Ott 8, 2019 - dialoghi, pensieri    No Comments

Coppie moderne

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Le vedi, sembrano le copie in carta carbone le une delle altre, stanno seduti entrambi sulla stessa panchina, affiancati, possono avere trenta, quaranta, cinquanta a volte anche sessantanni. Non si guardano, non si parlano, non si cagano nemmeno, eppure, sono una coppia. Stanno entrambi con lo sguardo fisso sullo schermo dello smartphone, capo chino, le dita in veloce movimento scorrono le pagine o digitano messaggi, silenziosi e muti come due estranei. Poi la sera sul tardi si guarderanno negli occhi ma non si scambieranno un sorriso, si parleranno, ma non saranno tenerezze, sarà un confronto, una gara, conteranno gli i like e i fall over ricevuti nel corso della giornata per le quattro stronzate scritte sui social, il perdente si sentirà avvilito, demoralizzato, prostrato e il vincitore sarà tronfio come… un cappone.

Non lascerò

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Io, non lascerò
alcun ricordo del mio passaggio.
Nulla che possa
rendermi immortale.
Niente, non opere ne atti,
che possano ricordarmi al mondo,
o al luogo in cui vissuto,
niente e nessuno porterà il mio nome
non una nota, una targa, una via,
una tomba, neppure un ombra
e come polvere
mi dissolverò nel vento.
Sarò nei ricordi di alcuni,
per qualche anno, qualche mese,
qualche giorno, qualche ora.
Ma non mi importa
la morte non consente di apprezzare.
Ma so che sarò nel suo cuore
sino che avrà vita.
E questo mi rallegra
e mi addolora.

If… se… Ovvero Dio esiste?

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Mastico poco l’inglese, anzi quasi per nulla, evito di usare nei limiti del possibile terminologie in questa lingua a me aliena, dico sempre fine settimana e non week end, ma di certo non posso dire topo in luogo di mouse, però dove possibile evito, però… però “If” se … questo piccolo congiuntivo in inglese mi ha sempre affascinato. If… già il suono nel pronunciarlo ha un che di magico, di misterioso, sospeso ed ineluttabile. Ma perché proprio ora e proprio if.. già perché? Perché diciamo che mi sono posto una domanda alla quale cerco da tempo di dare una risposta. Ma Dio esiste? Onestamente credo di avere risposto, o quanto meno a livello personale ho raggiunto una mia convinzione, no io non credo in dio e lo scrivo in minuscolo non per una forma di mancato rispetto ma solo perché lo considero un termine generalizzato e relativo a tutti gli dei venerati ora e in passato sulla terra, tutti, e dico tutti hanno nei confronti delle storia umana delle pecche di credibilità, alcune macroscopiche, altre abilmente celate all’interno di dogmi e di falsi storici abilmente costruiti nel corso di secoli e non verificabili. Ma comunque non posso affermare con certezza che un dio non esiste, posso solo affermare che non credo in nessun dio. O quanto meno non credo che “se”… eccolo il mio piccolo congiuntivo che viene al nocciolo delle questione, comunque dicevo che “se dio esistesse” – if god existed” (questa suona meno bene) sicuramente non riuscirei ad associarlo a nessun dio proposto dalle nostre religioni. Il Dio creatore dell’universo, dispensatore del bene e del male, il solo depositario della verità e del sapere, naaaaa, troppo scontato. Io me lo vedo come un vecchio signore incanutito, all’interno del suo laboratorio, nel centro dell’universo, avvolto in un camice bianco, (avete presente Einstein?) intento a elaborale le sue invenzioni, le sue teorie, i suoi passatempi. Che all’improvviso costruisce una trottola, tutta colorata di forma ellissoidale, con la quale ci gioca per alcuni millenni, (il suo concetto del tempo è decisamente diverso) poi annoiato la getta fuori dalla finestra senza rendersi conto che quella minuscola trottola, quell’esile ellisse è in grado di auto riprodursi, migliorarsi, evolvere… ma allora se… IF…..

E comunque “If god existed” se dio esistesse, vorrei che fosse donna.

e ancora mi chiedo se…

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Ora mi chiedo
se…
se veramente ti amo.
Amore,
che strana cosa,
il dubbio sempre,
la voglia di sapere,
mai la certezza.
Non c’eri
e già ti amavo
Ora tu arrivi
e il dubbio nasce.
Cercarti,
oppure…
lasciare che sia tu,
forse
a venire.
Forse non sei,
forse in te
io vedo…
e ancora
mi chiedo se…

Mag 11, 2019 - pensieri, poesie    No Comments

Peccato (filastrocca triste)

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Da bambino

smarrii il mio primo regalo,

un soldino.

Con la pena nel cuore

gli occhi gonfi di pianto

per il grande dolore,

lo cercai, lo cercai

ed esplosi in un urlo di gioia

quando lo ritrovai.

Ma poi sono cresciuto

e nella vita

molte cose importanti ho perduto,

ma non ho più cercato

ho scrollato le spalle,

me ne sono scordato,

e non ho mai più pianto,

peccato.

Cose di carta

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Bianchi fogli ingialliti dal tempo

dove esili tracce di inchiostro

hanno tracciato tortuosi sentieri.

Hanno viaggiato varcando confini

trasportando illusioni e pensieri

dentro a servili buste racchiusi

lacerate da febbrili mani

tante storie diverse che l’ieri,

sacralmente consegna al domani.

Hanno generato sorrisi e sospiri

altre volte salmastra rugiada

se ne nota una piccola traccia

osservando una macchia sfocata.

Ora giacciono, scordati nel buio

dentro ad un cigolante cassetto

allacciati da un nastro sbiadito

dentro a un mobile a lato del letto.

Poi il cassetto ritrova la luce

una mano rovista curiosa

nel silenzio improvvisa una voce

nella stanza risuona gioiosa

Hai trovato qualcosa?”

Niente” è la pronta risposta
rimarcando una nota delusa,

Solo fragili, cose di carta.”

Mar 21, 2019 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Io c’ero

 

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Io c’ero, ero là

quando tutto accadeva

quando tutto, privo di scopo

diventava nulla.

Nobel per la pace

rivestiti di sudari di sangue

reclamavano il pane col piombo

ponendo fine alla fame con la morte.

Cerbero,

non latrare nei miei sogni

non guardarmi negli occhi

mentre dormo,

non ho fatto niente, niente.

In campi desolati

fiori artificiali divorano

gli arti a bambini ignari

Trafficanti di carne

traghettano a nuove sponde

derelitti e profughi,

mascalzoni e assassini

innocenti e colpevoli

armi e droga senza distinzione.

Caronte

non accostare la tua barca

alle sponde dei miei sogni

non trasformarli in incubi

non ho fatto niente, niente.

Io c’ero, ero là

quando il tutto accadeva ma

non ho fatto niente,

niente.

 

Un’altra volta

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Rimani lì!

Forse,

sarai ancora,

domani.

Oggi no,

scompari.

Oggi

sarò di nuovo

carne e sangue

desideri e voglie

e vita.

E l’amore?

Via,

lontano

oggi, no

un altra volta

forse

non ora.

Ora devo correre

non ho tempo

mi aspettano.

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