Dic 5, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Prima o poi

rosadivetro

 

Prima o poi
verrà qualcuno
a dirmi chi sono.
Prima o poi verrà
e mi leggerà la mano.
Mi guarderà negli occhi
e poi mi sussurrerà piano,
non darti pena non sei nessuno.

Nov 28, 2017 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Parabola

bruegel i ciechi

 

 

C’era una strada,

e c’era un uomo

sopra la strada.

C’era anche un dio

ma altrove

e non guardava.

La strada era quella

che portava alla fine

e l’uomo avanzando

ormai giunto al confine

pensava,

mah, ci sarà qualcosa

oltre questa strada?

Una meta,

uno scopo, una casa?

Si fermò, con il dubbio

dipinto sul volto,

si voltò, a osservare

il percorso trascorso,

dubitò del suo dire,

dubitò del suo fare.

Si chinò, con la mano

spolverò i pantaloni

con gesto anormale,

stava prendendo tempo

non volendo avanzare.

Cosa c’era o chi c’era

oltre quel confine?

C’era il premio?

Il castigo?

O soltanto… soltanto

una semplice fine?

Senza gogne ne allori,

senza canti ne pianti,

senza voci dannate

senza aureole di santi.

Ma soltanto il riposo,

la soluzione finale,

dove non han più ragione

né il bene né il male.

Soppesò ancora a lungo

tutta quella questione

poi, il suo volto si distese

in un caldo sorriso,

e riprese ad andare

con un passo deciso,

si avviò e senza dubbi

superò quel confine

certo che

c’era solo il riposo

raggiungendo la fine.

Ma e quel dio dove stava?

Era sempre altrove e,

non guardava.

Nov 19, 2017 - poesie    No Comments

La menagram (dialettale scherzosa)

civetta
L’è lì, e
se la sa no se fa,
la parla de quei
ch’in già crepà
e se vun puaret
l’è mouribound,
senza nanca pensac
la manda a l’alter mund.
Mama, che mena gram
che porta rougna,
quant ca la dorma
de funerai la sougna,
par ca la sia
la tousa del bechin,
e mi
che se stremisi un cicinin
ghe fu corni bicorni
e touchi fer,
ma riesi no
a desmentega un penser
che in verità
a me fa un pou pagura,
che quela lì
me faga un quei fatura.
Ma mo sun stuff,
vu via, torni pu indree,
la mena gram,
la staga de par lee.
La menagramo

Lei è lì, e /e non sa che fare/parla di quelli/che sono appena morti/e se uno poveretto/è moribondo/ senza nemmeno pensarci/lo manda all’altro mondo./Mamma, che menagramo/ che porta rogna/ quando dorme/di funerali sogna/sembra che sia/la figlia del becchino/ e io,/che mi spavento un pochettino/faccio corni bicorni/e tocco ferro,/ma non riesco/a dimenticare quel pensiero/ che in verità/mi fa un po’ paura/che quella lì/mi faccia qualche fattura./Ma adesso no stanco/ vado via, e non torno più indietro/ la menagramo/se ne stia da sola.

 

Nov 13, 2017 - Senza categoria    No Comments

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta 4

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Il nulla. Vi siete mai chiesti
veramente cosa sia il nulla? Il nulla, è l’assenza di tutto, niente più rumori, niente più suoni ne parole ma nemmeno più silenzio. Niente luci, niente colori e neppure niente buio, nulla, ne caldo ne freddo, non il piacere di un raggio di sole, ne la frescura dell’ombra, ne la sensazione dell’aria che sale nelle narici con i suoi mille odori, ne dei capelli smossi da uno spiffero di vento. Non più pensieri, l’assenza dei dolori e delle gioie, dell’amore e dell’odio, dei desideri e dei sogni, già il nulla. Immaginate di chiudere gli occhi e di perdere tutto, assolutamente tutto anche la sensazione di questo ultimo pensiero e del fatto che qualche cosa sia mai stato e se non vi riesce di immaginarlo se questo pensiero vi spaventa, forse è meglio che vi domandiate ancora una volta “Cosa farò da grande?” e che troviate una risposta soddisfacente e comunque forse è meglio che iniziate a pregare

 

oggi e domani …
sai le volte che mi sono sentito Peter Pan? le volte che ho cercato di ritrovarmi dentro quell’ombra smarrita? e ho finito per cercare dentro me stesso quell’isola che non c’è solo perché non la si può vedere da fuori…

 

oggi e domani ..,
l’ombra è solo l’illusione di ciò che noi pensiamo di essere il rispetto e l’educazione si sono persi ormai nei ricordi di un lontano passato, ammesso che ci siano mai stati e se per caso ne parli, ti accusano di fare retorica,

pensieri veloci …

 

qui si è verificato il contrario, una mattinata grigia e spenta si è trasformata in uno splendido pomeriggio, il sole splende sui monti e sul lago. Sì, ritengo che i sogni diventino pericolosi quando cessano di essere sogni, e noi ci sforziamo di farli divenire realtà, è allora che i sogni cambiano aspetto e si trasformano in illusioni. Anche a me succede la stessa cosa, soprattutto la notte, quando il forum è deserto, apro una finestra e senza sapere cosa inizio a scrivere ed alcune volte mi rendo conto di ciò che ho scritto solo quando rileggo, le dita non riescono mai a seguire i pensieri, non le mie almeno e troppe volte la voglia di rincorrerli mi porta a scrivere strafalcioni, refusi appunto… e scusa ma per noi non ci saranno posteri ad esprimere giudizi ed in fondo è molto meglio così
era tanto
che non postavo più una buonanotte nel mio piccolo forum, ora sono tornato qui, e qui conto di rimanerci a lungo, sì lo so, sono quasi solo a postare, e saranno pochi a leggere, ma mi piace questo forum così com’è, con le sue parole, con i suoi post quasi sempre singoli e senza risposte, ma proprio per questo più belli e puliti, buonanotte forum a domani

 

Virgilio – La lezione
Virgilio il poeta? No, no, Virgilio il forum, non le persone che ci scrivono, proprio lui Virgilio, e che cosa avrà mai da insegnarci Virgilio? L’altra mattina svegliatomi, sono entrato in forum, ed ho notato con rammarico che Virgilio aveva , arbitrariamente, cancellato la maggior parte degli scritti di questo forum e anche di tutti gli altri e non ho nascosto il mio disappunto la cosa effettivamente mi aveva indispettito. Ora, penso invece di dover ringraziarlo in quanto Virgilio ha riportato il forum nella giusta misura e non mi riferisco al fattore numerico, avrei dovuto dire alle sue giuste dimensioni, alla sua importanza? Forse sì, ed ha riportato anche me a più modeste dimensioni, riducendomi il forum mi ha semplicemente ricordato, che in quanto ho scritto e postato non vi era nulla di essenziale, nulla che io non possa riscrivere, e nulla che altri non avessero già scritto o siano in grado di scrivere in modo certamente più corretto. Grazie Virgilio, in questo modo avrò l’occasione di scriverle nuovamente quelle cose senza pensare che forse mi sto ripetendo, o addirittura potrò scrivere esattamente l’opposto senza dovermi preoccupare delle contraddizioni
grazie

Nov 13, 2017 - poesie    4 Comments

La luna, il pozzo e il pazzo

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Era pazzo,
con il secchio pescava
la luna dal pozzo
anche quando non c’era.
Era pazzo
cantava
canzoni inventate
e pescava
con il secchio bucato
la sua luna nel pozzo.
Lui diceva
di amare la vita, la luna
e sedeva
aspettando il calare del sole
e al levar della luna
continuava felice,
ne suo gesto d’amore

                                 refusi

(riedizione dal 05/06/07 con aggiunta  di immagine)

Ott 22, 2017 - pensieri    No Comments

Monologo da un dialogo in un forum perso e domande senza risposta – 3

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alcune volte mi chiedo.
.
cosa sono, chi sono, ed il più delle volte non mi rispondo e mi rendo conto di non saperlo. Altre volte mi chiedo cosa penso, ed aggirandomi per il forum mi imbatto in cose che avevo scritto tempo addietro e mi chiedo ma sono io questo? E’ questo il mio pensiero? Mi appartengono queste frasi?? Ed ancora una volta non so rispondere

mi chiedo…
si è vero molte volte mi chiedo… forse troppe cose, troppi perché, che non trovano risposte, sto diventando ripetitivo, e comunque mi chiedo se debba esistere per forza una ragione per la sofferenza o se non ne siamo solo noi stessi la causa… vorrei approfondire la cosa e credo che lo farò ma non ora
mi chiedo…
sai, ogni tanto mi perdo con gli occhi a fissare l’orizzonte, e scordo ogni altra cosa, i mie occhi seguono ogni risvolto di quel mondo che scorgo laggiù lontano, ne indagano ogni affranto, ogni ombra, ogni macchia di luce, che sia un lontano albero fiorito, o il riflesso al sole del vetro di una casa immersa nel verde, e mi vedo seduto sotto quell’albero o seduto su di una poltrona dietro ai vetri di quella casa e ho la vaga impressione che la cosa sia reale, sento di essere presente in quei luoghi, e la sensazione confusa di stare vivendo più vite contemporaneamente si diffonde in tutto il mio essere e allora credo che tutto il mio corpo si allarghi si distenda nello spazio e nel tempo ad assorbire tutto il paesaggio che mi circonda, che lo avvolga e che ci si adagi in una comune percezione di vita, forse è solo un illusione, ma penso che anche per questo la vita sia bella

*******
una domanda, quanti…
quanti di noi hanno coscienza di se stessi?
quanti non sono un agglomerato di inutili parole?
quanti sono in grado di fare, ammesso che ci abbiano mai pensato, un autoanalisi, il vecchio esame di coscienza??
quanti di noi non sono altro che un vuoto supermercato di parole?
quanti riescono ancora a piangere mentre leggono, o mentre scrivono?
quanti possono dire in tutta onestà in non vegeto io vivo?

in difesa dei grigi … **

potrei risponderti , in mille modi diversi… ma forse è solo perché amiamo rileggerci… forse perché riusciamo a capire noi stessi solo dopo aver messo i nostri pensieri su carta, scusa ma era così che si faceva una volta, ma ritengo che la risposta più corretta l’abbia data un anonimo in tradimenti, vado a cercarla e ti posto quella parte che potrebbe essere la risposta
…postano di sfuggita messaggi carichi, di tristezza e di solitudine, poi lasciano il forum, così come vi erano giunti, senza onore ne oneri, senza stupide offese, senza rivalse, senza rivincite, senza nulla che non sia stato lo spazio di un pensiero, di una sofferenza, della necessità di parlare a se stessi o al nulla, il bisogno di leggere le proprie parole anche solo per un attimo e fissarle nella propria mente, o nel proprio cuore, o forse solo la speranza che qualcuno possa leggere e condividere, scevri alle offese ed al plauso…
**
(nota- grigi erano quelli che in tempi trascorsi scrivevano sui forum senza autenticarsi. Una volta era consentito)

 

Ott 22, 2017 - poesie    13 Comments

Se

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Se il mio cuore

avesse porte

le aprirei per farti entrare,

se avesse finestre

calerei scale per farti salire,

se avesse passaggi segreti

scardinerei le grate

per farti passare.

Ma il mio cuore

non ha porte,

non ha finestre,

non ha passaggi segreti

e se tu ora ci sei dentro

è perché ci stavi da sempre.

 

 

 

 

Monologo da un dialogo in un forum perso e domande senza risposta – 2

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mi hai chiesto…
mi hai fatto una domanda alla quale non so rispondere, troppi hanno descritto la felicità, forse la felicità è solo la tranquillità, il riposo, forse è solo un attimo privo di dolore, ma penso esista solo nelle piccole cose, in quelle di tutti i giorni, quelle che la maggior parte delle volte e per la maggior parte delle persone, passano inosservate. Sarò anche banale, ma la felicità è il profumo del glicine, il colore di un tulipano, il candore della neve contro il blu del cielo, la brezza che ti soffia sul viso e quella sensazione che ti riempie l’anima e gli occhi di lacrime e che non è dolore
premere un tasto dopo l’altro …
e le parole scritte danno un senso ai propri pensieri, una voce, un anima, un soffio di malinconia…
mi hai chiesto, cos’è la tristezza?
Non lo so, e mi risulta difficile risponderti, troppe volte mi sono posto la stessa domanda senza trovare una risposta. Sai quante volte, sopratutto le sere di primo autunno, passeggiando sulle rive del lago ed osservando le luci riflettersi nelle acque, mi sono chiesto del perché, e a chi, appartenesse quella tristezza che mi portavo dentro, da cosa sgorgava. Alcune volte penso che non mi appartenga neppure, che sia lì, come un corpo estraneo che osserva la stupidità dell’uomo e ne soffre, che mi osserva e soffre della mia inutilità, della mia incapacità, della mia mancanza di volontà, della mia rassegnazione

via il collant …. fa caldo
ehi, ………..non confondiamo, di refuso da queste parti ci sono già io. I collant smagliati non sono un dramma, non meritano un autocritica, e poi ora come dici tu, sta giungendo l’estate… scordiamoci se le virgole sono al posto giusto o meno, pensiamo solo che siamo noi, che siamo unici e che se manchiamo, tutto cessa di esistere, noi siamo il nostro piccolo universo e siamo importantissimi perché senza di noi nulla avrebbe più senso, ogni tanto, vogliamoci bene …

a che serve…
…non devi prendertela,. vedi alcune persone leggono in modo diverso da quanto tu volevi dire, perché non solo all’altezza di capire quanto hai scritto, e non è colpa tua, altre più spesso, capiscono, ma in malafede vogliono leggere un quelle parole, quanto gli fa comodo, e ancora una volta non è colpa tua…

 

Tempo perso

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Ho trascorso troppo tempo
a costruire una vita,
senza viverla.
Troppo tempo a pregare
un dio, che
non c’era.
Troppo tempo a cercare
una mia verità,
senza capire
che ognuno ha la propria
e che solo la forza
la impone.

 

Monologo da un dialogo di un forum perso e domande senza risposta – 1

rendisenzagiunz

Esisteva un forum sulle pagine di Virgilio ora chiuso (da loro), a tratti inserirò nel blog degli spezzoni salvati, così, per ricordarlo.

 

… è forse la notte che mi porterà la luna di un nuovo giorno?
la notte porta solo a nuove albe, le albe a nuovi giorni, i giorni a nuovi tramonti e i tramonti a nuove notti che porteranno il ricordo di altre notti, di altre albe, di altri giorni, di altri tramonti, di altre notti, in un susseguirsi di ricordi di rimpianti di rimorsi e di sogni che ci accompagneranno a nuove notti…

 

anche se…

qui il sole splende, i tulipani, i narcisi e le viole riempiono di colore le aiuole che costeggiano la riva del lago, i bambini si rincorrono vociando, mentre le gente esce lentamente dalla chiesa e si dirige all’edicola ad acquistare il giornale od al bar per l’aperitivo, è un giorno di festa per chi crede ma anche per gli altri, perché i giorni di pace sono comunque giorni di festa

 

ma quando è la tua anima che canta…

non sei più tu che accarezzi le note, ma è la musica che ti avvolge e ti accompagna, qualunque sia la canzona cantata…

 
vicino al mare o ai monti, esiste…

esiste sempre un luogo dove fermarsi, dove noi riteniamo sia giusto fermarsi, un luogo sulla riva del mare, con nelle narici l’odore della salsedine portato dalla brezza mattutina, le barche dei pescatori che ondeggiano mosse da lievi onde e il sole che riflesso dall’acqua dona al paesaggio un aspetto arcano, o un luogo dentro ad una valle alle pendici di monti dove ancora, anche nelle estati più calde, si possano scorgere tracce di neve e dove l’aria profuma di erba appena tagliata, di fiori, di resine di pini. Dove sedersi tranquilli, perdersi con lo sguardo all’orizzonte al limite del paesaggio, sorbirsi lentamente un caffè e ricordare… Esiste ancora un luogo chiamato casa

 

questa mattina…
sono uscito a fare quattro passi, giunto al lago verso la fine del paese dove il fiume (piccolo in verità) sfocia nel lago stesso, ho notato su di una piccola secca un anatra, circondata da un nugolo all’apparenza di passeri così visti da lontano, mi sono avvicinato, e ho visto con sorpresa otto piccolissime palle di pelo, intente a leccarsi per ripulirsi dei residui dell’involucro in cui a lungo erano state trattenute, la madre le osservava di poco distante, ed il padre, un germano dai colori sgargianti, controllava la scena poco più in là, per allontanare eventuali indesiderati intrusi, uniti in un unico gesto d’amore… la vita è bella così come nasce, siamo noi a renderla con le nostre azioni troppe volte infelice, nella semplicità la gioia, in un semplice gesto d’amore, quello della madre verso i suoi piccoli il senso della vita, e noi presuntuosi continuiamo a porci al centro del creato…

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