Gen 25, 2018 - poesie    No Comments

Ho Scritto (lezione di auto modestia)

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Ho scritto

con foga e con rabbia

ho scritto

con malinconia e tristezza

ho scritto

di me, di te e di altri

ho scritto

di miserie e guerre

ho scritto

di morti e di pianti,

Ho scritto

sempre e ovunque

Ho scritto

su foglietti volanti,

su pagine di libri,

su note della spesa,

su tovaglioli nei ristoranti,

su strappi di carta igienica.

Poi

ho perso i foglietti

regalato i libri

gettato le note della spesa

dimenticato i tovaglioli

e destinato

gli strappi di carta igienica

al proprio uso.

Dubbio

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Dietro la porta chiusa

che non s’apre

ai vani tentativi della mente,

la risposta

silenziosa tace.

Giorno o notte,

lussureggiante valle

od arida deserta plaga,

verità o menzogna?

Davanti alla porta chiusa

che non s’apre

l’impenetrabile

grigiore nebbioso

di un tormentato dubbio. (tormentoso)

Gen 11, 2018 - dialoghi, pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 5

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sono passato per dire due parole,

ma non sempre le parole trovano la strada per illustrare un pensiero, alcune volte si perdono lungo labirinti sconosciuti e non se ne trova più traccia, altre volte si raccolgono in un angolo buio e si rifiutano di uscire, beh questa è una di quelle volte

le scelte

tutta la nostra vita è fatta di attese e di decisioni, e le decisioni impongono delle scelte, mi sono sempre chiesto quali fossero le motivazioni che muovessero le nostre scelte, i nostri desideri, le nostre aspettative. E anche da cosa fossero condizionate tali scelte, dall’ambiente in cui siamo cresciuti? dalla nostra educazione? dalla nostra morale? o solo e più semplicemente dal nostro stato d’animo in quel preciso attimo in cui abbiamo deciso? Forse è l’insieme di tutte queste cose, che ci hanno condizionato nella scelta della squadra del cuore, dello stile di vita, del tipo di abbigliamento, dei gusti in fatto di cucina, nella scelta del tipo di donna, o di uomo, con cui cercare di condividere la propria vita, l’amore per la montagna o per il mare o per entrambi. Molte volte le nostre scelte sono state sbagliate, ci siamo ricreduti e ci siamo diretti consapevolmente dalla parte opposta, o ci siamo, più semplicemente, astenuti dal fare delle altre scelte in merito, limitandoci ad osservate. Alcune volte tali scelte sono dovute al ragionamento, alla riflessione che ci portano a scegliere ciò che crediamo sia più opportuno, confacente, consono al nostro modo di vita. Altre volte le nostre scelte sono puramente istintive, non riusciamo a spiegare in modo consapevole il perché , le sentiamo dentro, le motivazioni sono inconsce inspiegabili, ma sappiamo in questo caso che è ciò che realmente vogliamo e che tale scelta giusta o sbagliata che sia fa parte della nostra personalità, del nostro essere. Ma l’importante è che comunque, qualunque sia la ragione, la spinta emotiva che ci spinge a una decisione, a una scelta, dobbiamo sempre considerare che tale scelta non deve condizionare inconsapevolmente la vita di altre persone, e che mai, qualunque siano i risultati, dobbiamo scaricare su altri le conseguenze causate da nostri errori, perché noi ne siamo sempre i soli ed unici responsabili.

 

 

centrifuga

la mia giornata si è persa in un clamore di voci, e risate di bimbi, ma il mio pensiero latita, perso all’inseguimento di qualche cosa che non esiste, scorta in un attimo di distrazione mentre velocemente girava l’angolo di un campo lungo un sentiero che porta al silenzio

la pioggia

oggi lascia le tracce sui vetri, e il grigiore del cielo, rende il paesaggio più dolce, soffuso di luce velata priva di ombre, e comunque è una bella giornata

a quest’ora è

silenzio, la giornata è passata, lontana, coi suoi piccoli fatti, diventati ricordi, già mischiati e confusi con quelli di altri giorni, perché nulla è successo che non sia di routine, era un giorno dei tanti trascorsi, come sempre trascorrono i giorni fatti solo per diventare ricordi…

se dovessero chiedermi

tu quel giorno c’eri? Qualunque sia stato quel giorno, qualunque siano state le decisioni prese o i fatti accaduti, beh sicuramente io non c’ero, odio le decisioni delle masse, fanno solo danni

banlieux

sono le periferie dimenticate, sono i luoghi di ricordi lontani che vogliamo dimenticare, sono le immagini delle nostre paure, del nostro malessere, di quella parte del nostro passato che non vogliamo ricordare, banlieux… periferie

Gen 3, 2018 - poesie    No Comments

Dubbi

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Io ho…
ma forse no.
Io sono…
ma forse non sono.
Io so
ma forse non so.
Io credo…
ma
in cosa credo?
In un dio?
Nell’uomo?
O solo in me stesso?
No, io non sono
un eroe, ne un santo
non ho conoscenze
ne studi
di cui farmi vanto.
Nell’uomo?
Guardandomi attorno
io vedo soltanto brutture
e un mondo malsano
gestito da mezze figure.
In un dio?
Ma quale??
Un dio assente,
combattuto e succube
del bene e del male?
Io so…
o forse non so
se credere in un dio
nell’uomo
oppure in me stesso
ma forse
non credo e
il dubbio che insorge
adesso
è che io,
non sono…
nemmeno io.

 

Dic 28, 2017 - Senza categoria    No Comments

Progresso

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Più l’ala del passero
non batte l’aria
e l’aria non spira
ad alcun vento.
Intrisa di ossidi
e di morte
veglia su vuote
case di cemento.

Dic 26, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Persi

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Perché?
L’eterna domanda
a cui nessuno risponde.
Lo scopo ultimo
rimane celato.
Confusi pensieri
inseguono
ideali, dogmi e teorie
che sempre più lontano
portano dal vero.
Persi
nelle realtà virtuali
non scorgiamo più
orizzonti.
Inseguendo il mito
dimentichiamo il bisogno,
riducendoci
a mendicare il tempo.
Silenzi
coperti da frastuoni
osannano
l’idiozia di una specie
ridotta
a singolo individuo.

Dic 21, 2017 - poesie    No Comments

Le cose che avevo

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Avevo

un sogno nel cassetto

un buco nel calzino

un dente caduto

posto sotto al cuscino.

Il cassetto ormai è vuoto

il calzino cambiato,

il dente ora è nuovo,

ma lì sotto al cuscino

c’è soltanto il passato.

 

                                    refusi

Dic 5, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Prima o poi

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Prima o poi
verrà qualcuno
a dirmi chi sono.
Prima o poi verrà
e mi leggerà la mano.
Mi guarderà negli occhi
e poi mi sussurrerà piano,
non darti pena non sei nessuno.

Nov 28, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Parabola

bruegel i ciechi

 

 

C’era una strada,

e c’era un uomo

sopra la strada.

C’era anche un dio

ma altrove

e non guardava.

La strada era quella

che portava alla fine

e l’uomo avanzando

ormai giunto al confine

pensava,

mah, ci sarà qualcosa

oltre questa strada?

Una meta,

uno scopo, una casa?

Si fermò, con il dubbio

dipinto sul volto,

si voltò, a osservare

il percorso trascorso,

dubitò del suo dire,

dubitò del suo fare.

Si chinò, con la mano

spolverò i pantaloni

con gesto anormale,

stava prendendo tempo

non volendo avanzare.

Cosa c’era o chi c’era

oltre quel confine?

C’era il premio?

Il castigo?

O soltanto… soltanto

una semplice fine?

Senza gogne ne allori,

senza canti ne pianti,

senza voci dannate

senza aureole di santi.

Ma soltanto il riposo,

la soluzione finale,

dove non han più ragione

né il bene né il male.

Soppesò ancora a lungo

tutta quella questione

poi, il suo volto si distese

in un caldo sorriso,

e riprese ad andare

con un passo deciso,

si avviò e senza dubbi

superò quel confine

certo che

c’era solo il riposo

raggiungendo la fine.

Ma e quel dio dove stava?

Era sempre altrove e,

non guardava.

Nov 19, 2017 - poesie    No Comments

La menagram (dialettale scherzosa)

civetta
L’è lì, e
se la sa no se fa,
la parla de quei
ch’in già crepà
e se vun puaret
l’è mouribound,
senza nanca pensac
la manda a l’alter mund.
Mama, che mena gram
che porta rougna,
quant ca la dorma
de funerai la sougna,
par ca la sia
la tousa del bechin,
e mi
che se stremisi un cicinin
ghe fu corni bicorni
e touchi fer,
ma riesi no
a desmentega un penser
che in verità
a me fa un pou pagura,
che quela lì
me faga un quei fatura.
Ma mo sun stuff,
vu via, torni pu indree,
la mena gram,
la staga de par lee.
La menagramo

Lei è lì, e /e non sa che fare/parla di quelli/che sono appena morti/e se uno poveretto/è moribondo/ senza nemmeno pensarci/lo manda all’altro mondo./Mamma, che menagramo/ che porta rogna/ quando dorme/di funerali sogna/sembra che sia/la figlia del becchino/ e io,/che mi spavento un pochettino/faccio corni bicorni/e tocco ferro,/ma non riesco/a dimenticare quel pensiero/ che in verità/mi fa un po’ paura/che quella lì/mi faccia qualche fattura./Ma adesso no stanco/ vado via, e non torno più indietro/ la menagramo/se ne stia da sola.

 

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