Feb 5, 2018 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 7

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ieri sera tuoni,

nuvole nere si sono rincorse per il cielo a ricoprire le stelle, il tempo ha fatto la voce grossa, poi senza avere messo in atto la minaccia si è diretto altrove. Questa mattina il cielo è terso soffia un leggero vento l’aria è pulita ed il sole è già caldo, si penso che fra non molto andrò sul terrazzo a soleggiare

 

il tempo …. forse cucino

pasta saltata in padella, speck, radicchio e noci, il profumo sale nell’aria e si confonde con le note di uno svogliato violino, il gatto nero che si era confuso con i tasti del pianoforte, ora si distrae annusa l’aria e circospetto si avvia verso quella nera padella che figlia del suo tempo diffonde poesia nell’aria

 

qui

sempre qui ritorno, per postare poche parole che in altri luoghi sarebbero incomprese ed inutili, solo qui perché qui io mi leggo

 

Morfeo tarda ….

Morfeo, ultimamente io e lui siamo diventati quasi incompatibili, io lo attendo sempre le ore della notte ma lui resta a vagabondare altrove e poi quando lui si presenta è tardi ed io non ho più molto tempo da dedicargli, e i sogni non sono altro che piccoli spezzoni presto dimenticati, fugati dalla luce del sole che come lama di luce li trafigge riducendoli a minuti coriandoli… notte e forse anche tu hai ragione ma io credo che il sesso possa respirare liberamente, ma non separatamente perché se ami non lo puoi scindere

 

cocktail in un momento di lucidità ….

solo ora causa temporale, ho potuto collegarmi, avevo già letto prima il tuo post, e pensavo di risponderti in qualche modo, ma non ho trovato il campanello e le porte a cui bussare sono troppe, ognuna col suo aspetto diverso, ognuna che chiede di essere capita ed apprezzata per quello che è, o per quello che crede di essere, mentre anche lei osserva le altre porte con la mano sospesa

 

nell’angolo in fondo

al terrazzo, a lato della bouganville, e sotto al vaso dì surfinie rosse appeso alla parete, un tavolo apparecchiato. Sulla tovaglia di iuta grezza, grossolanamente intrecciata spiccano il bianco di una fumante teiera e il grigio acciaio di una moka appena tolta dal fornello. Nel cestino grosse fatte di pane bianco e nero, due vasetti di porcellana con marmellate di mirtilli e di arance amare preparate artigianalmente, nel centro della tavola, sopra ad un piatto, una torta di grano saraceno accuratamente tagliata. Quattro tazzine attendono con pazienza i commensali per la colazione…

 

ora piove

il cielo si è fatto di un grigio uniforme, plumbeo come si suole dire, l’aria si è rinfrescata, ora piove, ma è una pioggia tranquilla, pacata, senza lampi violenti, senza il botto dei tuoni, piove in silenzio, in un leggero ticchettio che accompagna i pensieri lungo il sentiero dei ricordi…

 

un lunedì di lavoro deve essere stato

pesante per molti, e non credo che ora qualcuno passerà da queste parti, pertanto auguro a tutti una buona notte e anch’io vado alla ricerca di un sogno, quale? Quello che arriva naturalmente, sempre che arrivi, i sogni non hanno stazioni ogni tanto passano e se sei svelto li prendi al volo salvo poi scordarli al risveglio

 

qui oggi le nubi

ancora oscurano il cielo, ma sono più alte e liberano le cime dei monti, quasi di fronte a casa, leggermente sulla destra, svetta sopra tutte la vetta del Legnone, ancora una volta spicca contro il grigiore del cielo bianca, interamente coperta di neve, buona giornata a tutti

 

Gira, gira, gira…

La trottola, un vecchio gioco ormai dimenticato, come tutte le cose appartenute ad altri tempi, eppure era un gioco interessante e a suo modo impegnativo, era un gioco di abilità dove vinceva il più bravo, sì, chi riusciva a far girare la trottola più a lungo. L’abilità consisteva nell’avvolgere strettamente lo spago attorno al perno metallico alla base della trottola ed al gesto rapido della mano con cui poi si svolgeva lo spago mandando la trottola a volteggiare sul pavimento mentre girava rapida su se stessa disegnava ellissi in lente volute. Ricordando quei tempi mi viene da chiedere, noi chi siamo, la mano, lo spago o la trottola?

 

sera fredda

il cielo è sempre grigio se pur privo di pioggia, è ancora chiaro e le montagne all’orizzonte risplendono bianche di neve, la voglia di scendere in cantina, ripulire gli sci è partire è grande, ma ho controllato, nessun impianto aperto, qualcuno lo sarà già da settimana prossima, quelli dello sci estivo intento, Cervinia, Stelvio, Tonale , Senales, ma forse allora il sole splenderà alto, le temperature saranno estive e la mia voglia di neve avrà lasciato posto a una voglia di lago…

 

ordine nel disordine … discordanze

forse il caos non ti s’addice, ma nemmeno l’ordine maniacale, oggi è freddo e la lana è calda, come quelle lenticchie con lo zampone che hanno rinvigorito il mio stomaco in un attimo di rigurgiti invernali, ogni cosa ha il suo posto, anche se alcune volte non è quello che noi gli assegniamo, come gli sci, puliti e imballati giù in ripostiglio, ma che dentro la mia mente fremono della voglia di solcare le piste lasciando precise tracce sulla neve che scorgo lontana sui monti, alcune volte il desiderio ed il sogno sono più grandi di noi e a nulla vale quel posto che noi abbiamo loro riservato

 

esistono delle buone ragioni

per voler scrivere qualche cosa, ne esistono altrettante per non volerlo fare, oggi, sono entrambi assenti, ma è una bella giornata, il sole splende e nel cielo non vi è traccia di nubi, e forse troverò altrettante buone ragioni per fare qualche altra cosa

 

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti

sì, comunque sia è così, che siano difficoltà, o ricordi o la paura di ricadere nel luogo dal quale a fatica ci eravamo allontanati…

sì, lo so, credere che la vita sia facile è solo un illusione, la vita è difficile, per fortuna ci sono attimi che ci fanno comunque desiderare di viverla… anche se sono pochi e brevi, ma ce sempre la speranza che si ripetano

 

sì, c’è sempre qualche cosa, magari piccola, ma che ci aiuta a credere che poi potrà assere meglio, sono le piccole cose che rendono la vita degna di essere vissuta, quelle piccole cose che ci appartengono, quelle piccole cose di cui che le persone che ci sono care tutti i giorni ci fanno dono…

 

Il cielo azzurro arricchito da qualche bianca nuvola

il sole, la temperatura piacevole mi hanno spinto ad allungare la solita passeggiata, così camminando tranquillamente lungo le rive del lago, ho lasciato Menaggio e sono giunto sino a Tremezzo, Cadenabbia, sino all’ingresso di Villa Carlotta, dove stazionavano decine di pullman, e centinaia di turisti si accalcavano all’ingresso per visitare i giardini fioriti della villa, anche da fuori si possono scorgere i cespugli ancora fioriti delle azalee, mentre le alte piante delle camelie ormai sono prive di fiori. Il rientro è stato un po’ più faticoso, ma comunque salutare e ora penso che mi dedicherò con molta attenzione alla cena, ciao a più tardi

 

finalmente non piove, o no

supera la pigrizia, quel maglioncino di lana sulla pelle è piacevolmente caldo e ti accarezza, attenua il freddo e anche la tristezza si allontana, vinta dal tepore che piano si diffonde dentro, e il self made diventa più produttivo ed efficace,

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 7ultima modifica: 2018-02-05T11:16:23+01:00da refusi
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