Mar 27, 2020 - poesie    No Comments

La giornata ai tempi del corona virus

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Nuova giornata rinchiuso in
casa,
idea geniale, vo’ a far la
spesa,
poi mi sovviene dai miei
pensieri
ma mondo cane, l’ho fatta
ieri.
Prendo il giornale ma è quello
vecchio,
conto le rughe dentro lo
specchio
son messo male ma nessun
guarda
ma, forse è meglio farsi la
barba.
Accendo la TV e guardo lo
schermo,
si vede male alla luce del
giorno,
cose stravecchie viste e
riviste
e quattro pirla con l’aria
triste
che per rallegrate la mia
giornata
parlano di gente morta
ammazzata,
dal più infido degli
assassini,
il micro killer dei
cinesini,
ma loro fanno previsioni a
oltranza,
per rafforzare, dicono, la mia
speranza.
Spengo lo schermo, resto
indeciso
con una smorfia di dubbio sul
viso
devo decidere che cosa
fare,
creare un ordine
preliminare,
allora accendo prima il
computer,
o prima vado a sedermi sul
water?
Poi per interrompere la noia e
l’andazzo
vado a far quattro passi là, sul
terrazzo,
giro un po’ in cerchio poi faccio un
otto
cinque minuti e mi son già
rotto,
passo su passo vado di
fretta
come un criceto, nella
gabbietta.

Mar 26, 2020 - poesie    No Comments

Strade perse

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Nuovi silenzi
su antiche parole.
Il significato è perso,
perso
il ricordo di un uomo.
Antiche leggende
parlano
a chi non ode più
di altri tempi,
epiche immagini,
caleidoscopici sogni
dimenticati ogni alba.
L’ansia di una risposta
ad ogni tramonto
viva
più di ogni certezza,
per un istante
l’immagine.
Poi,
nuovamente smarriti,
percorriamo da sempre
le antiche strade,
dove,
nuovi dei conducono
i nostri passi.
                                                                  refusi
 
Mar 19, 2020 - poesie    No Comments

Settantatré

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Mi vien difficile

trovar la giusta rima

ma, decisamente,

stavo meglio prima

e con tutto

quello che ho passato

non vorrei ora

esser in-corona-to

mi spiacerebbe

se un augurio o un elogio

dovessero

diventare un necrologio.

Canzone antica – Fra novelle e fiabe

Marta Farina

 

 

Antica è la canzone
che parla d’amore,
ma sempre nuova
e sempre nuova nasce,
al solo sussurrare
del tuo nome.
Antica di novelle,
di battaglie
di fieri cavalieri
d’acciaio ricoperti,
di pallide dame,
di maghi e di folletti,
di fieri paladini,
di buffoni,
di menestrelli,
di fragili fatine.
Antica più di mille mondi,
di mille fantasie,
di mille inverni
e nuovamente torna
a sussurrare,
vecchie parole nuove,
in nuovi tempi
a un altro cuore
di nuovo, eterna.
Ed il grillo parlante
ancora appare
a un nuovo
irresponsabile Pinocchio
dona consigli e dice:
“Lo sai
non si può fare,
non è più il tuo tempo.
Per colpa della gente
o del destino,
hai perso il tuo momento.
Non puoi, dai,
lascia stare.”
E la canzone antica
un po’ s’ammoscia,
perde le note e
comincia a stonare.
Ma poi chiudendo gli occhi
ecco che appare
di nuovo il volto tuo
e di nuovo ancora,
tra mille cavalieri e dame,
dentro a castelli
di vivido cristallo,
in forte coro
riprende ancora
la canzone antica e sale,
e le sue note
più limpide e più pure
volano in alto
coprendo ogni rumore.
E ancora il saggio grillo
da dentro
il mio cervello
fa udire la sua voce,
mi chiede scusa e dice.
“Insisti, fallo
forse non è ancor tardi,
forse può ancora capitare,
prova.
Se è amore vero,

è bello”

Quando non sarò più

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Come sarà,

quando non sarò più.

Quando non sarà più giorno

ne sarà più notte

non sarà più luce

ne sarà più buio.

Quando

non ci saran più lotte,

non più battaglie

vittorie ne sconfitte.

Quando

non ci saran più suoni,

niente più dolci musiche

rumori ne frastuoni.

Quando l’oggi

non sarà più ieri

e neppur domani,

quando non vedrò i tuoi occhi

ne stringerò più le tue mani,

Quando non udirò più

la tua voce, ne il tuo canto,

un rimpianto solo

non esserti più accanto.

Di nascosto

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Se un giorno te ne andrai

stanca di noi,

io ti saluterò

come se fosse

solo per un attimo,

ti stringerò la mano

sorridendo,

poi volgerò le spalle

e me ne andrò, in silenzio

piano piano rientrerò

dentro a quel mondo

all’improvviso vuoto.

Poi, passerò il mio tempo

ricordando

di certo piangerò ma,

di nascosto.

Mar 4, 2020 - poesie    No Comments

Rigetto

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D’improvviso una sera,

una sera normale,

una noia leggera

lì, fra gente banale.

Uno sguardo nel vuoto

fisso sopra lo specchio,

d’improvviso sentirsi

all’istante più vecchio.

Ritrovarsi smarrito

fra presente e passato,

dietro a un colpo di spugna

come un secchio svuotato.

Una lacrima agli occhi,

un dolore nel petto.

una bebbia nel cuore,  e

improvviso il rigetto.

Il rifiuto di tutto

la partita, il partito,

il potere, il denaro,

tutto quanto e finito

dentro il pugno serrato

resta solo il dolore

e nascosto fra i rovi

uno spicchio d’amore.

Piano volgi le spalle

e rasente ad un muro

ti allontani pian piano,

fra presente e futuro.

Improvviso ora insorge

quella voglia di stare

a guardare le stelle

ascoltando in silenzio

la risacca sul mare.

Rimpiangendo all’istante

tutto il proprio passato

realizzando di colpo

di aver sempre sbagliato.

                                            refusi

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sarò ad aspettarti

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Mi sono inginocchiato,

ho pianto, imprecato,

pregato.

Ho invocato Dio e i santi,

sono ricorso a medici,

guaritori e maghi.

I miei sogni,

sono diventati incubi.

Il mio cervello

più volte è esploso,

più volte è impazzito

nella ricerca della pace,

del silenzio,

della solitudine

privata del tuo ricordo.

Ho sentito i miei visceri

contorcersi, annodarsi,

il mio stomaco chiudersi

in una dolorosa morsa,

ed il mio cuore accelerare

i battiti sino allo spasimo,

solo

per un “Ti amo” non corrisposto.

Ma ora basta,

ora alzo gli occhi al cielo

e rido.

Rido di me

e di ciò che ho passato.

Rido, rido e ancora rido

e prendo amore ovunque

senza respiro

senza problemi

senza dar nulla in cambio,

e se ancora penso,

ti amo

so che sarà per poco.

E quando tu verrai,

perché verrai,

forse

non sarò ad aspettarti.

Tutt’al più – Dialogo

dialogo

 

 

Tutt’al più

ti dirò qualche cosa

narrerò di una certa chimera

che a te possa

sembrare poi vera.

Ti dirò…

non so cosa

citerò qualche fatto,

tutt’al più…

tutt’al più starò zitto.

Tutt’al più,

ti dirò che ti amo,

(dentro a te

sarei carta ch’io menta)

ma lo dirò,

sol per farti contenta.

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