Don Chisciotte

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(chiedendo scusa a Cervantes)

 

Mie dame ora io giungo da lontano

più che dai luoghi ormai dal tempo

e raccontar cosa sussurri il vento

ormai mi par inutil se non vano.

 

Cavalier io fui nei tempi andati

ed in sella a nobili destrieri

in tempi che a me paion solo ieri

combattei a fianco dei soldati

 

per nobil cause e non per vil denaro

il volto sereno ed il mio sguardo fiero

l’elmo lucente al di sotto del cimiero

rinunciai a ciò che avevo di più caro.

 

Ma il destin con me fu assai crudele

confuso da nemici e burattini

scambiai per giganti dei mulini

ignorando il servo mio fedele

 

che suggeriva di evitar lo scontro

lanciai il cavallo giù per quella piana

volando poi per l’aire e sulla schiena

finii per terra con l’ossa rotte dentro.

 

Mia Dulcinea perdona questo fesso

che volea far l’eroe e cambiare il mondo

render quadrato ciò che da sempre è tondo

fu’ sol superbia e me ne accorgo adesso.

 

E a voi messeri porgo il mio saluto

a voi dame il mio sincero inchino

e poi in silenzio ed a capo chino

vado pel buio e torno ad esser muto.

 

Lug 28, 2021 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Apparenze

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Un volto nuovo,

di pochi sorrisi,

da molte lacrime

segnato.

Ma voi

non guardate quel volto,

ma il corpo suo

un povero corpo

coperto

da lise vesti,

e così, giudicandovi scostate.

Giu 6, 2021 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Ma, io ti riconosco

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Camminavo,

assorto nei pensieri

quando ti ho visto

là, dove eri ieri,

dove in effetti

tu sei sempre stato,

però che strano,

non ci ho mai guardato.

Mutevole d’aspetto

e di espressioni

carico di ansie,

di affanni, di emozioni.

Hai anche combattuto

per quello in cui credevi,

a volte con i buoni

a volte coi cattivi.

Pentito nei rimorsi

triste nei rimpianti

tutti confusi dentro

molti sorrisi e pianti.

Carico di ricordi

e, a volte, anche scordato

ma, io ti riconosco, tu 

sei il mio passato.

Piccolo mondo

apocalisse

Piccolo mondo,

rimaste di te

le cose più tristi,

più amare, presenti.

Nude strade d’asfalto

bruciate e contorte,

campi aridi e brulli

deserti,

non più fecondati

dal sudore di uomini.

Città polverose

silenti di macerie,

ruderi

che racconteranno la storia

ai morti,

da che scoppiò su te,

piccolo mondo,

l’uragano d’ira

di pochi uomini.

Mag 24, 2021 - genesi e nemesi, pensieri    No Comments

Inerzia

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Come gli ingranaggi

di un orologio

che al tempo

non danno più valore

restano fermi

che di girar son stanchi.

Così i pensieri miei

han perso ogni volere

all’ombra di un dirupo

guardano vuoti

al rotolar del mondo.

Mag 3, 2021 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Esploratori

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Lanciati

alle scoperte più lontane

valicammo monti,

solcammo mari

ed ora i cieli

spinti a scoprire nuovi mondi.

Ma dentro noi,

che vento spira?

Quale corrente attraversa

il nostro buio?

Quante stelle nascono,

quanti mondi muoiono

ad ogni istante?

Dentro noi

esploratori esausti

vaghiamo all’infinito

fra bui sentieri,

lampi accecanti,

pallide albe

rossi tramonti.

Fra luoghi oscuri

e grida

personaggi osceni

s’affacciano a lambire il senno

ad ogni sogno.

Pianeti e soli,

solitari scogli,

aride, deserte plaghe,

immagini intraviste

rubate al sonno

scoprono parti di noi

del nostro mondo

chiuso alla ragione

creando

impossibili dubbi.

Quanno nun sarò più (ironicamente)

(e chiedendo scusa ai romani)

81vWhKq1KtL._SL1500_

Quanno nun sarò più

‘m’emporterà più gnente

de me, de te,

de tutta l’artra gente.

De fa della politica,

neppure de fa et tifo,

de questo monno ‘nfame,

de tutto questo schifo.

Quanno nun sarò più

questo sarà l’andazzo

ma mo’ vorrei sape’

perché sto qui e m’encazzo?

 

Apr 28, 2021 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Epitaffio

lapide

Sono nato,

ho vissuto la mia vita.

Ho pianto di dolore

ed ho sorriso.

Inutile fu il riso.

Vano il pianto.

Sciocco in quella vita

cercare la mia sorte,

giacché ora dormo

del dolce abbraccio

della morte.

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