Giu 29, 2007 - Senza categoria    No Comments

Menaggio e dintorni


Immagini lacustri e non della provincia di Como e adiacenze………

Giu 29, 2007 - racconti brevi    3 Comments

Mme Blanche

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…. credo proprio che non amasse la confusione, i toni accesi e il ridere gogliardicamente. Oh,  Madame Blanche era proprio una gran dama, la classe era innata. Ogni suo gesto era una carezza, parlava sottovoce e sembrava non respirasse tanto la delicatezza del suo vivere fosse così educato. Madame Blanche, la adoravano tutti, aveva un carisma particolare attirava a sè attenzione senza desiderarla. Vestiva sempre di chiaro, colori tenui e la sua casa era elegantemente rigorosa, i fronzoli, amava citare, appartengono a chi ha bisogno di nascondere la propria povertà di spirito e vuol solo apparire. Madame Blanche, tutti la ricordano e tutti la rimpiangono, le sue tazze da tea erano di fine porcellana bianca, offriva sempre biscotti alla mandorla. Madame Blanche adorava le sue ragazze, le vestiva, le insegnava l’educazione e le faceva diventare delle gran dame. Il suo non era un bordello, come si usava a quei tempi, ma un salotto dove il discorrere era piacevole quanto un’ora trascorsa con una ragazza. Madame Blanche, non c’è più, se ne è andata e le ragazze hanno pianto, gli uomini hanno pianto, tutti hanno pianto. Sono rimaste le sue tazze da tea, nessuno lo ha più offerto da allora, gli uomini ora fanno l’amore senza una parola, sbrigativi e le ragazze non sono dame, ma solo puttane ….

Les ….

                                                         lesartists

Giu 28, 2007 - dialoghi    No Comments

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un penny per poche parole, un pensiero. Si aggira tra le righe, nicchiando sulla tastiera, ascoltando musica, quale siano le parole che accompagnano le note non si ricordano. Tergiversare sulle parole come tergicristalli sul parabrezza in un giorno di pioggia, avanti e indietro senza sosta cancellando ripetutamente gocce che imperterrite ricompaiono …. sì un penny per un pensiero e sono già oltre il confine della debolezza umana. Le debolezze gioie e dolori nascosti dietro a jeans a vita bassa …. ascolto ….

Les ….
                                                                                           lesartists

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jeans a vita bassa, ti ondeggiano davanti agli occhi, li segui con lo sguardo e non solo, i tuoi passi cambiano di ritmo, si adeguano, sul ritmo e sulla frequenza mantengono le distanze,e tu, come un serpente incantato dalla silenziosa musica dei gesti dell’incantatore li segui rimbalzando su sconosciute note, sù, giù, sinistra destra, sù, giù…..siamo presi. Il passo aumenta seguendo ora il pulsare del sangue, più in fretta, più in fretta, affianchiamo quei jeans, li superiamo, e a questo punto con gesto distratto volgiamo lo sguardo, volendo fare intendere che il nostro interesse e diretto a quella vetrina che come per incanto è apparsa di lato. Ma contemporaneamente gettiamo uno sguardo, osserviamo, un volto ancora bello ma stanco, due occhi che hanno pianto e che ancora trattengono negli angoli le tracce di piccole lacrime, improvvisamante così ci fermiamo, con l’atteggiamento di chi in quella vetrina ha scorto l’oggetto che sta cercando da una vita, senza più il coraggio di regalarle nemmeno un sorriso

                                                                                                                       refusi

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…..un sorriso per farle capire ,che quelle lacrime

non sono sole,che anche i suoi occhi hanno pianto

infinite volte,e che conosce bene l’amarezza che lasciano,

per farle capire ,che è attraverso quelle lacrime che si

vive,si ama,si odia,si comprende,e si perdona……

un sorriso per darle la forza di continuare a voltarsi

per incrociare i mille sorrisi che le sono intorno…….

                                       petitcoeur

Giu 28, 2007 - pensieri    No Comments

negli armadi non solo tarme

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…. i ricordi sono abiti stazzonati, riposano in vecchi armadi in attesa di essere nuovamente indossati. A volte rimangono impolverati per anni, sempre. Altre li si indossa per non sbagliare or semplicemente sbagliare ancora, ma in fondo così siamo noi, essere umani pronti a tuffarci in imprese ardue e incomprensibili come l’amore …. amore sentimento ad effetti strani, sortilegi di varie misture ….

Les ….

                                                                           lesartists

Giu 27, 2007 - pensieri    3 Comments

eppure

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era cominciata bene la giornata,

con il solito casino mattutino della mia casa

tutti di corsa per uscire….poi,forse è bastata

una parola detta cosi’ per caso,a far riaprire

il baratro dei ricordi,tanti ,troppi,ingombranti….

bisognerebbe trovare il modo per lavarli via,

perchè non si puo’ usare una spugna anche per loro…..

sarebbe la soluzione ideale,niente piu’ ricordi,e

niente piu’ sofferenza.

invece no,stanno li fermi in agguato,sempre

pronti a ritornare,per farci del male,e noi

non possiamo difenderci ,ma soltano aspettare

che passi la tempesta ,per richiudere di nuovo

la porta………

                                           petitcoeur

Giu 27, 2007 - pensieri    No Comments

vacanze romane

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vacanze romane

la cameretta è in penombra, ma si intravede il color arancio e panna dei mobili e le di bambole di pezza variopinte, che vegliano sulla loro padroncina…

Elisa si lamenta nel sonno, mi alzo incerta e mi avvicino al suo lettino, nel frattempo si è svegliata e appena mi vede mi butta le braccia al collo avvolgendomi come un anemone di mare… ed è stato in quel momento che ho capito perchè la gente continua a mettere al mondo dei figli, perchè il mondo dei bambini è fantastico, colorato e possibile, mentre quello degli adulti è triste, meschino e squallido…

e mentre nel mondo impazzano gay pride, tradimenti di ogni genere e deliri orgiastici, Elisa mi guarda con il suoi occhioni da cerbiatta e mi dice: zia io bevere tota tola, io e tu… 

                                                                                                         pallina

Giu 27, 2007 - pensieri    No Comments

Luchy Strike

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…. le tasche vuote. Le volti e rivolti, ma sono sempre vuote …. senza speranza il clochard si aggira triste, forse una moneta per un bicchier di vino aiuta a trascorrere la giornata. Vive nel mondo di mozziconi raccolti a terra, una volta aveva una chitarra e ragrannellava qualche lira suonando nei corridoi della metropolitana, l’ha venduta meglio barattata per un sogno, avrei potuto regalarne qualcuno, non l’ho fatto. E poi tutto diventa una routine, clochard e puttane che si scambiano gli auguri di Natale e a Ferragosto mangiano un pasto tutt’insieme, vi assicuro c’è anche il gelato …. le tasche di un clochard sono vuote e le sue mani sono sporche …. una volta offrii sigarette (Lucky Strike) e scappai via …. 

Les ….

                                                                                                    lesartists

Giu 25, 2007 - pensieri    1 Comment

la fermata dell’autobuss

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arrivi in anticipo, sei lì e aspetti, la pensilina è affollata, fa caldo, cominci ad innervosirti, controlli l’orologio e ti rendi conto che mancano ancora dieci minuti. Un caffè si ho giusto il tempo di un caffè pensi, così ti rechi in quel bar che stà proprio a pochi metri, entri ordini il caffè, e buono, lo gusti lentamente, ti rilassi, mentre vedi sfilare al di là dei vetri quell’autobus che avresti dovuto prendere. Morale mai arrivare in anticipo agli appuntamenti…….
                                                                                                                refusi
Giu 24, 2007 - poesie    1 Comment

Brama

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Per noi
non c’è ristoro alle fonti,
che cristalline acque
non danno alcun sollievo,
altra
è la nostra sete.
Deserti
celati agli occhi
prosciugano
in brucianti giorni
e gelide notti
residue speranze

                                                    refusi

 

 

Giu 24, 2007 - racconti brevi    No Comments

L’uomo sandwich

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Rarissimo da incontrare alle nostre latitudini, ormai quasi scomparso anche nel luogo di origine, ne ho ancora presente le immagini, no, non perché ne abbia mai incontrato uno personalmente, ma perché visto all’interno di documentari o film d’epoca. Solo la testa i piedi e qualche volta le mani spuntavano dai cartelloni pubblicitari che lo avvolgevano completamente rendendolo simile alle carte animate di Alice nel paese delle meraviglie di Carrol realizzato dalla Disney. Triste vederlo camminare per interi isolati, con quei cartelloni addosso che pubblicizzavano di tutto, per poter racimolare nel corso della giornata qualche centesimo che gli consentisse di mangiare almeno una volta al giorno, triste e buffo.
Mi chiedo se esistano ancora e mi vedo costretto a rispondere che sì, esistono ancora, non sono più gli stessi sono cambiati in modo totale, irriconoscibili per chi in loro ricerchi le vecchie caratteristiche, per chi pensa di vedere ancora quella piccola testa dall’espressione affaticata spuntare dell’interno dei due cartelloni pubblicitari, facili da osservare per chi ne conosce le nuove caratteristiche.
Indossano giacche che piegano all’interno e che poi appoggiano ostentatamente sulla spalliera della sedia accanto, dandole qualche colpetto, non per riassettarla, certo che no, solo perché i presenti possano notare l’etichetta posta all’interno sopra la tasca, ARMADI, LERSACE, ecc.., sospirano poi profondamente portando con affettazione la spalla sinistra leggermente in avanti, mostrando il logo cucito sulla polo rigorosamente di piquet, LARIVA, PONTE DI FIRENZE, ecc…
Sedendosi accavallano con noncuranza le gambe sollevando il piede all’altezza degli occhi del vicino dove si pavoneggia un mocassino color cuoio L’OGAN, BOTS ecc…,. Si accarezzano con fare distratto i capelli, se li hanno ancora, o si passano in modo indifferente la mano sulla pelata abbronzata e tirata a lucido togliendosi poi, con ampio gesto della mano, gli occhiali da sole, molte volte orribilmente a specchio per mostrarne l’appartenenza ROBAN, PIRSOL, ecc…., sorbiscono il caffè, col mignolo alzato, pagano il conto in modo misurato, contando i centesimi uno per uno, poi osservano con distacco l’orologio sollevando il braccio all’altezza degli occhi quasi fossero disturbati da un inopportuno riflesso, per controllare l’ora sul rilucente LOREX PAITONA, d’obbligo, (il più delle volte di provenienza cinese o partenopea) . Poi si alzano infilando i pollici all’interno dei pantaloni e percorrendo tutto il giro vita per sottolineare la presenza della cintura in pelle di lucertola e l’etichetta che fa bella mostra di sé sul retro dei jeans, JERRY, GASOLINE, ecc…, se potessero si abbasserebbero persino la cerniera dei pantaloni per mostrare a tutti la scritta che capeggia in bella mostra bianca su nero o viceversa, PISSONI, PLEIN, ECC.., e se non lo fanno non è per questione di morale o di decenza è solo perché non sono certi delle proprietà igieniche dell’indumento, sono assemblati, “ refusi abbigliati, abbigliato si dice “ , no loro sono assemblati così alla bel e meglio, senza arte ne parte, senza gusto, l‘imperativo è essere griffati, il resto non conta. La cosa buffa è che per tutta questa ostentata pubblicità, per la sceneggiata messa in atto non guadagnano una lira, op scusate un euro, anzi, spendono fior di quattrini, il tutto per mostrare agli altri che loro possono, che loro sono arrivati, che loro appartengono alla ristretta cerchia dei privilegiati, all’elite, buffo? No, mi correggo ridicolo.
L’uomo sandwich non mi fa più sorridere

refusi