire ripetere quanto abbiamo già detto e scritto. Non c’è nulla di tutto ciò che abbiamo detto e scritto che non sia già stato detto da altri, in altri tempi o in altri luoghi, in termini e con parole diverse. Perché qualunque cosa abbiamo scritto, qualsiasi sia stato l’argomento che abbiamo affrontato, abbiamo solo raccontato un poco di noi.

Ott 28, 2020 - pensieri, poesie    No Comments

Doni

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Dammi la tu mano

che la possa stringere,

dammi il tuo sorriso

che lo possa guardare,

dammi il tuo sguardo

che io ci possa leggere.

Se stringi la mia mano

non potrai stringere un arma,

se mi sorridi non potrai

urlare parole d’odio,

se mi doni il tuo sguardo

nel mio, leggerai rispetto.

C’è qualche cosa di sbagliato – Fuori contesto

The ultrastructural morphology exhibited by the 2019 Novel Coronavirus (2019-nCoV), which was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China, is seen in an illustration released by the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) in Atlanta, Georgia, U.S. January 29, 2020. Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM/CDC/Handout via REUTERS. THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. MANDATORY CREDIT - RC2WPE9DIU7K

C’è qualche cosa di sbagliato in questo virus, non nel virus in se stesso, il virus è solo un virus come tanti altri più o meno pericoloso a seconda della virulenza e della sua velocità di espansione, ma c’è tutto di sbagliato. C’è di sbagliato il modo come è apparso, al di là delle illazioni sul fatto che si tratti o meno di un virus di laboratorio sfuggito al controllo degli operatori o alle pesanti supposizioni dei soliti complottisti che sia stato volutamente diffuso, anche se non si capirebbe bene da chi, con quale criterio e a quale scopo visto che in misura maggiore o minore sta infettando tutto il mondo. C’è qualche cosa di sbagliato nel modo come sì e manifestato, qualche cose di sbagliato nel modo come si è diffuso, qualche cosa di sbagliato nel modo come è stato affrontato, sottostimato e preso sottogamba a volte ridicolizzato all’inizio per correre ai ripari dopo in modo a volte decisamente drastico rasentando il terrorismo mediatico. C’è qualche cosa di sbagliato nel fatto che tutti parlino che tutti debbano esprimere la loro opinione e dare il proprio suggerimento senza cognizione di causa e senza avere nulla da dire, sommergendo gli ascoltatore con notizie inutili, improprie se non dannose. C’è qualche cosa di sbagliato nel comportamento di troppe persone indifferenti al pericolo reale e tante troppe che invece approfittano della situazione di pericolo e di disagio per truffare persone deboli e spaventate. C’è qualche cosa di sbagliato nel modo in cui questa situazione viene affrontata nel mondo, ognuno per conto suo, ognuno con le proprie decisioni, tutti a dimostrare singolarmente di essere i più bravi a fronteggiare la situazione, tutti impegnati nella ricerca di una soluzione, tutti allo studio di un vaccino che il più delle volte parte da presupposti diversi da diverse soluzioni senza alcun coordinamento di sorta, tesi ad arrivare primi ed essere i benemeriti salvatori dell’umanità, o a accaparrarsi i diritti esclusivi di produzione? C’è qualche cosa di sbagliato nella diffusione di notizie dei media tutti tesi a infarcirci la testa sulla più aggiornata situazione dell’avanzamento, della stasi o dell’arretramento del virus, sulle discussioni di quando si potrà di nuovo cominciare a fare qualche cosa e soprattutto cosa, di come se quando e in che misura si potrà riprendere il campionato di calcio e le coppe europee, dimenticandoci che il mondo non è cambiato, che al di là del corona virus nel mondo si continua a morire in egual misura o forse di più per altre ragioni, guerre che continuano indisturbate ignorate dai più, denutrizione, altre malattie ora ignorate che continuano a mietere vittime.

Comunque qualche cosa se non di buono questo virus ce lo ha mostrato, ce lo ha messo sotto gli occhi. Ci ha dimostrato che la globalizzazione, l’uguaglianza fra i popoli e al di là dal divenire, ci ha dimostrato che non esiste un Europa ma nemmeno due, ma l’egoismo di tanti stati tutti tesi a salvaguardare il proprio benessere e la propria integrità, ci ha mostrato al di là dei singoli seppur numerosi casi di dovere e di abnegazione siamo ben ,lontani dall’essere diventati un popolo.

C’è qualche cosa di sbagliato, in questo virus? No di certo, c’è qualche cosa di sbagliato, c’è tutto di sbagliato nel genere umano.

Gen 7, 2020 - pensieri, poesie    1 Comment

Indietro…

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Indietro
torniamo indietro,
torniamo
a stringerci la mano
ad ascoltare
a parlare piano,
prendiamoci di nuovo
il tempo per sognare
per chiudere gli occhi 
per pensare.
Indietro
torniamo indietro a...
a quel sogno
che non è mai stato,
a quel tempo
che non è il passato,
indietro
torniamo indietro.

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Nov 16, 2019 - pensieri    No Comments

Il silenzio della sera

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Dei fruscii lontani, fra il buio e fioche luci di lampioni che illuminano strade deserte, paiono sospiri di persone assenti. L’ora dell’abbandono, le luci negli uffici si spengono e lavoratori abbandonano le loro postazioni, i monitor non diffondono più luci, la tastiera è silente, sarà una lunga notte di buio, fatto salvo i peones che a quest’ora prendono possesso delle strade, dei quartieri, accendono falò e candele per illuminare le loro tastiere anomale, non fanno parte del gruppo, cantano fuori dal coro, canzoni stonate per i più, melodiose per pochi. Cantano per loro su tastiere silenti innalzano un coro di amicizia, al di fuori di ogni stereotipo, da qualsiasi obbligo contrattuale, suonano la loro musica, all’apparenza banale ma carica di amicizie e di affetto, il più delle volte ignorati perché è difficile partecipare se si canta nel coro.

Ott 18, 2019 - pensieri, poesie    No Comments

Commiato

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Addio fratello,
ti credevo amico.
Deluso
andrò per la mia strada
senza una parola
ne un saluto,
che il mio perdono
accrescerebbe solo
il tuo rimorso.

 

Ott 8, 2019 - dialoghi, pensieri    No Comments

Coppie moderne

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Le vedi, sembrano le copie in carta carbone le une delle altre, stanno seduti entrambi sulla stessa panchina, affiancati, possono avere trenta, quaranta, cinquanta a volte anche sessantanni. Non si guardano, non si parlano, non si cagano nemmeno, eppure, sono una coppia. Stanno entrambi con lo sguardo fisso sullo schermo dello smartphone, capo chino, le dita in veloce movimento scorrono le pagine o digitano messaggi, silenziosi e muti come due estranei. Poi la sera sul tardi si guarderanno negli occhi ma non si scambieranno un sorriso, si parleranno, ma non saranno tenerezze, sarà un confronto, una gara, conteranno gli i like e i fall over ricevuti nel corso della giornata per le quattro stronzate scritte sui social, il perdente si sentirà avvilito, demoralizzato, prostrato e il vincitore sarà tronfio come… un cappone.

If… se… Ovvero Dio esiste?

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Mastico poco l’inglese, anzi quasi per nulla, evito di usare nei limiti del possibile terminologie in questa lingua a me aliena, dico sempre fine settimana e non week end, ma di certo non posso dire topo in luogo di mouse, però dove possibile evito, però… però “If” se … questo piccolo congiuntivo in inglese mi ha sempre affascinato. If… già il suono nel pronunciarlo ha un che di magico, di misterioso, sospeso ed ineluttabile. Ma perché proprio ora e proprio if.. già perché? Perché diciamo che mi sono posto una domanda alla quale cerco da tempo di dare una risposta. Ma Dio esiste? Onestamente credo di avere risposto, o quanto meno a livello personale ho raggiunto una mia convinzione, no io non credo in dio e lo scrivo in minuscolo non per una forma di mancato rispetto ma solo perché lo considero un termine generalizzato e relativo a tutti gli dei venerati ora e in passato sulla terra, tutti, e dico tutti hanno nei confronti delle storia umana delle pecche di credibilità, alcune macroscopiche, altre abilmente celate all’interno di dogmi e di falsi storici abilmente costruiti nel corso di secoli e non verificabili. Ma comunque non posso affermare con certezza che un dio non esiste, posso solo affermare che non credo in nessun dio. O quanto meno non credo che “se”… eccolo il mio piccolo congiuntivo che viene al nocciolo delle questione, comunque dicevo che “se dio esistesse” – if god existed” (questa suona meno bene) sicuramente non riuscirei ad associarlo a nessun dio proposto dalle nostre religioni. Il Dio creatore dell’universo, dispensatore del bene e del male, il solo depositario della verità e del sapere, naaaaa, troppo scontato. Io me lo vedo come un vecchio signore incanutito, all’interno del suo laboratorio, nel centro dell’universo, avvolto in un camice bianco, (avete presente Einstein?) intento a elaborale le sue invenzioni, le sue teorie, i suoi passatempi. Che all’improvviso costruisce una trottola, tutta colorata di forma ellissoidale, con la quale ci gioca per alcuni millenni, (il suo concetto del tempo è decisamente diverso) poi annoiato la getta fuori dalla finestra senza rendersi conto che quella minuscola trottola, quell’esile ellisse è in grado di auto riprodursi, migliorarsi, evolvere… ma allora se… IF…..

E comunque “If god existed” se dio esistesse, vorrei che fosse donna.

Mag 11, 2019 - pensieri, poesie    No Comments

Peccato (filastrocca triste)

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Da bambino

smarrii il mio primo regalo,

un soldino.

Con la pena nel cuore

gli occhi gonfi di pianto

per il grande dolore,

lo cercai, lo cercai

ed esplosi in un urlo di gioia

quando lo ritrovai.

Ma poi sono cresciuto

e nella vita

molte cose importanti ho perduto,

ma non ho più cercato

ho scrollato le spalle,

me ne sono scordato,

e non ho mai più pianto,

peccato.