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Di nascosto

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Se un giorno te ne andrai

stanca di noi,

io ti saluterò

come se fosse

solo per un attimo,

ti stringerò la mano

sorridendo,

poi volgerò le spalle

e me ne andrò, in silenzio

piano piano rientrerò

dentro a quel mondo

all’improvviso vuoto.

Poi, passerò il mio tempo

ricordando

di certo piangerò ma,

di nascosto.

Mar 4, 2020 - poesie    No Comments

Rigetto

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D’improvviso una sera,

una sera normale,

una noia leggera

lì, fra gente banale.

Uno sguardo nel vuoto

fisso sopra lo specchio,

d’improvviso sentirsi

all’istante più vecchio.

Ritrovarsi smarrito

fra presente e passato,

dietro a un colpo di spugna

come un secchio svuotato.

Una lacrima agli occhi,

un dolore nel petto.

una bebbia nel cuore,  e

improvviso il rigetto.

Il rifiuto di tutto

la partita, il partito,

il potere, il denaro,

tutto quanto e finito

dentro il pugno serrato

resta solo il dolore

e nascosto fra i rovi

uno spicchio d’amore.

Piano volgi le spalle

e rasente ad un muro

ti allontani pian piano,

fra presente e futuro.

Improvviso ora insorge

quella voglia di stare

a guardare le stelle

ascoltando in silenzio

la risacca sul mare.

Rimpiangendo all’istante

tutto il proprio passato

realizzando di colpo

di aver sempre sbagliato.

                                            refusi

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sarò ad aspettarti

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Mi sono inginocchiato,

ho pianto, imprecato,

pregato.

Ho invocato Dio e i santi,

sono ricorso a medici,

guaritori e maghi.

I miei sogni,

sono diventati incubi.

Il mio cervello

più volte è esploso,

più volte è impazzito

nella ricerca della pace,

del silenzio,

della solitudine

privata del tuo ricordo.

Ho sentito i miei visceri

contorcersi, annodarsi,

il mio stomaco chiudersi

in una dolorosa morsa,

ed il mio cuore accelerare

i battiti sino allo spasimo,

solo

per un “Ti amo” non corrisposto.

Ma ora basta,

ora alzo gli occhi al cielo

e rido.

Rido di me

e di ciò che ho passato.

Rido, rido e ancora rido

e prendo amore ovunque

senza respiro

senza problemi

senza dar nulla in cambio,

e se ancora penso,

ti amo

so che sarà per poco.

E quando tu verrai,

perché verrai,

forse

non sarò ad aspettarti.

Tutt’al più – Dialogo

dialogo

 

 

Tutt’al più

ti dirò qualche cosa

narrerò di una certa chimera

che a te possa

sembrare poi vera.

Ti dirò…

non so cosa

citerò qualche fatto,

tutt’al più…

tutt’al più starò zitto.

Tutt’al più,

ti dirò che ti amo,

(dentro a te

sarei carta ch’io menta)

ma lo dirò,

sol per farti contenta.

Libero

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Mi hai ridato la mia libertà,

mi hai detto: “Vai!”

e sono andato.

Libero,

potrò nuovamente correre

su tutti i prati,

cogliere frutti da tutti gli alberi.

Libero,

di nuovo prenderò amore senza darne

amerò senza soffrire.

Cavaliere errante

in molti cuori lascerò il mio nome.

Libero,

libero e solo

come un cane senza padrone,

come un uccello senza ali,

come un uomo senza mete.

Libero di andare ma non di restare.

Libero, libero, libero,

dolorosamente, amaramente, inutilmente

libero.

Feb 3, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Quale dio?

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Quale, fra i tanti dei,

il giusto?

Quale, delle leggende antiche

narrò il vero?

Quale uomo uccise

l’ultimo dio

e creò poi,

per tacitarne il ricordo,

la falsa immagine

di uno nuovo?

Feb 1, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Suicida

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E noi stupiti, ci chiediamo
perché si è ucciso?
Ad est a ovest a sud a nord
l’eco degli spari scuote l’aria.
L’odore della polvere da sparo
pizzica le narici
frammisto all’odore del sangue.
Al nord al sud all’est e all’ovest,
migliaia di madri
piangono i loro figli
e molti figli non hanno
una madre per cui piangere.
A migliaia
muoiono
ogni giorno
per fame, violenza. Droga.
Gli orizzonti si coprono
dei fumi degli scarichi
mentre su luminosi schermi
appaiono
paesaggi da favola
(irraggiungibili sogni)
le finestre si affacciano
su strade
tappezzate d’immondizia
in cui acre aleggia
l’odore della miseria.
E noi
stupidi
ci chiediamo
perché si è ucciso.

Gen 30, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Parassiti

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Noi,
parassiti di un pianeta
preso a prestito
contempliamo un cielo
costellato
da inutili stelle
sconosciute e lontane.
Sognando
un improbabile futuro,
scordando il passato
distruggiamo il presente.

Gen 18, 2020 - genesi e nemesi, poesie    No Comments

Pacha Mama

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Tu c’eri,

grande madre,

da prima che creassero

il tuo nome

prima di ogni dio

e prima di ogni guerra.

Solenne e placida

vegliavi sull’evolversi

delle tue creature.

Misurata e lenta

nelle tua albe

nei tuoi tramonti,

dettavi i tempi

della vita, poi…

poi venne l’uomo.

L’uomo con i suoi dei,

le sua inestinguibile

sete di potere,

le sue guerre,

le sue morti,

le sue distruzioni,

e tu cadesti nell’oblio.

Ma ancora sei

seppur dimenticata,

continui imperterrita

il tuo corso

e ancora sarai

quando l’uomo

sarà solo un ricordo

o forse nulla,

tu, madre terra,

Pacha Mama.

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