Giu 18, 2007 - poesie    2 Comments

Amore, cominciamo da qui?

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Questa specie d’amore

Amore
dove?
Amore
come?
Amore
quando?
Amore
chi?
Dovunque sia,
comunque sia,
chiunque sia.
purchè sia
amore.

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Giu 9, 2007 - racconti brevi    1 Comment

Il trenino elettrco

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Quando ero piccolo, amavo molto il trenino elettrico, purtroppo le disponibilità della mia famiglia a quei tempi erano molto limitate, così il trenino mi veniva regalato a rate un pezzo per volta e solo a Natale. Il primo anno un vagone passeggeri, il secondo il il carrello porta carbone, forse perchè ero stato un po’ cattivo. Poi il vagone ristorante, il carro merci, la stazione, e via di seguito. Io nel frattempo me li guardavo, li tenevo nella mano, li cocccolavo come oggetti preziosi, li spolveravo e nel frattempo giocavo con uno scassatissimo trenino di latta  a molla che girava, ossessivo e monotono, sopra dei binarietti circolari di trenta centimetri di diametro.
L’ultimo regalo fu la locomotiva, modellino di un’antica motrice a vapore, nera con le decorasioni oro e rosse, bella, pesante, la tenevo in mano con orgoglio e soddisfazione. Avevo diciotto anni, ma il regalo di un pezzo di trenino nel giorno di Natale era diventata una tradizione. Ma e i binari?? I binari li acquistai io alcuni anni dopo, tornato dal servizio militare prima del Natale, e fatto un pacco del tutto lo regalai al mio primo nipotino. Lui finalmente ci avrebbe giocato.
                                                                                                                                                                                                          Refusi

 

Giu 8, 2007 - poesie    1 Comment

A tutte le amiche e agli amici

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Dedicata a un amica

………..e a tutti quelle/i che in queste parole vorranno immedesimarsi

 

 

Ciao,

vorrei regalarti un fiore

dirti adagio due parole

starti vicino con l’ombrello

quando piove e piano piano

riaccompagnarti al sole

Vorrei cancellare dal tuo viso

quell’aria triste che ti sfiora

e gli occhi tuoi rannuvola di pianto.

Vorrei, se posso, illuminare

lo sguardo tuo di un semplice sorriso

dirti che sei quella che sei

e tutto ciò che fai è già tanto.

Vorrei poterti stringere la mano

farti capire che le mie parole

anche se sono scritte da lontano

son dette con la voce e con il cuore

                                                                    refusi

Giu 8, 2007 - poesie    No Comments

in ricordo di un passato lontano

  Così, ti amo ancora

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Svegliarsi di notte
e guardarti
accanto che dormi
sdraiata su un fianco.
Guardarti,
e accorgersi di te,
chi sei?
Tu, che con occhi
chiusi, sogni
di che?
Chi sei?
Donna o bambina,
moglie, amante,madre,
amica.

Catena.
Vivere di te,
con te,
per te,
perché?
Volerti sempre così
silenziosa e tranquilla,
fiduciosa nel tuo sonno.
Cheto, presente,
calmo, composto respiro.

Dolce e graziosa.
Così non parli,
non piangi,
non sei noiosa.
Così, nel tuo sonno
tranquillo
ti amo ancora.

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Giu 8, 2007 - dialoghi    No Comments

spazi

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null’altro che spazi silenti, dove le parole rotolano rincorrendo tracce di antiche presenze, bramando uno sguardo assente

                                                                                           refusi

…in cerca di una parola mai detta

che riempia lo spazio del silenzio…

nell’attesa che si riapra la porta

alle parole…..                                                                       marosa

…. spazi tra le parole, attimi, respiri, intercalare di pensieri. Incroci senza pause, immergersi nelle realtà nascosti da monitor dove tasti premuti con forza esprimono momenti ….

                                                                                           Les ….

Giu 6, 2007 - racconti brevi    No Comments

Il desiderio

 Lampada

Non era stato fortunato, non era bello e sin dalla nascita era gracilino, soggetto a malattie, e parecchio imbranato. Crescendo, purtroppo, le cose non erano migliorate anzi, la sua posizione sociale non era delle più invidiabili, era meno che mediocre, inoltre, per sua sfortuna, era dotato di una grandissima fantasia. Passava il suo tempo a sognare, immaginava di essere bello e ricco di viaggiare per il mondo amato dalle donne ed invidiato dagli uomini, intento a solcare gli oceani in

traversate solitarie o a scalare vette innevate di monti. Sognava di vincere al super enalotto per poter esaudire i suoi desideri, ma poi si rendeva conto che questo avrebbe risolto solo la parte economica; lui sarebbe sempre rimasto piccolo, brutto e imbranato, e così immaginava di poter cambiare anche il suo aspetto fisico, sognava di trovare il genio della lampada che avrebbe potuto realizzare i suoi desideri, e la sua immaginazione era così forte che finì per credere veramente che potesse esistere un genio della lampada in grado di esaudirlo.

Fu così che un giorno, mentre era preso da una delle sue tanta fantasie, gli apparve veramente il genio della lampada e la cosa non lo sorprese poi più di tanto, in fondo era quello che da tempo desiderava.

Si rivolse al genio e gli chiese “Genio puoi esaudire i miei desideri?” – “Certo – rispose il genio, però uno solo”, lui non stette a pensarci più di tanto, da troppo tempo fantasticava su quel momento, “Allora – disse – fammi diventare bello, ricco e famoso”.

Il genio lo guardò, sorrise e scosse la testa, “Mi spiace – rispose – ma questo è un desiderio che non posso esaudire, per farlo dovrei cambiare i ricordi di un’intera generazione e questo, non posso proprio farlo.

“Ma allora – sbotto lui – che cavolo di genio sei, che desiderio potrei esprimere per ottenere ciò che voglio?”

“Una soluzione ci sarebbe, – rispose il genio – anche se non è esattamente quello che hai richiesto”

“Spiegami, spiegami” rispose subito lui ringalluzzito dalla speranza, “Ecco, – disse allora il genio –

io potrei scambiarti con un altro, tu potresti chiedere di diventare un personaggio esistente, bello, ricco e famoso e lui prenderebbe il tuo posto”.

“Lo voglio, lo voglio, – si esaltò subito alla prospettiva – fammi pensare chi vorrei diventare,… ecco si. Vorrei essere il tale”.

“Ecco, – disse ancora il genio – sappi che però, perché lui possa prendere il suo posto, dovrà naturalmente scordare tutto il suo passato e così anche…….”

“Va bene, va bene, – fece lui impaziente – ma fallo, fallo subito!”

Non era stato fortunato, non era bello e sin dalla nascita….. 

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Giu 6, 2007 - racconti brevi    No Comments

Pensione

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Finalmente in pensione, bè, non è che tu desiderassi proprio di andare in pensione in fondo ti consideravi ancora giovane e perfettamente in grado di continuare il tuo lavoro, ma la ditta per cui lavoravi decise di cessare l’attività, e tu, con più di cinquant’anni e trent’anni di esperienza nel settore, conosciuto e stimato nell’ambiente, invii centinaia di curriculum e fai altrettante telefonate, a qualcuno servirò pensi, qualcuno mi darà una mano…..

Si, la pensione. Fortunatamente hai raggiunto l’anzianità e quindi puoi  tranquillamente andare in pensione. Che bello pensi, da domani non dovrò più fare levataccie salire in macchina per recarmi in ufficio o percorrere centinaia o migliaia di chilometri in auto, treno o aereo, da domani potrò tranquillamente restarmene a casa a crogiolarmi nel letto, da domani avrò più tempo. Tempo per me, per i miei hobby, tempo…., e proprio mentre fai una passeggiata incontri un amico che subito ti apostrofa “Beato te che sei in pensione non devi preoccuparti più di niente e hai tutto il tempo che vuoi” –“Beh, in effetti e vero, posso farmi belle passeggiate, leggermi un buon li…..” Ma lui è già oltre, un cenno di mano per saluto ed è lontano, già, lui lavora, lui non ha tempo. Tempo….

Quando lavoravi non avevi tempo, dieci, dodici ore al giorno, quando stavi in ufficio, interi mesi con settimane senza sabati né domeniche quando eri in viaggio per fiere, mostre, presentazioni, visite a clienti importanti, alberghi, ristoranti, cene di rappresentanza. Proprio non ne avevi di tempo, e pensavi, quando andrò in pensione allora avrò tempo, tutto il tempo…..

Quando lavoravi di tempo n’avevi proprio poco, trascorrevi con la moglie la settimana bianca per Natale e capodanno; dieci, dodici giorni sulle dolomiti per ferragosto, e quei giorni passavano sempre troppo in fretta e così, subito dopo, via di nuovo a testa bassa nel lavoro. Nei fine settimana liberi gite alla ricerca di ristoranti, trattorie e baite ma questi spazi erano ancora più brevi, e pensavi, quando avrò più tempo, quando sarò in pensione tutto il tempo sarà mio, e potrò dedicarlo ai miei hobby, a mia moglie, andremo a nei luoghi che già conosciamo e che amiamo ed a visitare luoghi nuovi perché allora avremo tempo. Tempo….

Ora sei in pensione, e hai tutto il tempo che vuoi, tempo per fare passeggiate in paese, per leggere un buon libro o guardare la televisione o ancora fare passeggiate in paese, leggere un buon libro, guardare la televisione, tempo…….

Certo quando sei andato in pensione, ti anno dato anche la liquidazione, versando direttamente sul tuo conto, in banca, una cifretta interessante, e non avevi ancora deciso come utilizzare tale somma che già, il solerte bancario di turno ti telefonava informandoti sulle varie possibilità che ti si prospettavano per impiegare in modo produttivo il tuo capitale, Cirio, Parmalat,  Seat pagine gialle, varie soluzioni, due, tre e quattro. Che bravo pensasti, vuole fare i miei interessi, e così, al posto dei soliti Bot, ti lanciasti nel mercato azionario con l’allettante prospettiva di aumentare facilmente il tuo piccolo capitale dello……meno sessanta per cento.

Una volta quando non avevi tempo, avevi uno stipendio, una macchina aziendale, dei benefit; frequentavi alberghi tre, quattro stelle con sauna piscina welness, massaggi, ristoranti esclusivi, vestivi per motivi di rappresentanza abiti firmati, cambiavi l’auto personale ogni quattro anni, e pensavi, quando avrò più tempo, tempo…..

Come detto hai tutto il tempo che vuoi, ma, hai una pensione e se nel mondo esiste una contraddizione di termini elevata è, salvo note eccezioni, proprio fra queste due parole- pensione e tempo.

Ti eri sposato una prima volta, ma le cose non eranno andate bene, così dopo qualche anno. la separazione poi, dopo i termini di legge, lungagginì borocratie eccetere eccetera, otto lunghi anni, il divorzio. Nel frattempo avevi conosciuto la persona giusta, vi eravate frequentati per alcuni anni,

stavate bene ansieme, ti risposasti, stavolta è la volta buona pensasti, è la persona giusta, e per fortuna lo era. Ma averi già quarant’anni, e sempre meno tempo, così di comune accordo decideste,

egoisticamente forse, di non mettere al mondo figli. Sono già vecchio ormai, pensavi, e l’mpegno del lavoro proprio non mi lascia il tempo neccessario da dedicare a un figlio.

La conseguenza logica è che non pensasti nemmeno ad una casa, vivevi in un appartamento in affitto e la cosa ti sembrava giusta così, a cosa mi serve possedere una casa, o un appartamento, pensavi, se non ho nessuno a cui lasciarlo? Ti sembrava tutto così logico, sino a quando, a causa dell’affitto che aumentava costantemente ad ogni rinnovo di contratto e alla pensione, ti accorgesti che in tutti quegli anni avevi pagato al tuo locatore due o trè volte il valore dell’appartamento e che avresti continuato a pagarlo con il relativo costante aumento ad ogni rinnovo di contratto.

Così, a quasi sessant’anni, con quanto gli investimenti mirati suggeriti dal tuo bancario avevano  lasciato dei tuoi risparmi e con un mutuo, decidi di acquistare una casa, un appartamento dove trascorrere tranquillamente, speri, i tuoi anni a venire, dove passare il tuo tempo.

Hai tanto tempo, ma poca pensione, un mutuo, tasse, spese per riscaldamento, luce, acqua e altre per medicinali e visite mediche a causa degli acciacchi che aumentano con l’età, come aumentano tutte le altre spese, solo la pensione lei, non aumenta.

I periodi di vacanza si accorciano e vengono spostati a periodi di bassa stagione, è perché non ti piace la ressa, la folla, dici, ma lo sai è solo perché costa meno. Il numero di stelle sul depliant dell’ albergo diminuisce ogni volta, sino ad arrivare al garni, al monocale in affitto, è perché così, dici, sono libero di andare a mangiare nei vari ristoranti del luogo, senza orari ne impegni, ma lo sai, è solo perché costa meno.

Le gite fuori porta si riducono, da settimanali a quindicinali, da quindicinali a mensili, da mensili a quando capita. Il ristorante diveta una pizzeria, la pizzeria un pic nic. È meglio così, dici, si va dove si vuole senza prenotare si trova sempre posto è più sano, all’aria aperta e poi, nei ristoranti ultimamente, non è che si mangi poi tanto bene, ma è solo perchè costa meno.

La tua auto ha quasi dieci anni e centoquarantamila chilometri, l’hai tenuta bene, è ancora una bella auto, ma anche lei ha i suoi anni, ti ha portato a spasso per tanto tempo e comincia ad esserre stanca, a mostrare qualche acciacco e, tutte le volte che ci sali ne accarezzi il volante, dentro te le parli dolcemente, sussurri, resisti ancora ti prego, non mollare. Sai che se dovesse succedere sarebbe un dramma, non potresti sustituirla ora e forse mai.

Sei in pensione, hai sessant’anni e tutto il tempo che vuoi, tempo per passeggiare in paese, leggere un buon libro, lo stesso e…. guardare la televisione.

                                                                                                                    

Giu 5, 2007 - poesie    No Comments

A mia madre

 

Scansione 1 (2)

 

La tua fine, è la fine del tempo

Lascia questo luogo
senza un rimorso
senza un rimpianto
lascia il tuo tempo
convinta
di aver dato tutto
di avere amato tanto
di non aver mai dimenticato
ne una carezza
ne un sorriso
lascialo portando appresso
ogni espressione di un viso
o di tutti i visi
che tu hai amato.
Lascialo così
come sei giunta, ringraziando
chi te ne ha fatto dono
in un momento
che ora, non ti par neppur
così lontano
perché tutto quello
che tu chiamavi tempo
sta li racchiuso
nel palmo di una mano

Giu 5, 2007 - dialoghi    No Comments

ricordando Parigi e un po’ di Francia

ogni domenica mattina

attraverso le imposte aperte arrivano le note di una fisarmonica e per pochi momenti il tempo sembra fermarsi e mi riporta indietro a quei giorni trascorsi a Parigi, in un piccolo hotel di Montmartre in rue de Orderer… ai bistrot ed alle bulangerie, ai fiori ed agli artisti di strada… al bateau mouche che scivola lento sulle acque della Senna nella notte illuminata di Parigi, in una cornice senza tempo e senza spazio dove il mondo, per un istante indimenticabile, appare in tutta la sua grandiosità. Ed un sogno diventa realtà.

si faceva colazione con omelette, pane fresco imburrato e croissants… e poi gambe in spalla per cercare di vedere quante più cose possibile, scomparivamo nel dedalo della metropolitana parigina da Place de la Concorde, all’Arco di Trionfo fino alla Defense… il Quartiere Latino di Saint Germain… Il Louvre con la Venere di Milo e la Nike di Samotracia… i Gargoil di Notre Dame nell’Ile de la Citè… la Tour Eiffel… E poi le notti romantiche e scintillanti della Ville Lumiere…

                                                                                   pallina

si bella Parigi, caotica sino all’inverosimile sino alla sera, poi tranquilla anche se sempre affollatissima, perchè Parigi la notte, si vive a piedi…………. 
                                                        ref

 sì, a piedi e poi ancora ,cercarndo di imprimere nella mente quanto di tutto, le emozioni, gli odori …. il quartiere latino dove la sera, fuori dai ristoranti grechi rompono i piatti, mentre si mangia suonano e ballano il sirtaki …. e prima di Parigi la Normandia, le spiagge, lo sbarco, piccoli cimeli racchiusi in vetrinette di vetro …. una galletta, un pettine, divise …. il cimitero americano, tante croci bianche in un paesaggio stupendo quasi a voler rendere omaggio …. il silenzio …. ieri negli Stati Uniti la giornta del ricordo in memoria dei tanti soldati americani caduti.
                                                                                                                                          lesartists