Nov 16, 2019 - pensieri    No Comments

Il silenzio della sera

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Dei fruscii lontani, fra il buio e fioche luci di lampioni che illuminano strade deserte, paiono sospiri di persone assenti. L’ora dell’abbandono, le luci negli uffici si spengono e lavoratori abbandonano le loro postazioni, i monitor non diffondono più luci, la tastiera è silente, sarà una lunga notte di buio, fatto salvo i peones che a quest’ora prendono possesso delle strade, dei quartieri, accendono falò e candele per illuminare le loro tastiere anomale, non fanno parte del gruppo, cantano fuori dal coro, canzoni stonate per i più, melodiose per pochi. Cantano per loro su tastiere silenti innalzano un coro di amicizia, al di fuori di ogni stereotipo, da qualsiasi obbligo contrattuale, suonano la loro musica, all’apparenza banale ma carica di amicizie e di affetto, il più delle volte ignorati perché è difficile partecipare se si canta nel coro.

Ott 22, 2019 - poesie    No Comments

Costanza

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Mare
in tremolare di onde
si frange lenta
l’acqua tua
sopra gli scogli,
senza mai strafare
piano, corrodi.

Ott 20, 2019 - poesie    No Comments

La partita a carte

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Come quando fuori piove,
hai le carte in mano
nove
che la prima l’hai giocata,
che peccato era
sbagliata.
L’avversario già ti snobba
ti sorride astuto e…
Scopa!!
Il tuo socio truce guarda
e tentenna sulla
carta
poi con mossa assai gagliarda
batte il pugno e al fine
azzarda
Scopa! Esulta l’avversario
e da inizio al tuo
calvario.
Così, tu perdi la partita
proprio come nella
vita
se la giochi e sbagli carta
ti ritrovi nella
merda.

Ott 18, 2019 - pensieri, poesie    No Comments

Commiato

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Addio fratello,
ti credevo amico.
Deluso
andrò per la mia strada
senza una parola
ne un saluto,
che il mio perdono
accrescerebbe solo
il tuo rimorso.

 

Ott 8, 2019 - dialoghi, pensieri    No Comments

Coppie moderne

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Le vedi, sembrano le copie in carta carbone le une delle altre, stanno seduti entrambi sulla stessa panchina, affiancati, possono avere trenta, quaranta, cinquanta a volte anche sessantanni. Non si guardano, non si parlano, non si cagano nemmeno, eppure, sono una coppia. Stanno entrambi con lo sguardo fisso sullo schermo dello smartphone, capo chino, le dita in veloce movimento scorrono le pagine o digitano messaggi, silenziosi e muti come due estranei. Poi la sera sul tardi si guarderanno negli occhi ma non si scambieranno un sorriso, si parleranno, ma non saranno tenerezze, sarà un confronto, una gara, conteranno gli i like e i fall over ricevuti nel corso della giornata per le quattro stronzate scritte sui social, il perdente si sentirà avvilito, demoralizzato, prostrato e il vincitore sarà tronfio come… un cappone.

Non lascerò

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Io, non lascerò
alcun ricordo del mio passaggio.
Nulla che possa
rendermi immortale.
Niente, non opere ne atti,
che possano ricordarmi al mondo,
o al luogo in cui vissuto,
niente e nessuno porterà il mio nome
non una nota, una targa, una via,
una tomba, neppure un ombra
e come polvere
mi dissolverò nel vento.
Sarò nei ricordi di alcuni,
per qualche anno, qualche mese,
qualche giorno, qualche ora.
Ma non mi importa
la morte non consente di apprezzare.
Ma so che sarò nel suo cuore
sino che avrà vita.
E questo mi rallegra
e mi addolora.

If… se… Ovvero Dio esiste?

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Mastico poco l’inglese, anzi quasi per nulla, evito di usare nei limiti del possibile terminologie in questa lingua a me aliena, dico sempre fine settimana e non week end, ma di certo non posso dire topo in luogo di mouse, però dove possibile evito, però… però “If” se … questo piccolo congiuntivo in inglese mi ha sempre affascinato. If… già il suono nel pronunciarlo ha un che di magico, di misterioso, sospeso ed ineluttabile. Ma perché proprio ora e proprio if.. già perché? Perché diciamo che mi sono posto una domanda alla quale cerco da tempo di dare una risposta. Ma Dio esiste? Onestamente credo di avere risposto, o quanto meno a livello personale ho raggiunto una mia convinzione, no io non credo in dio e lo scrivo in minuscolo non per una forma di mancato rispetto ma solo perché lo considero un termine generalizzato e relativo a tutti gli dei venerati ora e in passato sulla terra, tutti, e dico tutti hanno nei confronti delle storia umana delle pecche di credibilità, alcune macroscopiche, altre abilmente celate all’interno di dogmi e di falsi storici abilmente costruiti nel corso di secoli e non verificabili. Ma comunque non posso affermare con certezza che un dio non esiste, posso solo affermare che non credo in nessun dio. O quanto meno non credo che “se”… eccolo il mio piccolo congiuntivo che viene al nocciolo delle questione, comunque dicevo che “se dio esistesse” – if god existed” (questa suona meno bene) sicuramente non riuscirei ad associarlo a nessun dio proposto dalle nostre religioni. Il Dio creatore dell’universo, dispensatore del bene e del male, il solo depositario della verità e del sapere, naaaaa, troppo scontato. Io me lo vedo come un vecchio signore incanutito, all’interno del suo laboratorio, nel centro dell’universo, avvolto in un camice bianco, (avete presente Einstein?) intento a elaborale le sue invenzioni, le sue teorie, i suoi passatempi. Che all’improvviso costruisce una trottola, tutta colorata di forma ellissoidale, con la quale ci gioca per alcuni millenni, (il suo concetto del tempo è decisamente diverso) poi annoiato la getta fuori dalla finestra senza rendersi conto che quella minuscola trottola, quell’esile ellisse è in grado di auto riprodursi, migliorarsi, evolvere… ma allora se… IF…..

E comunque “If god existed” se dio esistesse, vorrei che fosse donna.

e ancora mi chiedo se…

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Ora mi chiedo
se…
se veramente ti amo.
Amore,
che strana cosa,
il dubbio sempre,
la voglia di sapere,
mai la certezza.
Non c’eri
e già ti amavo
Ora tu arrivi
e il dubbio nasce.
Cercarti,
oppure…
lasciare che sia tu,
forse
a venire.
Forse non sei,
forse in te
io vedo…
e ancora
mi chiedo se…

Mag 11, 2019 - pensieri, poesie    No Comments

Peccato (filastrocca triste)

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Da bambino

smarrii il mio primo regalo,

un soldino.

Con la pena nel cuore

gli occhi gonfi di pianto

per il grande dolore,

lo cercai, lo cercai

ed esplosi in un urlo di gioia

quando lo ritrovai.

Ma poi sono cresciuto

e nella vita

molte cose importanti ho perduto,

ma non ho più cercato

ho scrollato le spalle,

me ne sono scordato,

e non ho mai più pianto,

peccato.

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