Mag 2, 2018 - poesie    9 Comments

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Un vecchio barbone,
seduto sul molo,
guardava
passare le onde
e contava,
ma non era poi bravo
e sbagliava.
E così cominciava
da capo a contare
le onde
frammentarsi nel mare
e sbagliava.
Mentre il tempo passava
lui iniziava di nuovo
a contare e, pensando
al passato
si chiedeva contando,
dove avese sbagliato.
                                             refusi

Apr 29, 2018 - poesie    18 Comments

Brezza

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Il vento che soffia,
in tenue e fugace carezza,
sembra portare un ricordo
d’amore, di amori.
E lesto scompiglia i capelli
lasciando sui volti
un sentore
di dolce
malinconica tristezza.

                                                                           refusi

Apr 25, 2018 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Effimera

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Effimera,

l’illusione di una vita.

Vana

è la ricerca di una felicità,

piccoli istanti

rubati alla noia.

Occhiate di sole.

Squarci in cieli grigi.

Nella nostra anima

pioggia.

Il grande amore di ieri

oggi è già stantio.

Della risata allegra

spenta è l’eco.

Effimera

l’illusione di un domani,

come un salto nel vuoto

la vita attende

l’impatto col suolo.

Apr 23, 2018 - poesie    No Comments

Dimenticare

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Correre incontro al tempo,
dimenticare.
Nell’oblio del sonno,
non sognare.
Cercare il rischio
per non pensare.
Mentre,
inutilmente sommerso d’alcool,
un cuore
urla il tuo nome.

Apr 16, 2018 - dialettale, poesie    No Comments

Mi sunt chi – dialettale (quasi) con dedica

al mio lago.

 

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Mi sunt chi.

Vegnu bass cunt la piena

vegnu giò di muntagn

cunt la luna

che se specia in’t el lac.

Mi sunt chi

cunt i occ spalancaà

in su la vista

de quel’acqua

che la Breva l’increspa

e che fa dundulà

tuc i barc.

Mi sun chi

cunt i occ

che se pert su i muntagn

cunt ul coeur

che scancela i magagn

e cunt l’anima piena

d’un paesagg

che l’è cumè una cadena

che la  ferma i to pass,

che te roba l’umbria

e la lega ai so sass.

Sì, mi sun chi.

 

Traduzione per i non addetti.

Io sono qui/sceso a valle con la piena/sceso dalle montagne/con la luna/che si specchia nel lago/Io sono qui/ con gli occhi spalancati/ sulla vista/di quell’acqua/che la Breva (vento) increspa/ e che fa dondolare/tutte le barche/Io sono qui/con gli occhi/che si perdono sulle montagne/con il cuore/che cancella tutte le magagne/e con l’anima piena/di un paesaggio/ che è una catena/che ferma i puoi passi/ che ti ruba l’ombra, e la lega ai suoi sassi./Sì, io sono qui.

 

 

Apr 1, 2018 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Domanda

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Tu che sei là,
rispondi.
Chi ha forgiato
i nostri inconsulti gesti
in effimere gioie
e grevi dolori.
Chi, dei nostri
incomprensibili passi
(bave di lumaca
sulla sabbia del tempo)
è il macchinoso artefice?
Silenzio!
Là dove è andato
non c’è più voce.

Mar 30, 2018 - genesi e nemesi, poesie    1 Comment

Canzone alla vita perduta

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Il sole e la luna
descrivono archi nel cielo
buio e luce
luce e buio,
brulicanti stelle,
ancorate alla volta del cielo
silenti
come parole mai dette
agitano i nostri pensieri.
                                      Noi
                                      caduti in terra,
                                      noi,
                                      calpestati dagli dei
                                      che cosa ne sarà
                                      di noi.
Da serrate labbra
non cadono più parole,
il silenzio incombe
e come duro macigno
opprime
una mente confusa,
dove, desideri e sogni
sovrastando la realtà
la volontà relegano
in remoti affranti.                                  
                                   Noi
                                   piegati dalla vita
                                   plagiati dalla strada
                                   non combattiamo più
                                   per noi. 

Occhi fissi
persi su orizzonti finiti,
fra intersecarsi di mura
che limitano lo sguardo
a poche inutili cose
cerchiamo le risposte
a domande
che come palle da biliardo
rimbalzano fra quattro pareti
in assurde
geometrie impossibili.

                                    Noi,
                                    sonnambuli nei giorni, 
                                    noi
                                    vaghiamo nelle notti
                                    scordandoci di vivere,
                                    noi.

C’ è sempre qualcosa
che ci ricorda qualcosa.
C’è sempre qualcuno
che ci ricorda qualcuno.
Un giro di vite
poi, un giro di vite
lo spazio riduce,
il tempo comprime,
ogni giro ripete
il medesimo corso,
vicina,
sempre più vicina
è l’ultima spirale.

                                   Noi,
                                   nati sconfitti,
                                   noi
                                   ci facciamo guidare
                                   da chi deciderà
                                   per noi.

Lunghe, le ombre
degli anni trascorsi
oscurano la strada.
Sparsi, come foglie d’autunno,
mulinellando al vento
aleggiano i ricordi.
Pungenti, i ricci dei rimorsi
feriscono le mani
al raccoglitore di castagne.
Solo dolori,
nelle nostre membra,
cordoglio nella nostra anima,
per una morte inutile
per una più
inutile vita.

                                    Noi,
                                    inutili, futili eroi
                                    caduti in una guerra
                                    di cui
                                    non importava nulla
                                    a noi.

                                                                refusi

 

 

Mar 28, 2018 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Routine

Stop the time

 

 

Ricordi/

                 inutili.

Rimpianti/

                 vani.

Rimorsi/

                 tardivi.

Domani

un altro giorno

e

un altro ancora.

Uguali.

In noi il diverso

nasce solo nel sogno

trafitto

ogni volta

dall’irritante suono

di un eterna sveglia.

Ogni mattina

l’entusiasmo muore

soffocato

dal suadente abbraccio

di un indistruttibile abitudine.

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