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spezzoni

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      Il sogno
…la sensazione che si prova scendendo con gli sci sulle piste innevate, l’aria che ti sferza il volto il riverbero del sole sulla neve che malgrado gli occhiali ti costringe a strizzare gli occhi, sciare senza forzare, lasciarsi scivolare dolcemente lungo pendii in paesaggi che la neve immacolata ha reso di fiaba, fermarsi ad una curva della pista, dove il panorama si apre ai tuoi occhi come un quadro d’autore, dove il contrasto fra il verde dei pini, il bianco della neve, il rosa marmoreo delle cime e l’azzurro cosi intenso del cielo graffiato dagli artigli bianchi di qualche aereo ti fa venire voglia , e alcune volte lo fai, di lanciare un urlo di gioia apparentemente immotivato…
             

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         La fatica
… amore per la montagna, di quella sensazione che si prova dopo aver camminato od arrampicato per alcune ore, a seconda delle capacità, sui costoni della montagna, quando arrivati sulla cima, magari in solitudine ci si acquatta un attimo per riprendere fiato, poi piano piano si volge lo sguardo verso le altre cime che sorgono attorno, le ultime tracce di neve, sbuffi bianchi di nuvole che sembrano essere rimasti incastrati fra cime e le verdi valli che scendono verso il piano, piccoli aglomerati di case sparse qua e là a casaccio da un pittore capriccioso, e più sotto paesini un po’ più grandi da dove anche se lontani, debole giunge il suono delle campane. Quella sensazione che ti spacca l’anima, che ti fa salire le lacrime agli occhi , come una sensazione di grande dolore o di grande gioia, è l’anima lacerata che si aggrappa al cielo e che non vorrebbe più scendere…

sogno


La meditazione
…ogni tanto mi perdo con gli occhi a fissare l’orizzonte, e scordo ogni altra cosa, i mie occhi seguono ogni risvolto di quel mondo che scorgo laggiù lontano, ne indagano ogni affranto, ogni ombra, ogni macchia di luce, che sia un lontano albero fiorito, o il riflesso al sole del vetro di una casa immersa nel verde, e mi vedo seduto sotto quell’albero o  su di una poltrona dietro ai vetri di quella casa e ho la vaga impressione che la cosa sia reale, sento di essere presente in quei luoghi, e la sensazione confusa di stare vivendo più vite contemporaneamente si diffonde in tutto il mio essere e allora credo che tutto il mio corpo si allarghi si distenda nello spazio e nel tempo ad assorbire tutto il paesaggio che mi circonda, che lo avvolga e che ci si adagi in una comune percezione di vita…

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La domanda
…ogni tanto la notte, quando soffro d’insonnia, spesso, esco sul terrazzo e guardo il cielo, qui, lontano dalle luci e dall’inquinamento delle città e sopratutto nelle notti invernali il cielo brulica di stelle, più guardo e più ne vedo e penso che
………………………oltre………. ………………
Prendo il binocolo ed osservo nuovamente e mi rendo conto che le stelle visibili così aumentano a dismisura e che ancora
……………………..oltre……….. ………………
Mi chiedo se un effimera, che esce dall’acqua, tende le ali e frenetica assolve al suo compito nell’arco delle ventiquattro ore della sua vita si sia mai posta anche lei la domanda
……………………..oltre……….. …………………

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la coscienza                                                    

…l’allegoria del vento, e dell’onda, il vento che soffia e disperde, portandoti a ricostruire con maggior cura quanto avevi già fatto, l’onda che rimuove e riporta sempre con moto ineguale, provocando comunque differenze e cambiamenti nell’animo delle persone, che ti spinge a crescere o ad abbandonare, io sono il vento e l’onda, sono il distruttore ed il costruttore di me stesso, sono la ricerca e la fuga e forse proprio per questo io non sono nulla…

e per finire…

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la realtà

Perso nei miei pensieri

dimentico

la realtà dei fatti,

il quotidiano bisogno

e le necessità

che conducono al compromesso.

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 8 , fine.

B&W - Solitude

il tempo mi sembra molto indeciso,

forse addirittura più indeciso di me, certo che sarebbe una bella gara, forse riuscirei a vincere sul filo di lana, con un ultimo rigurgito d’orgogliosa indecisione. Lui è li che tentenna, fra un passaggio di nubi, uno squarcio di sereno e un occhiata di sole, tentenna. Io da parte mia mi siedo al pc, mi alzo, vado a guardare fuori, che faccio esco, non esco, mi risiedo al pc, e quelle famose foto che da tempo mi ero ripromesso di fare? Che faccio? Le faccio o non le faccio? (orrendo) Così rimango qui, i minuti passano ormai è mezzogiorno, ora di pasto, rimandato tutto al pomeriggio. Mentre la lotta titanica fra due indecisioni continua imperterrita, chi vincerà alla fine, io o il tempo?

click, click, click
certo è facile, con una macchina digitale, con un estensione ottica di 12 per, una scheda da otto giga, è facile continuare a fare click, solo che non è la stessa cosa, puoi visionare subito la foto e scartarla, oppure puoi continuare a scattare, un click dietro l’altro, tanto i soldi li hai già spesi, ed i click non ti costano nulla, poi con calma la sera al pc, scarichi le foto le guardi e allora ti accorgi che il novanta par cento di quei click avresti potuto evitarli, come avresti fatto con quella vecchia reflex analogica, dove ogni scatto aveva il suo costo di pellicola e di sviluppo e dove con pazienza e senza fretta cercavi il risultato, ma i tempi cambiano ora si va di fretta, e allora vai col click, click, click click,click…
Le strade di campagna

le strade di campagna sono uguali ovunque, quante volte le ho percorse da ragazzo, costeggiando campi di grano, di mais, filari di uva, camminando su quelle strade che ti coprono le scarpe di terra quando e secco, o te le inzaccherano con le loro pozzanghere quando ha piovuto, percorrerle e come percorre i ricordi…
e si diventa vecchi nonostante
peter pan sta ancora cercando l’ombra, evitando però di passare davanti agli specchi, che potrebbero rivelare quanto lui cerca di ignorare, le piccole rughe agli angoli degli occhi, l’argento dei capelli che inizia a prendere il sopravvento, un leggero accenno di pinguedine che un po’ di sport e di attività fisica riescono a tenere sotto controllo ma non ha eliminate completamente, e che solo un opportuna quanto indifferente contrazione dei muscoli addominali riesce a celare agli altrui sguardi. Ma i piccoli acciacchi quotidiani, quei piccoli dolorini che a caso e senza una ragione apparente appaiono e scompaiono, saltuariamente ed in luoghi sempre differenti, riducono la tua presunzione di ignoranza in frammenti, e fuori continua a piovere…
é ora di porre il sigillo
a questo giorno, trascorso come qualsiasi altro, fra picchi di bianco e di nero, ma come sempre con troppo grigio, notte
sempre…
c’è chi nasce guardandosi dentro e che poi continua farlo per tutta la vita, chiedendosi sempre il perché di ogni decisione, di ogni atteggiamento, di ogni rinuncia, di ogni volta che ha scrollato le spalle e si e diretto altrove decidendo che non valeva la pena di combattere e di tutte quelle volte, troppe, che ha abbattuto muri di mattoni a testate facendosi male, ma sorridendo al ricordo e pensando, sì ne è valsa la pena…

e la vita continua
sempre, incurante delle nostre gioie o come succede più frequentemente dei nostri dolori, lei segue il suo percorso standardizzato come il tempo, siamo noi che dobbiamo adeguarci al suo passo, al suo incedere, cercando comunque di non dimenticare mai chi ci ha accompagnato lungo il percorso e di chi continua ad accompagnarci…

da qualche tempo le parole
non trovano più la strada, rimbalzano confuse contro le pareti del cranio e si disperdono lungo i meandri di dedalo, e non ho più nemmeno le piume ne la cera, Icaro se n’è già andato a cercare il sole…

la tranquillità di una cena
fatta sul terrazzo, un’abitudine ripresa dopo che un tempo irascibile ne aveva sospeso il rito, monti all’orizzonte, il lago giù sotto si intravede fra piante e tetti di case, in alto le rondini solcano ancora il cielo, si comunque è bello vivere… a volte

ora la musica
risuona ancora nelle mie orecchie, Mozart sinfonia n.40 1° movimento, Beethoven sonata al chiaro di luna, Vivaldi la primavera, e un sorriso accompagna il ricordo di quella musica che più che nelle mie orecchie vibra ancora nella mia anima, e il resto è nulla
vedere i fuochi e…
tornare bambino, ricordi che ti riportano alla tua infanzia, fra le braccia di papà, gli occhi sbarrati a guardare il cielo pieni di stupore per quelle luci, quei colori che esplodevano brillavano e poi si spegnersi nel buio e subito ricominciare di nuovo a tracciare cascate colorate nel buio, un po’ spaventato dai botti, ed è anche per questo che amo i fuochi artificiali….
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border-line …

jeans a vita bassa, ti ondeggiano davanti agli occhi, li segui con lo sguardo e non solo, i tuoi passi cambiano di ritmo, si adeguano, sul ritmo e sulla frequenza mantengono le distanze,e tu, come un serpente incantato dalla silenziosa musica dei gesti dell’incantatore la segui rimbalzando su sconosciute note, su, giù, sinistra destra, su, giù…..siamo presi. Il passo aumenta seguendo ora il pulsare del sangue, più in fretta, più in fretta, affianchiamo quei jeans, li superiamo, e a questo punto con gesto distratto volgiamo lo sguardo, volendo fare intendere che il nostro interesse e diretto a quella vetrina che come per incanto è apparsa di lato. Ma contemporaneamente gettiamo uno sguardo, osserviamo, un volto ancora bello ma stanco, due occhi che hanno pianto e che ancora trattengono negli angoli le tracce di piccole lacrime, improvvisamente così ci fermiamo, con l’atteggiamento di chi in quella vetrina ha scorto l’oggetto che sta cercando da una vita, senza più il coraggio di regalarle nemmeno un sorriso

earl grey
il bollitore sul fornello fischia, l’acqua è pronta, si versa nella tazza e col fumo nell’aria si diffonde l’aroma del bergamotto, lo si lascia così a macerare ed a raffreddare un attimo, poi lo si berrà, senza latte, senza limone, senza zucchero. Solo così, earl grey
fuori dalla finestra …
monti coperti da nuvole che piano si diradano, lasciando spazio ai primi timidi raggi di sole, fra spiragli lontani, si scorge a tratti il bianco della prima neve, laggiù le acque scure del lago deserte, portano alla memoria altri giorni, mentre piano salgono dal basso, sospinti dall’eco i suoni profondi delle campane

È’ una sera come un altra…

una delle tante, ce ne sono state, e ce ne saranno ancora, una di quelle sere in cui nemmeno le domande, non solo le risposte trovano la strada per uscire dal labirinto, una serata tranquilla allora? Sì, in effetti è così, una serata in cui non ti poni problemi, una serata da mangiatore di loto, dopo cena ti affacci sul terrazzo, osservi l’orizzonte all’imbrunire vedi il profilo quasi nero dei monti spaccare di netto un cielo ancora chiaro dell’ultima luce del tramonto, mentre più sotto il lago invaso dalle avanguardie del buio si confonde con le sponde, respiri quasi con beatitudine l’aria fresca che scende dalla valle e non ti chiedi ne perché ne per come, non ti domandi cosa ti porterà il domani, ma rimani così, perso nel labirinto delle ultime ore di un oggi ormai trascorso…

fine?

Feb 5, 2018 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 7

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ieri sera tuoni,

nuvole nere si sono rincorse per il cielo a ricoprire le stelle, il tempo ha fatto la voce grossa, poi senza avere messo in atto la minaccia si è diretto altrove. Questa mattina il cielo è terso soffia un leggero vento l’aria è pulita ed il sole è già caldo, si penso che fra non molto andrò sul terrazzo a soleggiare

 

il tempo …. forse cucino

pasta saltata in padella, speck, radicchio e noci, il profumo sale nell’aria e si confonde con le note di uno svogliato violino, il gatto nero che si era confuso con i tasti del pianoforte, ora si distrae annusa l’aria e circospetto si avvia verso quella nera padella che figlia del suo tempo diffonde poesia nell’aria

 

qui

sempre qui ritorno, per postare poche parole che in altri luoghi sarebbero incomprese ed inutili, solo qui perché qui io mi leggo

 

Morfeo tarda ….

Morfeo, ultimamente io e lui siamo diventati quasi incompatibili, io lo attendo sempre le ore della notte ma lui resta a vagabondare altrove e poi quando lui si presenta è tardi ed io non ho più molto tempo da dedicargli, e i sogni non sono altro che piccoli spezzoni presto dimenticati, fugati dalla luce del sole che come lama di luce li trafigge riducendoli a minuti coriandoli… notte e forse anche tu hai ragione ma io credo che il sesso possa respirare liberamente, ma non separatamente perché se ami non lo puoi scindere

 

cocktail in un momento di lucidità ….

solo ora causa temporale, ho potuto collegarmi, avevo già letto prima il tuo post, e pensavo di risponderti in qualche modo, ma non ho trovato il campanello e le porte a cui bussare sono troppe, ognuna col suo aspetto diverso, ognuna che chiede di essere capita ed apprezzata per quello che è, o per quello che crede di essere, mentre anche lei osserva le altre porte con la mano sospesa

 

nell’angolo in fondo

al terrazzo, a lato della bouganville, e sotto al vaso dì surfinie rosse appeso alla parete, un tavolo apparecchiato. Sulla tovaglia di iuta grezza, grossolanamente intrecciata spiccano il bianco di una fumante teiera e il grigio acciaio di una moka appena tolta dal fornello. Nel cestino grosse fatte di pane bianco e nero, due vasetti di porcellana con marmellate di mirtilli e di arance amare preparate artigianalmente, nel centro della tavola, sopra ad un piatto, una torta di grano saraceno accuratamente tagliata. Quattro tazzine attendono con pazienza i commensali per la colazione…

 

ora piove

il cielo si è fatto di un grigio uniforme, plumbeo come si suole dire, l’aria si è rinfrescata, ora piove, ma è una pioggia tranquilla, pacata, senza lampi violenti, senza il botto dei tuoni, piove in silenzio, in un leggero ticchettio che accompagna i pensieri lungo il sentiero dei ricordi…

 

un lunedì di lavoro deve essere stato

pesante per molti, e non credo che ora qualcuno passerà da queste parti, pertanto auguro a tutti una buona notte e anch’io vado alla ricerca di un sogno, quale? Quello che arriva naturalmente, sempre che arrivi, i sogni non hanno stazioni ogni tanto passano e se sei svelto li prendi al volo salvo poi scordarli al risveglio

 

qui oggi le nubi

ancora oscurano il cielo, ma sono più alte e liberano le cime dei monti, quasi di fronte a casa, leggermente sulla destra, svetta sopra tutte la vetta del Legnone, ancora una volta spicca contro il grigiore del cielo bianca, interamente coperta di neve, buona giornata a tutti

 

Gira, gira, gira…

La trottola, un vecchio gioco ormai dimenticato, come tutte le cose appartenute ad altri tempi, eppure era un gioco interessante e a suo modo impegnativo, era un gioco di abilità dove vinceva il più bravo, sì, chi riusciva a far girare la trottola più a lungo. L’abilità consisteva nell’avvolgere strettamente lo spago attorno al perno metallico alla base della trottola ed al gesto rapido della mano con cui poi si svolgeva lo spago mandando la trottola a volteggiare sul pavimento mentre girava rapida su se stessa disegnava ellissi in lente volute. Ricordando quei tempi mi viene da chiedere, noi chi siamo, la mano, lo spago o la trottola?

 

sera fredda

il cielo è sempre grigio se pur privo di pioggia, è ancora chiaro e le montagne all’orizzonte risplendono bianche di neve, la voglia di scendere in cantina, ripulire gli sci è partire è grande, ma ho controllato, nessun impianto aperto, qualcuno lo sarà già da settimana prossima, quelli dello sci estivo intento, Cervinia, Stelvio, Tonale , Senales, ma forse allora il sole splenderà alto, le temperature saranno estive e la mia voglia di neve avrà lasciato posto a una voglia di lago…

 

ordine nel disordine … discordanze

forse il caos non ti s’addice, ma nemmeno l’ordine maniacale, oggi è freddo e la lana è calda, come quelle lenticchie con lo zampone che hanno rinvigorito il mio stomaco in un attimo di rigurgiti invernali, ogni cosa ha il suo posto, anche se alcune volte non è quello che noi gli assegniamo, come gli sci, puliti e imballati giù in ripostiglio, ma che dentro la mia mente fremono della voglia di solcare le piste lasciando precise tracce sulla neve che scorgo lontana sui monti, alcune volte il desiderio ed il sogno sono più grandi di noi e a nulla vale quel posto che noi abbiamo loro riservato

 

esistono delle buone ragioni

per voler scrivere qualche cosa, ne esistono altrettante per non volerlo fare, oggi, sono entrambi assenti, ma è una bella giornata, il sole splende e nel cielo non vi è traccia di nubi, e forse troverò altrettante buone ragioni per fare qualche altra cosa

 

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti

sì, comunque sia è così, che siano difficoltà, o ricordi o la paura di ricadere nel luogo dal quale a fatica ci eravamo allontanati…

sì, lo so, credere che la vita sia facile è solo un illusione, la vita è difficile, per fortuna ci sono attimi che ci fanno comunque desiderare di viverla… anche se sono pochi e brevi, ma ce sempre la speranza che si ripetano

 

sì, c’è sempre qualche cosa, magari piccola, ma che ci aiuta a credere che poi potrà assere meglio, sono le piccole cose che rendono la vita degna di essere vissuta, quelle piccole cose che ci appartengono, quelle piccole cose di cui che le persone che ci sono care tutti i giorni ci fanno dono…

 

Il cielo azzurro arricchito da qualche bianca nuvola

il sole, la temperatura piacevole mi hanno spinto ad allungare la solita passeggiata, così camminando tranquillamente lungo le rive del lago, ho lasciato Menaggio e sono giunto sino a Tremezzo, Cadenabbia, sino all’ingresso di Villa Carlotta, dove stazionavano decine di pullman, e centinaia di turisti si accalcavano all’ingresso per visitare i giardini fioriti della villa, anche da fuori si possono scorgere i cespugli ancora fioriti delle azalee, mentre le alte piante delle camelie ormai sono prive di fiori. Il rientro è stato un po’ più faticoso, ma comunque salutare e ora penso che mi dedicherò con molta attenzione alla cena, ciao a più tardi

 

finalmente non piove, o no

supera la pigrizia, quel maglioncino di lana sulla pelle è piacevolmente caldo e ti accarezza, attenua il freddo e anche la tristezza si allontana, vinta dal tepore che piano si diffonde dentro, e il self made diventa più produttivo ed efficace,

Gen 25, 2018 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 6

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chiedo silenzio per questo luogo

chiedo solo parole che siano i nostri pensieri, i nostri sorrisi e le nostre gioie, le nostre lacrime e i nostri dolori, chiedo l’ascolto del silenzio, e la fuga dal rumore, vengano le parole di conforto per chi le chiede, torni il sorriso a chi lo ha donato e l’amico a chi lo ha perduto, torni la pace a chi ne sente il bisogno ed il riposo e chi è stanco perché questo deve essere il luogo, perché questo è lo scopo per cui è nato perché è qui che io sono e questo è quanto chiedo

se non ci fossero le domande

non avremmo bisogno delle risposte, e forse vorrebbe dire che saremmo tutti sapienti, o tutti idioti, o solo e più semplicemente che non saremmo..,
più tardi, rileggendo mi chiederò cosa volevo dire e sicuramente troverò una risposta ad una domanda mai fatta, si le risposte ci saranno sempre e comunque, come pure le domande, le une indipendenti dalle altre, sta passando l’effetto dell’analgesico, meglio che ritorni a dormire

Nostra Signora ….

la si vede entrando già dalla tangenziale e mentre l’auto si inoltra la sua immagine si avvicina, sino a mostrarsi in tutto il suo splendore, sulla collina di Montmatre bianca nella notte splende l’anima di Parigi

Rue Reaumur 81,

Scende quasi parallela al Boulavard des Italiens, partendo dall’Operà, per addentrarsi poi nel Sentier cuore commerciale di Parigi, al 4 piano di un bianco e marmoreo palazzo d’epoca uno show room con appartamentino annesso e lì ho trascorso una piccola parte della mia vita, già Paris, Rue Reaumur 81, quatrième etage, souvenir

la dove era solo terra….

calpestata, schiacciata, dispersa e poi dimenticata. Ora nel silenzio, piano, il primo stelo d’erba appare, poi un altro e poi ancora e ancora. Il primo fiore non tarderà a sbocciare

sera di maggio

ma l’aria mi confonde, una leggera brezza calda soffia dal lago, sto sul terrazzo e sembra piena estate, un brivido freddo mi percorre, asciuga il mio sudore, ricordi di altri giorni in apparenza uguali

ancora, ancora una volta

mi chiedo perché, perché vado cercando risposte dove le risposte non ci sono, perché vado a suonare trombe dove non sono udite, perché non rimango fra le mie quattro mura a contemplare le stelle, quelle stelle che sono uguali per tutti, sempre che si alzi lo sguardo al cielo, sempre che non vengano viste con occhi diversi

i fiori…

sì, l’amore è in un sorriso, è in uno sguardo, è in una carezza, l’amore sta tutto in quel piccolo gesto quotidiano che evita che appassisca

 

Gen 11, 2018 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 5

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sono passato per dire due parole,

ma non sempre le parole trovano la strada per illustrare un pensiero, alcune volte si perdono lungo labirinti sconosciuti e non se ne trova più traccia, altre volte si raccolgono in un angolo buio e si rifiutano di uscire, beh questa è una di quelle volte

le scelte

tutta la nostra vita è fatta di attese e di decisioni, e le decisioni impongono delle scelte, mi sono sempre chiesto quali fossero le motivazioni che muovessero le nostre scelte, i nostri desideri, le nostre aspettative. E anche da cosa fossero condizionate tali scelte, dall’ambiente in cui siamo cresciuti? dalla nostra educazione? dalla nostra morale? o solo e più semplicemente dal nostro stato d’animo in quel preciso attimo in cui abbiamo deciso? Forse è l’insieme di tutte queste cose, che ci hanno condizionato nella scelta della squadra del cuore, dello stile di vita, del tipo di abbigliamento, dei gusti in fatto di cucina, nella scelta del tipo di donna, o di uomo, con cui cercare di condividere la propria vita, l’amore per la montagna o per il mare o per entrambi. Molte volte le nostre scelte sono state sbagliate, ci siamo ricreduti e ci siamo diretti consapevolmente dalla parte opposta, o ci siamo, più semplicemente, astenuti dal fare delle altre scelte in merito, limitandoci ad osservate. Alcune volte tali scelte sono dovute al ragionamento, alla riflessione che ci portano a scegliere ciò che crediamo sia più opportuno, confacente, consono al nostro modo di vita. Altre volte le nostre scelte sono puramente istintive, non riusciamo a spiegare in modo consapevole il perché , le sentiamo dentro, le motivazioni sono inconsce inspiegabili, ma sappiamo in questo caso che è ciò che realmente vogliamo e che tale scelta giusta o sbagliata che sia fa parte della nostra personalità, del nostro essere. Ma l’importante è che comunque, qualunque sia la ragione, la spinta emotiva che ci spinge a una decisione, a una scelta, dobbiamo sempre considerare che tale scelta non deve condizionare inconsapevolmente la vita di altre persone, e che mai, qualunque siano i risultati, dobbiamo scaricare su altri le conseguenze causate da nostri errori, perché noi ne siamo sempre i soli ed unici responsabili.

 

 

centrifuga

la mia giornata si è persa in un clamore di voci, e risate di bimbi, ma il mio pensiero latita, perso all’inseguimento di qualche cosa che non esiste, scorta in un attimo di distrazione mentre velocemente girava l’angolo di un campo lungo un sentiero che porta al silenzio

la pioggia

oggi lascia le tracce sui vetri, e il grigiore del cielo, rende il paesaggio più dolce, soffuso di luce velata priva di ombre, e comunque è una bella giornata

a quest’ora è

silenzio, la giornata è passata, lontana, coi suoi piccoli fatti, diventati ricordi, già mischiati e confusi con quelli di altri giorni, perché nulla è successo che non sia di routine, era un giorno dei tanti trascorsi, come sempre trascorrono i giorni fatti solo per diventare ricordi…

se dovessero chiedermi

tu quel giorno c’eri? Qualunque sia stato quel giorno, qualunque siano state le decisioni prese o i fatti accaduti, beh sicuramente io non c’ero, odio le decisioni delle masse, fanno solo danni

banlieux

sono le periferie dimenticate, sono i luoghi di ricordi lontani che vogliamo dimenticare, sono le immagini delle nostre paure, del nostro malessere, di quella parte del nostro passato che non vogliamo ricordare, banlieux… periferie

Nov 13, 2017 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 4

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Il nulla. Vi siete mai chiesti
veramente cosa sia il nulla? Il nulla, è l’assenza di tutto, niente più rumori, niente più suoni ne parole ma nemmeno più silenzio. Niente luci, niente colori e neppure niente buio, nulla, ne caldo ne freddo, non il piacere di un raggio di sole, ne la frescura dell’ombra, ne la sensazione dell’aria che sale nelle narici con i suoi mille odori, ne dei capelli smossi da uno spiffero di vento. Non più pensieri, l’assenza dei dolori e delle gioie, dell’amore e dell’odio, dei desideri e dei sogni, già il nulla. Immaginate di chiudere gli occhi e di perdere tutto, assolutamente tutto anche la sensazione di questo ultimo pensiero e del fatto che qualche cosa sia mai stato e se non vi riesce di immaginarlo se questo pensiero vi spaventa, forse è meglio che vi domandiate ancora una volta “Cosa farò da grande?” e che troviate una risposta soddisfacente e comunque forse è meglio che iniziate a pregare

 

oggi e domani …
sai le volte che mi sono sentito Peter Pan? le volte che ho cercato di ritrovarmi dentro quell’ombra smarrita? e ho finito per cercare dentro me stesso quell’isola che non c’è solo perché non la si può vedere da fuori…

 

oggi e domani ..,
l’ombra è solo l’illusione di ciò che noi pensiamo di essere il rispetto e l’educazione si sono persi ormai nei ricordi di un lontano passato, ammesso che ci siano mai stati e se per caso ne parli, ti accusano di fare retorica,

pensieri veloci …

 

qui si è verificato il contrario, una mattinata grigia e spenta si è trasformata in uno splendido pomeriggio, il sole splende sui monti e sul lago. Sì, ritengo che i sogni diventino pericolosi quando cessano di essere sogni, e noi ci sforziamo di farli divenire realtà, è allora che i sogni cambiano aspetto e si trasformano in illusioni. Anche a me succede la stessa cosa, soprattutto la notte, quando il forum è deserto, apro una finestra e senza sapere cosa inizio a scrivere ed alcune volte mi rendo conto di ciò che ho scritto solo quando rileggo, le dita non riescono mai a seguire i pensieri, non le mie almeno e troppe volte la voglia di rincorrerli mi porta a scrivere strafalcioni, refusi appunto… e scusa ma per noi non ci saranno posteri ad esprimere giudizi ed in fondo è molto meglio così
era tanto
che non postavo più una buonanotte nel mio piccolo forum, ora sono tornato qui, e qui conto di rimanerci a lungo, sì lo so, sono quasi solo a postare, e saranno pochi a leggere, ma mi piace questo forum così com’è, con le sue parole, con i suoi post quasi sempre singoli e senza risposte, ma proprio per questo più belli e puliti, buonanotte forum a domani

 

Virgilio – La lezione
Virgilio il poeta? No, no, Virgilio il forum, non le persone che ci scrivono, proprio lui Virgilio, e che cosa avrà mai da insegnarci Virgilio? L’altra mattina svegliatomi, sono entrato in forum, ed ho notato con rammarico che Virgilio aveva , arbitrariamente, cancellato la maggior parte degli scritti di questo forum e anche di tutti gli altri e non ho nascosto il mio disappunto la cosa effettivamente mi aveva indispettito. Ora, penso invece di dover ringraziarlo in quanto Virgilio ha riportato il forum nella giusta misura e non mi riferisco al fattore numerico, avrei dovuto dire alle sue giuste dimensioni, alla sua importanza? Forse sì, ed ha riportato anche me a più modeste dimensioni, riducendomi il forum mi ha semplicemente ricordato, che in quanto ho scritto e postato non vi era nulla di essenziale, nulla che io non possa riscrivere, e nulla che altri non avessero già scritto o siano in grado di scrivere in modo certamente più corretto. Grazie Virgilio, in questo modo avrò l’occasione di scriverle nuovamente quelle cose senza pensare che forse mi sto ripetendo, o addirittura potrò scrivere esattamente l’opposto senza dovermi preoccupare delle contraddizioni
grazie

Ott 22, 2017 - pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo in un forum perso e domande senza risposta – 3

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alcune volte mi chiedo.
.
cosa sono, chi sono, ed il più delle volte non mi rispondo e mi rendo conto di non saperlo. Altre volte mi chiedo cosa penso, ed aggirandomi per il forum mi imbatto in cose che avevo scritto tempo addietro e mi chiedo ma sono io questo? E’ questo il mio pensiero? Mi appartengono queste frasi?? Ed ancora una volta non so rispondere

mi chiedo…
si è vero molte volte mi chiedo… forse troppe cose, troppi perché, che non trovano risposte, sto diventando ripetitivo, e comunque mi chiedo se debba esistere per forza una ragione per la sofferenza o se non ne siamo solo noi stessi la causa… vorrei approfondire la cosa e credo che lo farò ma non ora
mi chiedo…
sai, ogni tanto mi perdo con gli occhi a fissare l’orizzonte, e scordo ogni altra cosa, i mie occhi seguono ogni risvolto di quel mondo che scorgo laggiù lontano, ne indagano ogni affranto, ogni ombra, ogni macchia di luce, che sia un lontano albero fiorito, o il riflesso al sole del vetro di una casa immersa nel verde, e mi vedo seduto sotto quell’albero o seduto su di una poltrona dietro ai vetri di quella casa e ho la vaga impressione che la cosa sia reale, sento di essere presente in quei luoghi, e la sensazione confusa di stare vivendo più vite contemporaneamente si diffonde in tutto il mio essere e allora credo che tutto il mio corpo si allarghi si distenda nello spazio e nel tempo ad assorbire tutto il paesaggio che mi circonda, che lo avvolga e che ci si adagi in una comune percezione di vita, forse è solo un illusione, ma penso che anche per questo la vita sia bella

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una domanda, quanti…
quanti di noi hanno coscienza di se stessi?
quanti non sono un agglomerato di inutili parole?
quanti sono in grado di fare, ammesso che ci abbiano mai pensato, un autoanalisi, il vecchio esame di coscienza??
quanti di noi non sono altro che un vuoto supermercato di parole?
quanti riescono ancora a piangere mentre leggono, o mentre scrivono?
quanti possono dire in tutta onestà in non vegeto io vivo?

in difesa dei grigi … **

potrei risponderti , in mille modi diversi… ma forse è solo perché amiamo rileggerci… forse perché riusciamo a capire noi stessi solo dopo aver messo i nostri pensieri su carta, scusa ma era così che si faceva una volta, ma ritengo che la risposta più corretta l’abbia data un anonimo in tradimenti, vado a cercarla e ti posto quella parte che potrebbe essere la risposta
…postano di sfuggita messaggi carichi, di tristezza e di solitudine, poi lasciano il forum, così come vi erano giunti, senza onore ne oneri, senza stupide offese, senza rivalse, senza rivincite, senza nulla che non sia stato lo spazio di un pensiero, di una sofferenza, della necessità di parlare a se stessi o al nulla, il bisogno di leggere le proprie parole anche solo per un attimo e fissarle nella propria mente, o nel proprio cuore, o forse solo la speranza che qualcuno possa leggere e condividere, scevri alle offese ed al plauso…
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(nota- grigi erano quelli che in tempi trascorsi scrivevano sui forum senza autenticarsi. Una volta era consentito)

 

Ott 13, 2017 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo in un forum perso e domande senza risposta – 2

zzzx091012 057silbn

mi hai chiesto…
mi hai fatto una domanda alla quale non so rispondere, troppi hanno descritto la felicità, forse la felicità è solo la tranquillità, il riposo, forse è solo un attimo privo di dolore, ma penso esista solo nelle piccole cose, in quelle di tutti i giorni, quelle che la maggior parte delle volte e per la maggior parte delle persone, passano inosservate. Sarò anche banale, ma la felicità è il profumo del glicine, il colore di un tulipano, il candore della neve contro il blu del cielo, la brezza che ti soffia sul viso e quella sensazione che ti riempie l’anima e gli occhi di lacrime e che non è dolore
premere un tasto dopo l’altro …
e le parole scritte danno un senso ai propri pensieri, una voce, un anima, un soffio di malinconia…
mi hai chiesto, cos’è la tristezza?
Non lo so, e mi risulta difficile risponderti, troppe volte mi sono posto la stessa domanda senza trovare una risposta. Sai quante volte, sopratutto le sere di primo autunno, passeggiando sulle rive del lago ed osservando le luci riflettersi nelle acque, mi sono chiesto del perché, e a chi, appartenesse quella tristezza che mi portavo dentro, da cosa sgorgava. Alcune volte penso che non mi appartenga neppure, che sia lì, come un corpo estraneo che osserva la stupidità dell’uomo e ne soffre, che mi osserva e soffre della mia inutilità, della mia incapacità, della mia mancanza di volontà, della mia rassegnazione

via il collant …. fa caldo
ehi, ………..non confondiamo, di refuso da queste parti ci sono già io. I collant smagliati non sono un dramma, non meritano un autocritica, e poi ora come dici tu, sta giungendo l’estate… scordiamoci se le virgole sono al posto giusto o meno, pensiamo solo che siamo noi, che siamo unici e che se manchiamo, tutto cessa di esistere, noi siamo il nostro piccolo universo e siamo importantissimi perché senza di noi nulla avrebbe più senso, ogni tanto, vogliamoci bene …

a che serve…
…non devi prendertela,. vedi alcune persone leggono in modo diverso da quanto tu volevi dire, perché non solo all’altezza di capire quanto hai scritto, e non è colpa tua, altre più spesso, capiscono, ma in malafede vogliono leggere un quelle parole, quanto gli fa comodo, e ancora una volta non è colpa tua…

 

Ott 9, 2017 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta – 1

rendisenzagiunz

Esisteva un forum sulle pagine di Virgilio ora chiuso (da loro), a tratti inserirò nel blog degli spezzoni salvati, così, per ricordarlo.

 

… è forse la notte che mi porterà la luna di un nuovo giorno?
la notte porta solo a nuove albe, le albe a nuovi giorni, i giorni a nuovi tramonti e i tramonti a nuove notti che porteranno il ricordo di altre notti, di altre albe, di altri giorni, di altri tramonti, di altre notti, in un susseguirsi di ricordi di rimpianti di rimorsi e di sogni che ci accompagneranno a nuove notti…

 

anche se…

qui il sole splende, i tulipani, i narcisi e le viole riempiono di colore le aiuole che costeggiano la riva del lago, i bambini si rincorrono vociando, mentre le gente esce lentamente dalla chiesa e si dirige all’edicola ad acquistare il giornale od al bar per l’aperitivo, è un giorno di festa per chi crede ma anche per gli altri, perché i giorni di pace sono comunque giorni di festa

 

ma quando è la tua anima che canta…

non sei più tu che accarezzi le note, ma è la musica che ti avvolge e ti accompagna, qualunque sia la canzona cantata…
vicino al mare o ai monti, esiste…

esiste sempre un luogo dove fermarsi, dove noi riteniamo sia giusto fermarsi, un luogo sulla riva del mare, con nelle narici l’odore della salsedine portato dalla brezza mattutina, le barche dei pescatori che ondeggiano mosse da lievi onde e il sole che riflesso dall’acqua dona al paesaggio un aspetto arcano, o un luogo dentro ad una valle alle pendici di monti dove ancora, anche nelle estati più calde, si possano scorgere tracce di neve e dove l’aria profuma di erba appena tagliata, di fiori, di resine di pini. Dove sedersi tranquilli, perdersi con lo sguardo all’orizzonte al limite del paesaggio, sorbirsi lentamente un caffè e ricordare… Esiste ancora un luogo chiamato casa

 

questa mattina…
sono uscito a fare quattro passi, giunto al lago verso la fine del paese dove il fiume (piccolo in verità) sfocia nel lago stesso, ho notato su di una piccola secca un anatra, circondata da un nugolo all’apparenza di passeri così visti da lontano, mi sono avvicinato, e ho visto con sorpresa otto piccolissime palle di pelo, intente a leccarsi per ripulirsi dei residui dell’involucro in cui a lungo erano state trattenute, la madre le osservava di poco distante, ed il padre, un germano dai colori sgargianti, controllava la scena poco più in là, per allontanare eventuali indesiderati intrusi, uniti in un unico gesto d’amore… la vita è bella così come nasce, siamo noi a renderla con le nostre azioni troppe volte infelice, nella semplicità la gioia, in un semplice gesto d’amore, quello della madre verso i suoi piccoli il senso della vita, e noi presuntuosi continuiamo a porci al centro del creato…

Lug 25, 2017 - pensieri    No Comments

Una sera… Pignoletto 2

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Ecco, ci risiamo, a volte i giorni e più spesso le sere, sembrano nel loro contesto dei dejà vu, il cielo stellato, la brezza sul lago che soffia anche sul tuo terrazzo e che ti impedisce di cenare fuori, l’aria che a causa dei precedenti temporali ha rinfrescato di brutto e che torna a stimolare appetiti diversi, più sostanziosi. Fette di salame tagliate grosse, formaggi a bocconi tutti li sul tagliere con cetrioli, peperoni farciti e olive, dannati e invitanti allo stesso tempo, e la dieta programmata per il periodo estivo va bellamente a farsi benedire e a capo tavola, naturalmente, ancora lui, il Pignoletto che troneggia nella sua elegante tenuta verde e slanciata. Lui brillante, frizzante e naturalmente pignolo, che ad ogni sorso ti fa il punto della situazione, prima benevolo, poi con il passare del tempo, delle libagioni e dei calici, comincia a farti le pulci, beh dovrei esserci abituato solitamente sono io a farle, ma non è così. Lui ama puntualizzare, non si accontenta di risposte evasive, d’altronde se così non fosse, non sarebbe certo quel pignolo che è, un Pignoletto appunto. E così, lentamente mentre la figura verde ed elegante perde di consistenza, si svuota, anche i pensieri vagano, mossi dal vento sulle onde di un lago che la sotto tende a farsi sempre più buio e a confondersi con le rive, come i miei pensieri per merito o per colpa del Pignoletto, come già detto in passato un tipo comunque pignolo.

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