Quelle cose che dici… (depressione)

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Quelle cose che dici
in cui credi,
la tristezza che hai
non te l’ho data io.
La inventi,
priva di parole
muta
ti sale di dentro ed appare
ed io,
che ti resto a guardare
non conosco il motivo.
Tu ridi e scherzi
fra giochi infantili
e frivoli lazzi,
ma poi all’improvviso
tu caschi,
e dal fondo rinasce
un pensiero
nero che ti opprime,
creato al momento,
è forse che vivi
più bene soffrendo?
E’ forse per te
la tristezza più muta
la sola tua vera
ragione di vita?
Rispondi se credi,
se no, sta in silenzio
nel mondo dei morti
c’è pace, ma dentro
c i son solo vermi
che vivon di pianto.
Lo so,
non è bello
il mondo in cui vivi,
ma dimmi perché
con le tue parole
vuoi fare di ghiaccio
la luce del sole,
vuoi fare più nera
e più cupa le notte?
Non hai la risposta,
questo lo sapevo.
Tu dici soltanto
che tu sei così.
Così come cosa?
Cosi come chi?
Silenzio, ora taci.
Con gli occhi socchiusi
visioni rapaci
solenni e silenti
ti muovono al pianto
ed io, che ti guardo
ti prendo vicino
e in silenzio combatto,
senz’armi indifeso,
quegli incubi cupi,
nemici
che io non conosco.
                                    refusi
Gen 7, 2020 - pensieri, poesie    1 Comment

Indietro…

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Indietro
torniamo indietro,
torniamo
a stringerci la mano
ad ascoltare
a parlare piano,
prendiamoci di nuovo
il tempo per sognare
per chiudere gli occhi 
per pensare.
Indietro
torniamo indietro a...
a quel sogno
che non è mai stato,
a quel tempo
che non è il passato,
indietro
torniamo indietro.

refusi

Solstizi

 

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E’ successo una volta
per strada,
e la storia è finita,
è successo per caso
per strada,
e la rosa è appassita,
io
l’ho vista diversa, cambiata
di se stessa invaghita,
e così
da una splendida notte stellata
di una sera d’estate,
lei è diventata
una livida alba mancata
di un mattino invernale
quando il freddo è pungente
e fa male.
Quando resta soltanto
la voglia di stare
sotto calde coperte a sognare
di nuovo il ritorno
di un mese di aprile
con un più caldo sole
e di un nuovo amore
disposto a fiorire.
E di nuovo hanno chiuso le porte
ad un cuore pedestre
un cuore da circo equestre
disposto a rischiare
e da sempre intento a viaggiare
sulle onde
di un mare inventato,
sulla schiuma di un fiume sognato,
fra montagne coperte di abeti
e fra cime innevate,
sulle note di dolci canzoni
cantate, solamente col cuore
perché un groppo
ti chiude la gola e la voce
non vuole passare.
E ora cerco di nuovo una strada
una nuova fortuna, un paesaggio di luna
che mi faccia di nuovo sognare
ritrovare la voce e cantare
a due occhi di bimba sgranati
a guardare il mio viso,
e io possa di nuovo tornare
ad amare un sorriso.

 

Gen 3, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Uomini e non

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Uomini e non

al centro del nulla

alla ricerca di un perché

sopra un obesa palla

verde e azzurra.

Nello spazio alla deriva

cerchiamo

di ignorare il resto

di un universo aperto

che non ci appartiene

Uomini e non

dimentichi

di un antico retaggio

spenta

è la lanterna

che un dì

cercava l’uomo

l’unica vera scienza

è persa.

Dic 22, 2019 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Il Natale non è per tutti

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E fu Natale,
fu pioggia, fu neve, fu freddo,
furono argini rotti e frane.
Furono lutti, dolore e lacrime,
fu fame che nessuna stella cometa
volle illuminare.
Ma fu Natale,
negli occhi di bimbi smarriti,
nei volti di donne piegate,
nelle mani di uomini impotenti,
che nessun coro di angeli
volle mai cantare.
Così fu Natale,
di pastori rimasti senza pecore.
di contadini rimasti senza case,
che nessuno seppe consolare,
e i re magi si scordarono
di passare.
E fu Natale.

 

Ti guardo

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Ti guardo
ti vedo giungere da lontano…
vedo i tuoi fianchi,
curve sinuose incedere,
agili dentro al mondo
cercare un luogo dove
posare il corpo
ed al pensiero dare
libero sfogo.
Ti guardo,
ti vedo incedere,
porgere
l’altero fiero seno
di tenerezza colmo
senza vergogna alcuna
a chi d’amore degno
vorrà porvi la mano.
Ti guardo,
e vedo dita leggiadre togliere
un ribelle ciuffo biondo
che ti celava gli occhi
e vedo,
vedo un lago profondo
carico di misteri,
vedo brillare stelle
che luminose oscurano
di colpo i miei pensieri
lasciandomi così
come un naufrago privato di parole
dentro un assenza totale di rumori
dentro lo sguardo di un antico sole
affascinato da suoni e da colori
senza più niente chiedere
io…
mi perdo

Nov 16, 2019 - pensieri    No Comments

Il silenzio della sera

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Dei fruscii lontani, fra il buio e fioche luci di lampioni che illuminano strade deserte, paiono sospiri di persone assenti. L’ora dell’abbandono, le luci negli uffici si spengono e lavoratori abbandonano le loro postazioni, i monitor non diffondono più luci, la tastiera è silente, sarà una lunga notte di buio, fatto salvo i peones che a quest’ora prendono possesso delle strade, dei quartieri, accendono falò e candele per illuminare le loro tastiere anomale, non fanno parte del gruppo, cantano fuori dal coro, canzoni stonate per i più, melodiose per pochi. Cantano per loro su tastiere silenti innalzano un coro di amicizia, al di fuori di ogni stereotipo, da qualsiasi obbligo contrattuale, suonano la loro musica, all’apparenza banale ma carica di amicizie e di affetto, il più delle volte ignorati perché è difficile partecipare se si canta nel coro.

Ott 22, 2019 - poesie    No Comments

Costanza

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Mare
in tremolare di onde
si frange lenta
l’acqua tua
sopra gli scogli,
senza mai strafare
piano, corrodi.

Ott 20, 2019 - poesie    No Comments

La partita a carte

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Come quando fuori piove,
hai le carte in mano
nove
che la prima l’hai giocata,
che peccato era
sbagliata.
L’avversario già ti snobba
ti sorride astuto e…
Scopa!!
Il tuo socio truce guarda
e tentenna sulla
carta
poi con mossa assai gagliarda
batte il pugno e al fine
azzarda
Scopa! Esulta l’avversario
e da inizio al tuo
calvario.
Così, tu perdi la partita
proprio come nella
vita
se la giochi e sbagli carta
ti ritrovi nella
merda.

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