Browsing "questa specie di amore"

Canzone antica – Fra novelle e fiabe

Marta Farina

 

 

Antica è la canzone
che parla d’amore,
ma sempre nuova
e sempre nuova nasce,
al solo sussurrare
del tuo nome.
Antica di novelle,
di battaglie
di fieri cavalieri
d’acciaio ricoperti,
di pallide dame,
di maghi e di folletti,
di fieri paladini,
di buffoni,
di menestrelli,
di fragili fatine.
Antica più di mille mondi,
di mille fantasie,
di mille inverni
e nuovamente torna
a sussurrare,
vecchie parole nuove,
in nuovi tempi
a un altro cuore
di nuovo, eterna.
Ed il grillo parlante
ancora appare
a un nuovo
irresponsabile Pinocchio
dona consigli e dice:
“Lo sai
non si può fare,
non è più il tuo tempo.
Per colpa della gente
o del destino,
hai perso il tuo momento.
Non puoi, dai,
lascia stare.”
E la canzone antica
un po’ s’ammoscia,
perde le note e
comincia a stonare.
Ma poi chiudendo gli occhi
ecco che appare
di nuovo il volto tuo
e di nuovo ancora,
tra mille cavalieri e dame,
dentro a castelli
di vivido cristallo,
in forte coro
riprende ancora
la canzone antica e sale,
e le sue note
più limpide e più pure
volano in alto
coprendo ogni rumore.
E ancora il saggio grillo
da dentro
il mio cervello
fa udire la sua voce,
mi chiede scusa e dice.
“Insisti, fallo
forse non è ancor tardi,
forse può ancora capitare,
prova.
Se è amore vero,

è bello”

Quando non sarò più

the-cemetery-of-umbrellas (2)

 

 

Come sarà,

quando non sarò più.

Quando non sarà più giorno

ne sarà più notte

non sarà più luce

ne sarà più buio.

Quando

non ci saran più lotte,

non più battaglie

vittorie ne sconfitte.

Quando

non ci saran più suoni,

niente più dolci musiche

rumori ne frastuoni.

Quando l’oggi

non sarà più ieri

e neppur domani,

quando non vedrò i tuoi occhi

ne stringerò più le tue mani,

Quando non udirò più

la tua voce, ne il tuo canto,

un rimpianto solo

non esserti più accanto.

Di nascosto

hidden_tears_by_rebelsilence-d6g322d

 

 

Se un giorno te ne andrai

stanca di noi,

io ti saluterò

come se fosse

solo per un attimo,

ti stringerò la mano

sorridendo,

poi volgerò le spalle

e me ne andrò, in silenzio

piano piano rientrerò

dentro a quel mondo

all’improvviso vuoto.

Poi, passerò il mio tempo

ricordando

di certo piangerò ma,

di nascosto.

Non sarò ad aspettarti

aspettando-la-bella-stagione-8dc92806-fb26-45db-acb6-cda98a6b85af

 

Mi sono inginocchiato,

ho pianto, imprecato,

pregato.

Ho invocato Dio e i santi,

sono ricorso a medici,

guaritori e maghi.

I miei sogni,

sono diventati incubi.

Il mio cervello

più volte è esploso,

più volte è impazzito

nella ricerca della pace,

del silenzio,

della solitudine

privata del tuo ricordo.

Ho sentito i miei visceri

contorcersi, annodarsi,

il mio stomaco chiudersi

in una dolorosa morsa,

ed il mio cuore accelerare

i battiti sino allo spasimo,

solo

per un “Ti amo” non corrisposto.

Ma ora basta,

ora alzo gli occhi al cielo

e rido.

Rido di me

e di ciò che ho passato.

Rido, rido e ancora rido

e prendo amore ovunque

senza respiro

senza problemi

senza dar nulla in cambio,

e se ancora penso,

ti amo

so che sarà per poco.

E quando tu verrai,

perché verrai,

forse

non sarò ad aspettarti.

Tutt’al più – Dialogo

dialogo

 

 

Tutt’al più

ti dirò qualche cosa

narrerò di una certa chimera

che a te possa

sembrare poi vera.

Ti dirò…

non so cosa

citerò qualche fatto,

tutt’al più…

tutt’al più starò zitto.

Tutt’al più,

ti dirò che ti amo,

(dentro a te

sarei carta ch’io menta)

ma lo dirò,

sol per farti contenta.

Libero

retrovisione-un-uomo-che-cammina-da-solo-sul-sentiero-per-pedoni-nel-campo-secco-89183947

Mi hai ridato la mia libertà,

mi hai detto: “Vai!”

e sono andato.

Libero,

potrò nuovamente correre

su tutti i prati,

cogliere frutti da tutti gli alberi.

Libero,

di nuovo prenderò amore senza darne

amerò senza soffrire.

Cavaliere errante

in molti cuori lascerò il mio nome.

Libero,

libero e solo

come un cane senza padrone,

come un uccello senza ali,

come un uomo senza mete.

Libero di andare ma non di restare.

Libero, libero, libero,

dolorosamente, amaramente, inutilmente

libero.

Quelle cose che dici… (depressione)

tempo-8b31
Quelle cose che dici
in cui credi,
la tristezza che hai
non te l’ho data io.
La inventi,
priva di parole
muta
ti sale di dentro ed appare
ed io,
che ti resto a guardare
non conosco il motivo.
Tu ridi e scherzi
fra giochi infantili
e frivoli lazzi,
ma poi all’improvviso
tu caschi,
e dal fondo rinasce
un pensiero
nero che ti opprime,
creato al momento,
è forse che vivi
più bene soffrendo?
E’ forse per te
la tristezza più muta
la sola tua vera
ragione di vita?
Rispondi se credi,
se no, sta in silenzio
nel mondo dei morti
c’è pace, ma dentro
c i son solo vermi
che vivon di pianto.
Lo so,
non è bello
il mondo in cui vivi,
ma dimmi perché
con le tue parole
vuoi fare di ghiaccio
la luce del sole,
vuoi fare più nera
e più cupa le notte?
Non hai la risposta,
questo lo sapevo.
Tu dici soltanto
che tu sei così.
Così come cosa?
Cosi come chi?
Silenzio, ora taci.
Con gli occhi socchiusi
visioni rapaci
solenni e silenti
ti muovono al pianto
ed io, che ti guardo
ti prendo vicino
e in silenzio combatto,
senz’armi indifeso,
quegli incubi cupi,
nemici
che io non conosco.
                                    refusi

Solstizi

 

SOLSTIZIO-GIORNO-PIU-CORTO-1

 

E’ successo una volta
per strada,
e la storia è finita,
è successo per caso
per strada,
e la rosa è appassita,
io
l’ho vista diversa, cambiata
di se stessa invaghita,
e così
da una splendida notte stellata
di una sera d’estate,
lei è diventata
una livida alba mancata
di un mattino invernale
quando il freddo è pungente
e fa male.
Quando resta soltanto
la voglia di stare
sotto calde coperte a sognare
di nuovo il ritorno
di un mese di aprile
con un più caldo sole
e di un nuovo amore
disposto a fiorire.
E di nuovo hanno chiuso le porte
ad un cuore pedestre
un cuore da circo equestre
disposto a rischiare
e da sempre intento a viaggiare
sulle onde
di un mare inventato,
sulla schiuma di un fiume sognato,
fra montagne coperte di abeti
e fra cime innevate,
sulle note di dolci canzoni
cantate, solamente col cuore
perché un groppo
ti chiude la gola e la voce
non vuole passare.
E ora cerco di nuovo una strada
una nuova fortuna, un paesaggio di luna
che mi faccia di nuovo sognare
ritrovare la voce e cantare
a due occhi di bimba sgranati
a guardare il mio viso,
e io possa di nuovo tornare
ad amare un sorriso.

 

Ti guardo

13a8ce4cba42e3ad42daf5b729df2e21_XL

Ti guardo
ti vedo giungere da lontano…
vedo i tuoi fianchi,
curve sinuose incedere,
agili dentro al mondo
cercare un luogo dove
posare il corpo
ed al pensiero dare
libero sfogo.
Ti guardo,
ti vedo incedere,
porgere
l’altero fiero seno
di tenerezza colmo
senza vergogna alcuna
a chi d’amore degno
vorrà porvi la mano.
Ti guardo,
e vedo dita leggiadre togliere
un ribelle ciuffo biondo
che ti celava gli occhi
e vedo,
vedo un lago profondo
carico di misteri,
vedo brillare stelle
che luminose oscurano
di colpo i miei pensieri
lasciandomi così
come un naufrago privato di parole
dentro un assenza totale di rumori
dentro lo sguardo di un antico sole
affascinato da suoni e da colori
senza più niente chiedere
io…
mi perdo

Non lascerò

1280-119739897-sandstorm

 

Io, non lascerò
alcun ricordo del mio passaggio.
Nulla che possa
rendermi immortale.
Niente, non opere ne atti,
che possano ricordarmi al mondo,
o al luogo in cui vissuto,
niente e nessuno porterà il mio nome
non una nota, una targa, una via,
una tomba, neppure un ombra
e come polvere
mi dissolverò nel vento.
Sarò nei ricordi di alcuni,
per qualche anno, qualche mese,
qualche giorno, qualche ora.
Ma non mi importa
la morte non consente di apprezzare.
Ma so che sarò nel suo cuore
sino che avrà vita.
E questo mi rallegra
e mi addolora.

Pagine:12»